Cattolica Virtus-Tau Calcio 1-0
CATTOLICA VIRTUS: Bracci, De Sa (90' Burgassi Da.), Lazzerini M., Mugnaini, Chirinos, Zangarelli, Zini, Cullhaj (94' Lazzerini C.), Andres, Fossi I., Crini (83' De La Cruz). A disp.: Dallai, Bramanti, Mazzantini, Palchetti, Scopetani, Torres Perez . All.: Fraccone Marco
TAU CALCIO: Ricci, Giovannini (56' Romanelli), Matteoni (46' Serafini), Bracaloni (83' Gabbrielli), Marzano, Rigacci, Moschini (63' Pierucci), MAtteucci, Giovannelli, Sarnataro (71' Sow), Niccolai J.. A disp.: Mariotti, Tancredi, Hussey. All.: Paoletti Luca
ARBITRO: Samuele Rocchi di Firenze
RETI: 70' Fossi I.
Quattr'anni sono abbastanza per spezzare un sortilegio, abbastanza da sembrare infiniti. Dalla finale persa nel 2022 a Lamporecchio la Cattolica Virtus non aveva più battuto il Tau nell'U17; anzi, fatta eccezione per un 2-2 (irrilevante, era l'ultima giornata d'un campionato deciso da tempo) era sempre uscita sconfitta. Eliminare la metafisica da una partita che da quattr'anni era lecito percepire maledetta, riportarla nell'alveo dei grandi classici del calcio toscano senza sovrappiù di senso o di magia, tocca a Fossi, mancino incantevole; o forse è più corretto dire che tocca a Fossi, mancino incantevole, e a Fraccone. È Fossi, con una rete favolosa ((Brutta l'hai fatta, Iacopo; l'hai fatta brutta!) gli gridano gli amici dalla tribuna mentre lui sveste la maglia col dieci, numero perfetto, e pazienza per l'ammonizione), a consentire alla Cattolica di tornare a battere il Tau, che della classifica mantiene il comando solitario soltanto per il crollo inatteso della Sestese col Seravezza; ed è Fraccone (va inteso come nome collettivo: Fraccone frontman del suo staff) a rendere possibile la vittoria. È efficace la scelta di schierare Manuel Lazzerini terzino sinistro d'emergenza, così com'è efficace il messaggio trasmesso alla squadra nel corso d'una settimana in cui la lista degli assenti s'è allungata fino a comprendere Narduzzi, Pagnotta, Peccini, Tapinassi, Donà, Morozzi e Veltre: solo combattendo su ogni pallone la Cattolica Virtus avrebbe potuto ottenere un risultato positivo. Da positivo diventa positivissimo perché la battaglia si fa totale: nel corso del primo tempo non si registra neppure una circostanza nella quale Moschini e Matteucci, le due mezzali del Tau, catturano un rimbalzo prima di Cullhaj e Zini, i loro dirimpettai. Eppure di palloni di questo genere la partita ne propone a dozzine: tanti, superando l'asse centrale che ha in Bracaloni e in Sarnataro i due perni, sono quelli che Rigacci e Marzano lanciano verso Giovannelli e Jacopo Niccolai, che con le proprie sponde cercano di favorire l'inserimento dei compagni. È una scelta che non paga, perché la Cattolica corre così tanto e così bene - e a correre così tanto e così bene ha bisogno di continuare se vuole qualificarsi per la coppa - che gli spazi che sembrano dischiudersi ogni volta che il Tau imbastisce l'azione da dietro spariscono sia sulle sponde eventuali, neutralizzate, sia sui rilanci di Chirinos Calderon, colossale. A una soluzione il Tau scopre subito di non potersi affidare: non ha senso puntare sulle corsie laterali, dove per Giovannini (uscirà in avvio di ripresa, dentro Romanelli) e Matteoni (non rientrerà dagli spogliatoi, dentro Serafini) sono più i problemi che gli spunti. Diventa inevitabile cercare d'affondare al centro, dove dopo un quarto d'ora altissimo per ritmi e privo d'occasioni nasce il primo episodio da annotare: da qui, la trequarti offensiva come riferimento, Matteucci verticalizza per Giovannelli, che ingaggia con Chirinos Calderon un duello in velocità risolto dall'uscita di Bracci. Intercettando un rinvio di Mugnaini l'azione l'aveva avviata Bracaloni, che al 20' si conferma prezioso anche in fase di copertura: anche se sul rimpallo rischia di provocare un'autorete - la evita il riflesso di Jordan Ricci - è provvidenziale la sua chiusura sul rasoterra di Fossi, che aveva sfruttato l'apertura d'Andres per affondare sul fronte sinistro dell'area di rigore, da dove aveva tentato di chiudere il triangolo. Il pericolo era nato sulla corsia opposta, la destra d'attacco della Cattolica, dove Matteoni non riesce a tenere il passo di Crini: innescato da un filtrante di Mugnaini e neutralizzato dalla parata di Jordan Ricci, reattivo in uscita sull'interno destro in corsa, il duello si ripete cinque minuti più tardi e di nuovo alla mezz'ora, quando il Tau rischia di nuovo. Lo salva la decisione di Rocchi jr (grande presenza, ottima direzione: si vede che d'arbitraggio ne mastica da prima d'iniziare a camminare), che ritiene che il contatto falloso, l'ammonizione in allegato, si concretizzi un passo prima dell'ingresso in area di rigore dal lato corto: alla fine dell'azione nata dal contrasto che Zini vince con Giovannini e che prosegue con l'ennesima giocata d'Andres a spostare il baricentro da un fronte all'altro la Cattolica deve accontentarsi d'una punizione, calciata rasoterra su Sarnataro unico in barriera. Non è granché la soluzione che sceglie Cullhaj, di sicuro meno efficace di quella con cui inaugura la ripresa, giusto trenta i secondi dal riavvio: sull'invito di Mugnaini schiaffeggia la traversa il mancino a incrociare dalla trequarti sinistra. Sulla ribattuta, Jordan Ricci a terra, la Cattolica non ha fortuna: esce alto il colpo di testa d'Andres, che infastidito dalla marcatura di Marzano da cinque metri non riesce a schiacciare il pallone verso terra. Dunque il punteggio resta ancora in equilibrio, e sugli sviluppi d'una punizione di Bracaloni in equilibrio torna subito anche il conto delle traverse: è qui che rimbalza il pallone calciato dal piede destro di Sarnataro, che al limite dell'area di rigore calamita il servizio d'Jacopo Niccolai e col primo spunto d'una partita complicata cerca il vantaggio in due tempi dopo l'opposizione di Mugnaini. Passato un quarto d'ora d'assestamento, al primo vero pericolo la Cattolica reagisce con l'ennesima azione di sfondamento sulla corsia destra, dove Serafini fa solo un po' meglio di Matteoni: sulla rimessa che De Sa batte profonda lo beffa Crini, il cui traversone rasoterra attraversa l'intera area di porta senza che né Andres né Fossi riescano a deviarlo. Nel giro di trenta secondi si finisce subito dall'altra parte, perché ormai esausto Cullhaj lascia sfilare un pallone di per sé innocuo consentendogli di raggiungere il fronte destro dell'attacco del Tau: s'inserisce Romanelli, che da poco aveva rilevato Giovannini e che affonda fino al vertice dell'area di rigore, da dove crossa per il destro d'Jacopo Niccolai, ben incrociato ma troppo debole per dar noia a Bracci. È l'ultima azione che consente al Tau d'ipotizzare il vantaggio: quattro minuti più tardi segna la Cattolica. L'azione decisiva nasce da un rinvio all'apparenza banale di Rigacci verso il fronte sinistro della mediana: lo legge male Pierucci, che da poco aveva rilevato Moschini (Matteucci passa mezzala destra) e che troppo statico si fa anticipare da Zini, rapido nella verticalizzazione per il taglio di Fossi dietro le spalle di Romanelli; segue un pezzo assoluto di bravura, sprint a sinistra fino ai venti metri e mancino magnifico sotto l'incrocio lontano. È l'1-0, venti i minuti al 90': per soffrire il meno possibile la Cattolica cerca subito il raddoppio, che Jordan Ricci le nega alzando in angolo il tiro scagliato dal mancino d'Andres (lo ispira Fossi, immarcabile) dall'arco che invita all'area di rigore. È l'unica occasione per chiudere la partita: di qui alla fine ci si sposta in zona terrazza, per l'assalto finale del Tau. È doppia la prima occasione per il pari, due volte Giovannelli a colpire di testa sull'angolo che Matteucci calcia da sinistra: l'incrocio più lontano lo proteggono prima Cullhaj, l'uomo sul palo, e poi Bracci con la mano di competenza. Più lontano dallo specchio si ferma invece Sow, che sul doppio filtrante combinato tra Gabbrielli (fuori Bracaloni) e Giovannelli aveva preso il tempo a Chirinos Calderon: alto e sbagliato il lob col mancino in corsa (85'). Con due errori consecutivi sul calcio di rinvio Bracci rischia di rovinare una domenica fin lì perfetta. Al servizio involontario per Giovannelli in zona venti metri segue l'uscita poco ragionata su Jacopo Niccolai, che aveva ricevuto il pallone immediato al limite dell'area di rigore e che col dribbling si defila a sinistra, da dove cerca di chiudere il triangolo: la porta altrimenti sguarnita la protegge Chirinos Calderon, con la cui assenza si spiega più che in parte la frenata della Cattolica nella parte centrale della stagione. Con una difesa così (quattro le reti subite negli ultimi sei turni), questa dedizione alla battaglia e un dieci come Fossi ci sta di vincere le partite, scalare posizioni, spezzare i sortilegi.
Calciatoripiù: se insieme al portiere (ottimo rientro per
Jordan Ricci) il centravanti è il migliore anche quando non segna e la squadra perde, non c'è bisogno d'aggiungere tanto altro per spiegare le difficoltà d'una domenica complicata. Il Tau s'aggrappa a
Giovannelli, che nel finale sfiora la quindicesima rete in campionato con un doppio - sfortunatissimo - colpo di testa. Sarebbe stato il pari, e non sarebbe stato immeritato anche in una mattina in cui pochi spiccano (forse
Rigacci, in ritardo però nell'azione decisiva; forse
Matteucci nella ripresa). È sul piano dell'aggressività che, tanto bello a vedersi quando s'apre per impostare, il Tau manca: a combattere è più brava la Cattolica, che s'esalta per l'abnegazione di
Manuel Lazzerini da terzino sinistro e per le chiusure monumentali di
Chirinos Calderon, e che s'impadronisce della mediana grazie alla duttilità di
Mugnaini, stavolta più mediano che regista, e ai polmoni di
Cullhaj (esce stremato) e di
Zini. È lui a servire a
Fossi l'assist vincente, l'innesco per la rete che vale titolo, copertina, tutto.
Samuele Tofani
Oltrera-Capezzano Pianore 2-1
OLTRERA: Bullari, Matteoli, Sostegni, Landi, Asmodeo, Clemente, Celestre, Cappagli, Cecchi, Pangallo, Paffi. A disp.: Faggioli, Chick, Franchi, Kamal, Scarnicci, Tani, Casiero, Marino, Pratelli. All.: Del Vita Matteo
CAPEZZANO PIANORE: Pelliccia, Pinelli, Navari, Lamperi, Bellandi, Satini, Quiriconi, Querin E., Querin A., Neri, Cardillo. A disp.: Bertoni, Lushnjani, Coluccini, Martini, Mattioli, Marchetti, Lenzi, Giorgi. All.: Corrado Marco
ARBITRO: Saad Benkhaoudane di Pisa
RETI: 6' Pangallo, 50' Paffi, 65' Cardillo
Rinnovata e rivitalizzata, l'Oltrera replica l'ottima prova grazie alla quale aveva battuto il Fucecchio e piega (2-1) il Capezzano, ormai quasi rassegnato a retrocedere: torna a farsi interessante la classifica, l'ultima posizione buona per la coppa è distante un punto soltanto. Del Vita s'affida all'identica formazione della giornata precedente, per testare se l'ottima impressione di sette giorni prima può consolidarsi in una certezza. Le premesse sono ottime: già al 1' Matteoli serve Cecchi, sulla cui sponda Celestre conclude sottomisura senza però riuscire a infastidire Pelliccia. L'occasione buona è la seconda: dalla trequarti Paffi favorisce il traversone di Matteoli per Pangallo, che calciando di prima segna l'1-0. È il 6', e il Capezzano è già costretto a rincorrere. Per la replica, o quantomeno un suo accenno, bisogna avvicinarsi al quarto d'ora: corre il 13' quando Pinelli anticipa Asmodeo e sprinta fino al fondo, da dove crossa per l'uscita di Bullari. Più percepibile è il brivido che fa sussultare l'Oltrera al 20', quando Lorenzo Neri approfitta di un'incertezza di Kevin Sostegni e col tacco serve Cardillo, il cui tiro di prima Mattia Landi respinge. S'innesca una carambola che coinvolge di nuovo Kevin Sostegni e Lorenzo Neri, stavolta deciso a cercare la porta in prima persona: Bullari si distende e copre il palo. È un buon momento per il Capezzano, che cento secondi più tardi torna ad attaccare: Pinelli ruba il pallone a Celestre e di gran carriera si dirige verso l'area di rigore da dove crossa per Alessandro Querin, anticipato dal colpo di testa di Matteoli. L'Oltrera riprende a respirare e torna ad attaccare al 29', quando la rimessa laterale d'Asmodeo innesca Cecchi, che addomestica il pallone e con la mediazione di Celestre serve Cappagli: al suo gran tiro d'esterno, Pelliccia battuto, solo il palo nega la rete. Trascorre giusto qualche secondo e l'Oltrera conquista un angolo dalla bandiera destra: lo calcia Paffi, Alessandro Querin svirgola, per proteggere la porta Pelliccia è costretto ad allungarsi. Al raddoppio l'Oltrera va di nuovo vicinissima al 42', quando Pangallo innesca sulla destra Paffi, che si libera in dribbling e calcia: di nuovo il palo dice no al raddoppio. È l'ultima occasione del primo tempo, il cui sviluppo è chiaro: a lungo il Capezzano accusa la pressione dell'Oltrera, in pieno controllo della partita. Anche al riavvio il copione continua a essere il medesimo, quasi inevitabile il raddoppio. Sugli sviluppi di un'azione nata da un traversone di Matteoli respinto da Pelliccia, il rimpallo tra Cappagli e Giacomo Lenzi favorisce Paffi, che deposita in rete il pallone del 2-0. Neppure del doppio vantaggio l'Oltrera s'accontenta: al 62' Pangallo riceve il pallone da Clemente e di prima serve Paffi, che colpisce il terzo legno di giornata. Della serie d'episodi fortunati alla fine il Capezzano riesce ad approfittare: Lushnjani crossa in profondità, Kevin Sostegni respinge corto di testa, Cardillo calamita il pallone e dall'interno dell'area di rigore lo scaraventa sotto l'incrocio. È il 2-1, punteggio sul quale l'Oltrera dimostra tutta la propria maturità: ai rischi inesistenti s'abbinano ancora tre occasioni da rete. Si comincia con lo sprint di Filippo Tani, che innescato dal colpo di testa di Matteoli si presenta davanti a Pelliccia, reattivo nell'opposizione; si chiude con una parata anche la seconda occasione, costruita da Kevin Sostegni e rifinita sottomisura da Marino. Per l'ultimo brivido occorre intaccare il recupero: corre il 92' (s'arriverà al 97') sul calcio di punizione di Scarnicci che, favorito dalla torre di Pangallo, di testa Filippo Tani corregge contro la traversa. Abbinato alle due reti, il quarto legno è il segno chiaro dell'ottima prova dell'Oltrera, che s'è ritrovata e ha intenzione di tornare ad aggredire le posizioni nobili.
Calciatoripiù: Pangallo, Matteoli, Paffi (Oltrera),
Cardillo, Mattioli, Elia Querin (Capezzano).
Pietrasanta-Lastrigiana 2-2
PIETRASANTA: Pennucci, Barresi, Puccinelli, Karafili, Cresci, Bacci, Petacchi, D Este, Remorini, Benassi, Di Bianco. A disp.: Bardi, Bufalini, Laboti, Angeli, Paganini, Fialdini, Kahindi, Cianelli, Dezulian. All.: Lazzarini Alessandro
LASTRIGIANA: Pratolini, Gibbino, Scarselli, Palmini, Desideri, Pietrosanti, Gueye, Brusciano, Baggiani, Taoufik, Nencini. A disp.: Pozzi, Cappiardi, Del Giudice, Straccali, Lupi, Capasso, Paoli N., Vannini. All.: Fabio Zuccaro
ARBITRO: Daniele Fusco di Viareggio
RETI: 56' Petacchi, 73' Laboti, 80' Brusciano, 92' Nencini
Alla Cattolica, prossima avversaria di scena alla Guardiana, la Lastrigiana concede l'aggancio: il sorpasso no. Lo evita la nona rete stagionale di Nencini, che al 92' completa la rimonta avviata da Brusciano dieci minuti prima: avanti 2-0 grazie all'ottima interpretazione della ripresa, il Pietrasanta si fa raggiungere sul 2-2 e si vede scavalcato dalla Floria. Dunque si riducono le posizioni di vantaggio sulla terzultima posizione; il vantaggio però è cospicuo: ora sono nove i punti di scarto sulla Settignanese, che peraltro deve ancora scontare il turno di riposo. È lecito che questa partita il Pietrasanta l'affronti con serenità, quella che in avvio gli consente d'insidiare due volte la porta della Lastrigiana: la protegge bene Pratolini, reattivo sia sul tiro di Remorini da venti metri sia su Barresi, che di testa aveva colpito da distanza ravvicinata. Da una posizione simile, valicata la fine del primo quarto e messo da parte un tiro di Cresci a lato di poco, calcia anche Baggiani nell'occasione migliore costruita dalla Lastrigiana prima della pausa: Pennucci, 2010 che ormai tutta la Toscana conosce come gran portiere, tiene intatto lo 0-0. Per vedere un risultato diverso occorre avere la pazienza d'assistere ai primi dieci minuti della ripresa, alla fine dei quali il Pietrasanta passa avanti: segna Petacchi, che da tre metri devia in porta il traversone servitogli da D'Este sceso fino all'ultima linea. È immediata la reazione della Lastrigiana, che per pareggiare quanto prima s'affida al suo uomo più pericoloso: anche se calcia da posizione defilata, poco dunque l'angolo buono, Nencini riesce comunque a inquadrare lo specchio, ben protetto da Pennucci. Sullo sviluppo complessivo della partita la parata rischia d'avere un peso enorme, perché a diciassette minuti dalla fine il vantaggio del Pietrasanta si fa doppio: segna Laboti, che calciando a giro spedisce al sette una punizione concessa da Fusco poco al di fuori dell'area di rigore. Per sette minuti il Pietrasanta s'illude di poter vincere la sesta partita in campionato: l'illusione si rivela tale sul rasoterra di Brusciano, che innescato dal filtrante di Cappiardi (lo attiva, splendida ed efficacissima, la sponda di Nencini) spezza in due la difesa e calciando all'angolo batte Pennucci. Si dimezza il vantaggio del Pietrasanta, che allo scadere sbatte di nuovo su Pratolini, gelido sul lob accennato da Karafili: il successivo scontro con Bufalini induce Fusco a non convalidare la ribattuta di Dezulian altrimenti vincente. Dunque si resta sul 2-1, e ci si resta per pochi istanti ancora: sul servizio di Cappiardi, che sprinta a destra e serve al centro un rasoterra magnifico, Nencini apre l'interno quanto basta per spingere il pallone in porta. È il 2-2, altro messaggio chiaro alle rivali dopo la vittoria con lo Scandicci: d'arrivare in coppa la Lastrigiana ha una gran voglia.
Calciatoripiù: Bacci, Puccinelli, D'Este (Pietrasanta),
Pratolini, Taoufik e
Nencini (Lastrigiana).
esseti
Floria-Sporting Cecina 3-2
FLORIA: Servi, Bautista, Sordini, Lafsahi, Fibbi, Santoro, Bitossi, Esteves, Batelli, Guarducci, Landi. A disp.: Lagattolla, Piccini, Bettarelli, Vezzani, Morales, Galli, Zolfanelli, Carrai . All.: Alessi Dimitri
SPORTING CECINA: Callai, Bernini, Benedetti, Barbaro, Creatini, Bettini, Bertaccini, Lettiere, Magozzi, Castellano, Cominale. A disp.: Melis, Lombardi, Pistoia, Marianelli, Yzerillari, Moretti, Signorini, . All.: David Tarquini
ARBITRO: Tommaso Covino di Prato
RETI: 53' Bitossi, 58' Landi, 67' Magozzi, 81' Guarducci, 90' Castellano
Il traguardo ora la Floria lo vede nitido, nitidissimo: il 3-2 sullo Sporting Cecina, che non riesce a scappare definitivamente via dal bordo della zona retrocessione, porta a dieci i punti di vantaggio sulla Settignanese, che peraltro deve ancora scontare il turno di riposo. Al Grazzini si può già pianificare la triplice élite per la prossima stagione. Intanto però c'è da godersi gli ultimi scampoli di questa, nella quale è bene conquistare ancora quella manciata di punti che mancano per consolidare la classifica: l'esigenza l'ha ben chiara Guarducci, che al 9' cerca il vantaggio con un tiro potente ben parato da Callai. Lo Sporting Cecina si fa vivo al 18' con la giocata di Magozzi sulla destra: buona la preparazione al tiro, non così l'esecuzione, alta. Nel corso di tutto il primo tempo è l'unico brivido per la Floria, che nel quarto d'ora che accompagna alla pausa torna a farsi pericolosa con Batelli (30'), Lapo Landi (33') e Guarducci (36'): alti i primi due tiri, di poco a lato il secondo da posizione favorevolissima. Il vantaggio è solo rinviato all'avvio della ripresa: funziona lo schema ideato da Alessi per l'esecuzione di un calcio d'angolo battuto corto da Esteves, funziona così bene che la volée di Bitossi vale l'1-0 (53'). Lo Sporting Cecina vacilla, e la Floria ne approfitta subito: trascorrono appena cinque minuti e da destra Batelli centra la traversa; a raccogliere la respinta il più lesto è Lapo Landi, che sigla così la rete del raddoppio. Neppure del 2-0 la Floria s'accontenta: al 63' Guarducci inizia la battaglia con Callai, che attento neutralizza un tiro forte e insidiosissimo. Sull'esito complessivo la parata rischia di avere un peso notevole: al 67' lo Sporting Cecina accorcia grazie all'inserimento perfetto di Magozzi sugli sviluppi di un calcio d'angolo. Da giocare resta ancora l'ultimo quarto, nel quale la Floria pensa che limitarsi a difendere sia troppo rischioso: si spiegano così le occasioni create da Batelli (altra traversa, 70') e da Guarducci, che solo in area di rigore sbatte sull'opposizione strepitosa di Callai (72'). Solo a nove minuti dalla fine la Floria ripristina il doppio vantaggio: finalmente Guarducci riesce a trovare il varco giusto in cui far passare il pallone del 3-1. Neppure questo è il punteggio definitivo: allo scadere del tempo regolamentare, subito prima che Covino (buono l'arbitraggio) ufficializzi che ha calcolato in cinque i minuti da recuperare, la difesa della Floria si perde Castellano, che liberissimo batte Servi dall'interno dell'area di rigore. Allo Sporting Cecina la rete del 3-2 non basta per ipotizzare una rimonta che sarebbe stata sensazionale: vince la Floriagafir, vince e pensa già alla stagione prossima.
Calciatoripiù: il migliore è
Guarducci, che la rete del provvisorio 3-1 premia per una prestazione di enorme qualità e gran carattere. La Floria si gode anche
Batelli (peccato per la rete mancata),
Bitossi, che sulla corsia laterale recupera centinaia di palloni, e
Sordini, ancora una volta baluardo difensivo. Davanti a una prestazione così concreta lo Sporting Cecina deve arrendersi nonostante le parate di
Callai, che diverse volte salva il risultato, e di
Castellano, che dà respiro alla manovra e nel finale prova a riaccendere la partita.
G48
Sestese-Seravezza 1-3
SESTESE: Giorgetti, Minniti, Bassetti, Durgoni, Musa, Riboli, Pancella, Ceccherini, Notari, Materassi, Breccia. A disp.: Faggi, Dervishi, Sostegni, Stasi, Pacini, Paci, Bellini, Palmini, Iuliucci. All.: Ferro Marco
SERAVEZZA: Taricco, Rosini, Gatti, Sgado, Benedetti, Privitera, D Antonio, Giannini, Moretti, Launari, Casolare. A disp.: , Bertoni, Lenzetti, Ottaviano, Mingazzini, Balestracci, Coppola, Beltrano. All.: Trifoni Pierfederico
ARBITRO: Lorenzo Barducci di Firenze
RETI: 10' Benedetti, 21' Pancella, 47' Sgado, 85' Ottaviano
Ha tre nomi la ragione che impedisce alla Sestese d'agganciare il Tau in testa alla classifica: i primi due descrivono la fatica sia di ritrovare il ritmo dopo una maledettissima settimana di stop, sia di tenere la mente sgombra quando si sa che ogni pallone rischia d'incidere tantissimo; il terzo è un nome proprio, il nome del Seravezza. È perfetta la sua interpretazione della trasferta al Torrini: pochi errori, concentrazione massima, coefficiente di realizzazione altissimo; se ci s'aggiunge che all'esordio Taricco (tocca a lui sostituire Michael Mazzantini tra i pali) è superlativo, gli ingredienti del colpaccio sono già tutti elencati. Resta solo da mescolarli, operazione iniziata allo scoccare del 10': uscendo a vuoto Giorgetti contribuisce a rendere efficace lo schema architettato da Trifoni, quello che sull'angolo calciato da Sgadò consente a Privitera di fare da torre per l'inserimento di Filippo Benedetti, letale nella volée sottoporta. In svantaggio alla prima occasione concessa, la Sestese pareggia prima che finisca il quarto iniziale: Pancella, che qualche istante prima aveva mancato il tocco vincente (non si fida del mancino, sarebbe stata la scelta giusta) sullo spunto di Minniti, si riscatta subito servendosi della punta per spingere in porta il traversone di Notari, che sull'invito di Durgoni s'era defilato in posizione d'ala sinistra. Il primo tempo si risolve qui: se si fa eccezione per quello - altissimo - di Ceccherini dal limite dell'area di rigore, fino alla pausa non si registrano tiri verso nessuna delle due porte. Diversa è la ripresa, all'alba della quale la Sestese si ritrova di nuovo sotto: punendo Riboli per il fallo di mano col quale s'oppone a un traversone dal fronte sinistro dell'attacco avversario, Barducci assegna al Seravezza una punizione che, sorprendendo Giorgetti con un tiro-cross velenosissimo, Sgadò trasforma nell'1-2. Di nuovo in svantaggio, a differenza che nel primo tempo la Sestese non reagisce; e per un bel po' non reagisce neppure quando Ferro inizia a modificare l'architettura (Materassi, bocciatura pesante, non era rientrato dagli spogliatoi: dentro Iuliucci; segue l'ingresso di Santiago Palmini e di Riccardo Pacini per Notari e Breccia) nel tentativo di forzare i punti deboli del Seravezza. Il problema è che non s'intravedono, tanto bene Trifoni ha preparato la partita: perché il Torrini torni ad accendersi occorre intaccare il quarto d'ora finale, inaugurato dalla sponda con cui Pancella ripulisce il traversone di Dervishi e consente a Santiago Palmini di sferrare un tiro carico d'effetto deviato in angolo da Taricco. È una parata strepitosa, e non è l'unica: ne seguono altre due, una a neutralizzare il rigore che sulla ripresa del gioco, Iuliucci alla bandiera, Barducci fischia punendo Giannini per un fallo di mano e che aprendo l'interno destro rasoterra Pancella calcia lento, l'altra su Riccardo Pacini servito a rimorchio dallo sprint di Gabriele Sostegni. S'esaurisce qui la fase di maggior spinta della Sestese; s'esaurisce qui perché all'85' Ballestracci intercetta il passaggio di Stasi, che aveva raccolto un calcio d'angolo respinto dalla difesa del Seravezza, per Bassetti e fa correre Ottaviano, che anticipa l'uscita (poco spiegabile: Gabriele Sostegni aveva letto bene l'azione, e aveva modo di neutralizzarla) di Giorgetti e scaraventa il pallone nella porta incustodita. È la rete dell'1-3, risultato definitivo nonostante l'ultimo palpito (lento il tiro d'Iuliucci sullo scarico di Santiago Palmini): a tre punti dalla salvezza matematica, ormai una formalità, il Seravezza lascia un segno profondissimo su un campionato che sembra che nessuno voglia vincere.
Calciatorepiù: portiere classe 2010 arrivato a Seravezza nella sessione invernale di trasferimenti,
Edoardo Taricco bagna l'esordio con una prestazione memorabile, nella quale il rigore parato rappresenta soltanto un paragrafo d'una domenica stellare.
esseti
Giov. Fucecchio-Aquila Montevarchi 0-1
GIOV. FUCECCHIO: Buti, Ciampalini, Sica, Collura, Federighi, Dainelli, Piazza, Salvadori N., Lenzi, Sardelli, Masha. A disp.: Tacchi, Romani, Battiloro, BIONDI, Gjoni, Fondelli, . All.: Citi Michele
AQUILA MONTEVARCHI: Cappetti, Tani, Pericoli, Manenti, Palazzini, Sira, Berti, Pranteddu, Marchetti, Brogi, Steccato. A disp.: Ghelli, BORRI, Presenti, Maccioni, Kodra, Ensoli, Cannoni, . All.: Peri Francesco
ARBITRO: Duccio Bendoni di Firenze
RETI: 18' Steccato
La Sestese trema, sulla lista ora c'è lei. Al Montevarchi il calendario proponeva tre big una dopo l'altra: le prime due ci hanno rimesso, ci hanno rimesso tantissimo. E se il Venturina battuto dieci giorni fa ha saputo subito sfruttare l'inciampo delle rivali per tornare ad aggredire il vertice, il Fucecchio si ritrova per la prima volta fuori anche dalle posizioni che valgono la qualificazione in coppa: la rete di Steccato lo costringe infatti alla quarta sconfitta consecutiva e agevola il sorpasso di Cattolica e Oltrera. Tranne che il big match con la Sestese, tre delle quattro sconfitte esprimono il medesimo risultato: lo 0-1 finale descrive bene le difficoltà d'una squadra che nel girone di ritorno ha perso il briciolo decisivo dell'antica solidità difensiva e che, stavolta priva anche di Fogli (infinito l'elenco degli assenti; peraltro nel riscaldamento si ferma anche Romani, sostituito da Masha: appena tre - Battiloro, Gjoni e Fondelli - i cambi effettivi a disposizione di Citi), a segnare ha sempre fatto una gran fatica. Sta bene invece il Montevarchi, tanto bene da comandare lo sviluppo iniziale della partita e passare in vantaggio poco oltre il quarto d'ora: disegnando uno strano lob su Buti segna Steccato, che raccoglie un lancio profondo allontanato corto da Federighi e sulla spizzata di Brogi calcia al volo dopo aver violato l'area di rigore. Di nuovo in svantaggio in uno dei frangenti più difficili della stagione, privo del proprio bomber cui spesso s'è affidato quando la manovra sembrava intasarsi, in difficoltà nella giocate rasoterra per via d'un terreno di gioco che non gli rende giustizia, il Fucecchio contrattacca con un traversone di Ciampalini (di lì a poco ne seguirà un altro analogo: Francesco Lenzi, che del centravanti ha il numero ma non la stazza, di testa non ci arriva) del quale non approfittano né Sardelli né Niccolò Salvadori, che la volée del compagno aveva cercato di sfruttare come innesco sottoporta. Lo specchio, l'altro, non lo trovano neppure Steccato, che da sinistra cerca il palo opposto e la doppietta, né Marchetti: alto il tiro da non più di sette-otto metri, defilata però la posizione di sparo. Il Fucecchio si salva anche sugli ultimi due attacchi con cui il Montevarchi tenta di spingerlo fuori dalla partita: nessuno riesce a toccare in porta i due traversoni (d'Alessio Tani da destra, di Pericoli da sinistra) che attraversano per intero l'area di porta prima di sfilare dall'altra parte. Dunque è minimo il vantaggio alla pausa, e minimo resta anche all'ora di gioco dopo le due occasioni con le quali il Montevarchi inaugura la ripresa: non segnano né Berti, che decidendo d'aggiustarsi il pallone sul mancino perde il tempo per inquadrare la porta spalancata, né Maccioni, al cui inserimento centrale s'oppone decisivo Buti. Restano intatte le speranze del Fucecchio, che però nonostante la pressione crescente non riesce a pareggiare; non ci riesce perché Battiloro sbatte prima sulla difesa e poi su Cappetti, e perché per evitare che il pericolo si faccia concreto Pranteddu rinvia lontano il tentativo di Francesco Lenzi. Resta inviolata la porta del Montevarchi, inviolata per l'ottava volta in stagione, dato che almeno in parte spiega la voglia d'entrare nel gruppo di chi combatte per la coppa: la compagnia è così folta che è ragionevole ipotizzare un incastro decisivo con la lotta per il titolo.
Calciatoripiù: Piazza, Sica (Giov. Fucecchio),
Steccato e
Pranteddu (Aquila Montevarchi).
esseti
Venturina-Settignanese 3-0
VENTURINA: Leoni, Lenci, De Angeli, Da Frassini, Lolini, Priore, Panichi, Mezzetti, Nista, Guazzini, Galbiati. A disp.: Kohler, Tognazzi, Guazzelli, Casoli, Bologna, Messina, Monaci, Pirrone . All.: Bucciantini Fabio
SETTIGNANESE: Fontani, Preka, Pratesi, Sisti, Djoni, Milli, Fabbrizzi, Grassi, Burrini, Cinatti, Salsi. A disp.: Fallani, Giappichini, Tozzi, Tarantoli, Ciani, Villetet, Vultaggio, . All.: Fani Filippo
ARBITRO: Matteo Marconcini di Livorno
RETI: 15' Lenci, 66' Mezzetti, 80' De Angeli
Se di mezzo non ci fossero il derby e Bucciantini, per il Venturina sarebbe facile cadere nell'errore in potenza più letale: sottovalutare la prossima partita, pensare già al big match col Tau in programma il secondo giorno di primavera. Sarebbe facile, e non sarà così: già di per sé la presenza di Bucciantini è una garanzia sulla tenuta mentale; se ci s'aggiunge che domenica prossima il calendario propone la trasferta più vicina, quella contro lo Sporting Cecina (all'andata l'incrocio fu amarissimo), ipotizzare un calo di concentrazione è pressoché impossibile. Non può permetterselo il Venturina, che battendo 3-0 la Settignanese (situazione complessissima, ancora però non disperata) approfitta degli sgambetti di Cattolica e Seravezza a Tau e Sestese e si riporta di prepotenza in corsa per il titolo: a sei turni dalla fine, appena tre i punti di distanza dalla vetta e lo scontro diretto ancora da giocare, far finta di non crederci sarebbe ipocrisia, non crederci per davvero sarebbe un delitto. Lo sarebbe anche perché il Tau sarà la prossima avversaria a scendere al Mazzola, dove per la terza volta di fila (era già successo con Capezzano e Seravezza) il punteggio recita 3-0; avrebbe però potuto assumere una configurazione diversa se dopo neppure un minuto Leoni non fosse riuscito a toccare sulla traversa il tiro di Cinatti, liberato sottomisura da un'incertezza della difesa. Per digerire lo spavento il Venturina impiega qualche minuto, poi comincia a tessere la propria tela e si porta in vantaggio sugli sviluppi d'un pallone inattivo (soluzione abituale, perché gli schemi di Bucciantini hanno un gran pregio: sono efficacissimi): le rimesse laterali Priore le batte come calci d'angolo, e al quarto d'ora fa spiovere in area di rigore un pallone velenosissimo, che sulla spizzata di Nista il destro di Lenci trasforma nell'1-0. Una volta che l'equilibrio s'è spezzato, la partita si sviluppa secondo il piano atteso: il Venturina trova spazi nel quale far correre il pallone, anche se una serie di scelte sbagliate in fase di rifinitura (la più evidente vede coinvolto Galbiati sul servizio di Mezzetti) tiene solo ipotetiche le occasioni da rete. Dunque sarebbe buona per il pari quella che allo scadere costruisce la Settignanese: non la finalizza Burrini, che dall'interno dell'area di porta riesce soltanto a scheggiare la traversa. È il segno che l'1-0 il Venturina non può farselo bastare: segue una ripresa da big, inaugurata dalla rete annullata a Monaci per un fuorigioco meno che millimetrico. Il filtrante, grande giocata, l'aveva servito Mezzetti, che nell'azione successiva spinge in porta il pallone del raddoppio: glielo consente Marconcini concedendo, scelta ottima, il vantaggio dopo l'uscita fallosa di Fontani sul dribbling di Lenci (66'). È il 2-0, punteggio in teoria solido per il Venturina, che però vacilla nei dieci minuti che accompagnano dal 70' all'80': l'episodio che avvia il frangente è l'espulsione di Bologna, che già ammonito non trova un passatempo migliore che un bisticcio con gli avversari. Sulla superiorità numerica la Settignanese prova a costruire una rimonta disperata: gliela nega Leoni, decisivo stavolta su Villetet. Sul ribaltamento di fronte il Venturina conquista un calcio d'angolo, e sull'esecuzione di Galbiati chiude la partita: dopo un paio di colpi di testa non identificabili il pallone scende nella zona di De Angeli, che lo calcia in porta per il 3-0. È il risultato definitivo nonostante l'ultimo generosissimo assalto della Settignanese: neppure Vultaggio riesce a pungere. In testa la classifica si compatta di nuovo: il Tau, l'ultimo avversario prima della sosta, è lontano una partita appena.
Calciatoripiù: Leoni, Mezzetti (Venturina) e
Cinatti (Settignanese).
esseti