Oltrera-Sporting Cecina 0-1
OLTRERA: Bullari, Matteoli, Sostegni, Landi, Kamal, Clemente, Celestre, Cappagli, Cecchi, Pangallo, Tani. A disp.: Faggioli, Marino, Franchi, Casiero, Scarnicci, Paffi, Asmodeo, Pratelli, Mocanu. All.: Del Vita Matteo
SPORTING CECINA: Sommani S., Lombardi, Benedetti, Barbaro, Signorini, Bettini, Cominale, Creatini, Magozzi, Castellano, Ceccarini. A disp.: Callai, Mazzantini, Bernini, Meatu, Lettiere, Pistoia, Moretti, Bartolini. All.: David Tarquini
ARBITRO: Matteo Marconcini di Livorno
RETI: 18' Cominale
L'incubo è durato una settimana appena. Battendo di misura l'Oltrera, scivolata fuori dalla battaglia per la coppa, lo Sporting Cecina scavalca la Settignanese e riaffiora dalla zona retrocessione, dalla quale ora ha l'opportunità di rimanere fuori in via definitiva: le basterà, prima del turno di riposo con cui si chiuderà il suo campionato, battere il Capezzano al Rossetti. La partita s'accende subito, Bullari è costretto a un gran tuffo per togliere il pallone dalla testa di Castellano: lo aveva cercato il primo calcio d'angolo (4'), cui nel giro di un quarto d'ora ne segue un altro paio. Il terzo, Carlo Benedetti alla battuta, è quello decisivo: sulla respinta centrale di Matteoli il pallone si impenna, Filippo Tani non riesce a stringere la marcatura, e calciando al volo sotto l'incrocio Cominale supera Bullari (e Pangallo, che proteggeva il palo). Esplode la gioia dello Sporting Cecina e della tifoseria, accorsa in massa al Pontedera. In svantaggio al 18', l'Oltrera inizia ad aumentare la pressione sugli avversari, senza però riuscire ad avvicinarsi alla porta protetta da Simone Sommani. Più pericoloso è lo Sporting Cecina grazie al carattere di Ceccarini, che vince un contrasto con Mattia Landi, affonda verso la trequarti e crossa per Magozzi, pronto alla volée: gli s'oppone Matteoli, che respinge e libera. Lo Sporting Cecina deve accontentarsi di restare sul vantaggio minimo, e alla mezz'ora trema: è abbastanza largo il braccio di Signorini sulla spizzata di Filippo Tani, cercato centralmente dal traversone di Pangallo da destra; largo, ma non così largo per Marconcini, che tra le proteste lascia correre. L'Oltrera ci riprova al 35', quando Matteoli recupera il pallone sulla trequarti e serve Pangallo, sulla cui verticalizzazione Filippo Tani scappa col timing giusto dietro la difesa: ogni possibile pericolo lo cancella Simone Sommani, uscito all'esterno dell'area di rigore. Scavalcata la pausa, lo Sporting Cecina rischia ancora: stavolta lo salva Bettini, che ostacola Pangallo giunto sottoporta sull'invito di Cecchi (50'). Lo Sporting Cecina contrattacca con uno sprint di Lombardi, che sprinta sulla corsia di competenza e invita Magozzi a calciare a colpo sicuro: nel tiro che segue di potenza ce n'è, di precisione insomma, Bullari sicuro blocca. L'Oltrera resta in partita, ma dopo un forcing incessante inizia a pagare lo sforzo fisico e si vede costretta ad aumentare il numero di verticalizzazioni per Filippo Tani, sempre più solo e spesso costretto a giocare spalle alla porta. Lo Sporting Cecina controlla e contrattacca: Signorini lancia lungo Ceccarini, che addomestica il pallone, dribbla Casiero, si alza il pallone e si coordina per una pregevole rovesciata, di poco alta. Tanto altro non succede: esulta lo Sporting Cecina quando Marconcini mette fine al recupero forse un po' troppo risicato; esulta, e sa che se batte il Capezzano potrà festeggiare la fine gloriosa di una stagione complicatissima.
Calciatoripiù: Celestre, Matteoli, Cecchi (Oltrera),
Lombardi, Signorini, Carlo Benedetti, Cominale e
Magozzi (Sporting Cecina).
Venturina-Cattolica Virtus 0-3
VENTURINA: Leoni, De Angeli, Da Frassini, Lolini, Mezzetti, Panichi, Galbiati, Bologna, Nista, Guazzini, Priore. A disp.: Kohler, De Mattia, Tassi, Guazzelli, Tosi, Casoli, Monaci, Messina, Lenci. All.: Bucciantini Fabio
CATTOLICA VIRTUS: Bracci, De Sa, Peccini, Mugnaini, Chirinos, Zangarelli, Zini, Lazzerini M., Andres, Fossi I., Cullhaj. A disp.: Dallai, Burgassi Da., Burgassi Di., Dona, Narduzzi, Pagnotta, Tapinassi, De La Cruz. All.: Fraccone Marco
ARBITRO: Matteo Cancedda di Piombino
RETI: 37' Fossi I., 71' Andres, 81' Andres
Lingua universale, quella di cui Galileo riteneva si fosse servito Iddio per scrivere il mondo, la matematica ha mille difetti e un pregio che tutti li sovrasta: non dice bugie. Dunque è bene affidarsi alla matematica per capire come mai del podio, conquistato a spese del Venturina (0-3, terza sconfitta consecutiva: la fine della rincorsa al titolo ha fatto calare l'adrenalina quanto basta perché si palesi qualche limite tecnico finora ben celato), la Cattolica Virtus non s'accontenta, e come mai ogni volta che ci ripensa continua a rammaricarsi per il tempo in cui ha dovuto rinunciare a Chirinos Calderon e ad Andres, che con questa doppietta - la quarta, dopo quelle a Scandicci, Floria e Oltrera - scappa da solo in testa alla classifica marcatori: la matematica dice che nei tredici turni del girone di ritorno è lei ad avere conquistato più punti di tutte le avversarie, più anche del Tau campione, trentatré contro trenta. Diventa quasi obbligatorio tentare l'assalto al secondo posto, per difendere il quale la Sestese dovrà uscire indenne da Soffiano, quest'anno tornato lo scenario maestoso di sfide più che suggestive: allo scontro diretto dal fascino tipico delle grandi classiche la Cattolica arriva forte dello slancio di chi nelle ultime otto partite non ha lasciato in tavola neppure uno scartino. L'ottavo successo matura sul campo di una delle squadre che più hanno scintillato nel corso della stagione e che ora comincia ad accusare la stanchezza; in aggiunta, nella prova del Venturina incide in negativo l'assenza di Lenci (la Cattolica fa pari dovendo rinunciare a Crini, e nel corso della partita chiederanno il cambio sia Mugnaini sia Zangarelli), pedina preziosa nei duelli individuali. Messe a punto le contromisure agli inserimenti di Priore (è lui a sferrare il primo tiro della partita: traiettoria sbagliatissima) e ai traversoni di Galbiati, che al quarto d'ora serve un buon rasoterra non corretto in porta da nessuno, la Cattolica emerge con prepotenza, e a cavallo tra la fine del primo e l'inizio del secondo quarto confeziona le prime due occasioni da rete: non le finalizzano né Fossi, che rapidissimo si gira sulla punizione di Mugnaini e sbatte sull'opposizione di Leoni (Bucciantini sceglie lui, panchina per Kohler), né Manuel Lazzerini, che aveva invitato Cullhaj a sprintare fino al fondo e che di testa devia a lato il pallone di ritorno. Replica il Venturina con un traversone di Mezzetti (la difesa respinge, da fuori Panichi calcia alto) e uno di Nista, neutralizzato dalla diagonale efficace di Peccini; replica, ma non così forte da cambiare l'inerzia complessiva. La partita spinge dalle parti della Cattolica, che al 37' passa in vantaggio: segna Fossi, che sulla combinazione tra Chirinos Calderon e Zangarelli si libera ai venti metri e col destro in girata spedisce il pallone all'angolo. Prima della pausa dall'altro piede di Fossi, quello preferito, nasce un altro pericolo: è lui a duettare con Andres sulla corsia sinistra, lui a crossare per Zini, la cui volée Leoni sventa. Il pit stop negli spogliatoi consente al Venturina di ragionare sul modo migliore per tamponare la superiorità tecnica degli avversari, peraltro costretti a rinunciare a Mugnaini (dentro Donà) dopo un contrasto duro: la mossa funziona nella parte distruttiva, quella che riduce gli spazi a disposizione, meno nel tentativo d'imbastire la rimonta. Solo una volta trema la Cattolica, che in avvio di ripresa aveva portato di nuovo Zini in pedana (di Manuel Lazzerini il servizio, di poco alto il tiro incrociato): trema nell'istante che intercorre tra il tackle di De Sa su Mezzetti e il cenno di Cancedda, che dice di non aver ravvisato infrazioni che valgano il rigore. Al tremito la Cattolica reagisce con tutto il peso della propria nobiltà: raccolto un colpo di testa con cui la difesa avversaria aveva provato a rinviare lontano, Fossi recupera il pallone sul fronte sinistro della trequarti, dialoga con Cullhaj e crossa per Andres, perfetto nello stop e rapido nel tiro vincente e angolatissimo. Alla fine del tempo regolamentare mancano diciannove minuti, e di fatto la contesa finisce qui: nonostante il carattere e l'orgoglio che lo spingono ad attaccare affidandosi ai dribbling di Monaci e alle rimesse profonde di Priore, il Venturina deve accontentarsi d'una serie di traversoni che Bracci blocca senza troppo faticare. Più pericolosa continua a raccontarsi la Cattolica, che dopo averla sfiorata con Donà (nel duello individuale Leoni lo ipnotizza) segna anche la terza rete: è poco meno d'un replay la rete d'Andres, che taglia sull'invito di Fossi - di nuovo Cullhaj a ispirare - e si prende il titolo di re dei bomber. Per la Cattolica, finalmente tornata ai vecchi fasti, è tanto ma ancora non abbastanza: dallo scontro diretto di domenica Fraccone punta a uscire davanti alla Sestese.
Calciatoripiù: Lolini, irriducibile, e
Monaci, che quando entra ravviva la manovra, provano a tener vivo il Venturina, piegato dal talento di
Fossi e d'
Andres, riferimenti offensivi d'una Cattolica stellare.
esseti
Capezzano Pianore-Aquila Montevarchi 1-0
CAPEZZANO PIANORE: Pelliccia, Cioffi, Satini, Pilone, Neri, Quilici, Mattioli, Quiriconi, Querin A., Fialdini, Mbaye. A disp.: Corsini, Coluccini, Lushnjani, Navari, Lamperi, Bianchi, Querin E., Giorgi, Cardillo. All.: Corrado Marco
AQUILA MONTEVARCHI: Ghelli, Tani, Pericoli, Berti, Sira, Manenti, Kodra, Pranteddu, Cannoni, Brogi, Steccato. A disp.: Cappetti, BORRI, Beruto, Maccioni, Presenti, Ensoli, Veltroni, . All.: Peri Francesco
ARBITRO: Martina Lorini di Viareggio
RETI: 86' Satini
Resta ancora durissima, eppure il Capezzano ci crede: la rete di Satini gli consente di battere l'Aquila Montevarchi, ormai tagliato fuori dalla corsa a un posto in coppa, di non perdere terreno dallo Sporting Cecina e di mangiare tre punti alla Settignanese, le due rivali per la salvezza, peraltro ancora in attesa di scontare il turno di riposo. Di vincere il Capezzano ha voglia e bisogno, lo dimostra già in avvio con un tiro di Lorenzo Neri da fuori area, senza l'esito desiderato; non va a buon fine neppure il tentativo di Cioffi, che calcia sul fondo (19'). Il Capezzano ci riprova al 26' col filtrante di Mbaye per Fialdini, liberato davanti a Ghelli: efficace la parata, semplice solo all'apparenza. Il Montevarchi replica alla mezz'ora con la combinazione tra Cannoni e Pranteddu: Pelliccia para senza problemi. Di un suo intervento non c'è bisogno qualche minuti più tardi, quando Brogi attacca la porta da posizione molto defilata, quasi dalla linea di fondo: tocca accontentarsi dell'esterno della rete. Non va a buon fine neppure la terza opportunità, quella con la quale l'Aquila Montevarchi chiude il primo tempo: esce a lato il pallone colpito da Pranteddu in rovesciata. La ripresa propone lo stesso sviluppo di un'ora prima. Attaccare per primo tocca al Capezzano col filtrante di Alessandro Querin per Fialdini, in pedana da posizione defilata: pallone a lato, anche se di poco. Questa volta a rispondere il Montevarchi impiega solo otto minuti: la punizione di Brogi libera Cannoni, che conclude di poco alto. La partita si accende, il Capezzano prova a forzare la resistenza del Montevarchi con una sponda di Elia Querin per Fialdini, fermato dalla difesa mentre stava per involarsi verso la porta. Non ha fortuna neppure Lorenzo Neri, che al 65' calcia verso la porta una punizione da circa trenta metri: traiettoria alta. Più vicino allo specchio, ma non abbastanza, va Mbaye con un colpo di testa sull'angolo ben battuto da Cardillo: traversa. Nel mezzo l'Aquila Montevarchi risponde con un tiro di Steccato deviato in angolo da Pelliccia; segue un'altra parata, stavolta su Brogi. Lo 0-0 sembra consolidato quando, quattro i minuti al 90', il Capezzano segna la rete decisiva: l'angolo di Lorenzo Neri fa spiovere il pallone sulla testa di Satini, che al Capezzano regala tre punti e mille speranze.
Calciatoripiù: Lorenzo Neri, da cui era passata buona parte delle occasioni pericolose, confeziona l'assist vincente, trasformato in rete da
Satini; con loro brilla
Alessandro Querin, che ha offerto molte sponde ai compagni favorendo le ripartenze del Capezzano. Al Montevarchi non basta il solito
Pranteddu, che sfiora la rete in acrobazia e in ogni istante si mette al servizio della squadra.
Francesco Carfora
Scandicci-Pietrasanta 3-2
SCANDICCI: Izzo, Torracchi, Forletti, Borchi, Salvadori, Morosino, Bagala, Galletti, Kurti, Lodovisi, Focardi. A disp.: Pesci, Nannoni, Sani, Drago, Nocentini, Talbi, Gelli, Baroncelli Lancisi . All.: Bernocchi Lorenzo
PIETRASANTA: Pennucci, Cresci, Tonini, Dezulian, Poltronieri, Bacci, Barresi, Karafili, Benassi, Petacchi, Di Bianco. A disp.: Bardi, Cianelli, Angeli, Cavalzani, Laboti, Toncelli, Ramacciotti, Remorini, Corso. All.: Lazzarini Alessandro
ARBITRO: Tommaso Acquisti di Arezzo
RETI: 3' Petacchi, 46' Cresci, 67' Kurti, 75' Lodovisi, 94' rig.Talbi
I tempi sembrano maturi per una petizione ufficiale: lo Scandicci potrebbe chiedere di giocare sempre al Bartolozzi. La boutade cela un dato serio: dei quarantuno punti totali, quelli che ancora tengono viva la rincorsa a un posto in coppa, ben ventisette - due terzi esatti - sono arrivati sulle rive della Greve. Tre li porta con sé il finale della partita col Pietrasanta, che sconfitto 3-2 non riesce a congedarsi dalla battaglia per la salvezza. A lungo il punto che manca è sembrato prossimo a materializzarsi: a rischio dopo quaranta secondi sugli sviluppi di un angolo respinto (Morosino, habitué della proiezione offensiva, sfiora il palo), il Pietrasanta passa in vantaggio già al 3'; passa in vantaggio perché Galletti gestisce non benissimo una ripartenza dal basso e consente a Karafili d'intercettare il pallone e verticalizzarlo per Petacchi, efficace nel diagonale da posizione defilata. Dunque sembra mettersi male la partita dello Scandicci, che nel primo tempo deve accontentarsi di due tiri di Torracchi in mischia (Pennucci para il primo, alto il secondo) e che spesso sbatte sulla solida architettura degli avversari: la difesa (manca Puccinelli, squalificato: centrali giocano Barresi e Poltronieri, affiancati da Bacci a destra e da Cresci a sinistra) la protegge Tonini, schierato nell'inconsueta e ben interpretata posizione di mediano. Sembra mettersi male la partita dello Scandicci, e in avvio di ripresa sembra mettersi anche peggio: resta immobile la difesa sull'angolo che Di Bianco calcia da sinistra e che di testa Cresci trasforma nello 0-2. Soltanto vicino alla rete che avrebbe subito dimezzato le distanze (a lato il tiro di Borchi, a colpo quasi sicuro), al quarto d'ora lo Scandicci rischia la resa: la evita Morosino, che dalla porta rimasta sguarnita dopo il dribbling a Izzo allontana il tiro di Petacchi. L'episodio riaccende lo Scandicci, lo riaccendono l'episodio e i cambi di Bernocchi: l'azione dell'1-2 nasce da due neoentrati, Talbi a ispirare e Drago a crossare per Kurti, che con l'interno al volo supera Pennucci. A destra lo Scandicci ora sa come passare: da quella parte spetta di nuovo a Drago creare la superiorità numerica e chiudere l'azione di sfondamento con lo scarico a rimorchio per Lodovisi, che da una quindicina di metri imbulletta il pallone sotto l'incrocio (75'). Prende forma così il 2-2, del quale comunque il Pietrasanta s'accontenta: un punto sarebbe abbastanza per assicurarsi un'altra stagione nell'élite. Il problema è che nel recupero anche il punto evapora: Barresi interviene in ritardo su Kurti, di nuovo innescato da Drago, e induce Acquisti a fischiare il rigore che gelido Talbi trasforma nel 3-2. È la penultima emozione, l'ultima significativa considerato che sfila a lato il tiro di Baroncelli Lancisi da venticinque metri: lo Scandicci vince, e ora quant'è duro il Bartolozzi proverà a farlo sentire al Venturina, che reduce da tre sconfitte vede addirittura a rischio la qualificazione in coppa. C'è chi non vede l'ora di prendere il suo posto.
Calciatoripiù: Morosino, Lodovisi, Drago, Kurti, Talbi (Scandicci),
Cresci, Bacci e
Karafili (Pietrasanta).
esseti
Sestese-Lastrigiana 4-4
SESTESE: Faggi, Minniti, Bassetti, Stasi, Musa, Riboli, Pancella, Ceccherini, Iuliucci, Materassi, Paci. A disp.: Giorgetti, Sostegni, Breccia, Dervishi, Pieri, Taddei, Notari, Bellini . All.: Ferro Marco
LASTRIGIANA: Pratolini, Gibbino, Scarselli, Palmini, Desideri, Brusciano, Taoufik, Pietrosanti, Nencini, Gueye, Baggiani. A disp.: Pozzi, Cappiardi, Del Giudice, Straccali, Lupi, Resuttana, . All.: Fabio Zuccaro
ARBITRO: Alessandro Guarneri di Firenze
RETI: 9' Iuliucci, 20' Desideri, 32' Materassi, 37' Riboli, 52' Scarselli, 59' Pancella, 64' rig. Baggiani, 86' Brusciano
Tocca a uno degli ex più attesi e più temuti dire alla Sestese che la rincorsa è finita, che il Tau s'è fatto irraggiungibile e che ora resta un unico obiettivo, difendere il secondo posto dall'assalto della Cattolica lanciatissima: dirglielo tocca a Fabio Zuccaro, che ha portato la Lastrigiana a combattere per un piazzamento non pronosticabile a inizio stagione. Oltre che per gli effetti sulla classifica, il 4-4 conta anche per ciò che esprime di per sé: una squadra che con una panchina cortissima e i leader affaticati dalla partita con gli Juniores, coinvolti nella lotta per non retrocedere, riesce a rimontare prima il 3-1 e poi il 4-2 e a evitare la sconfitta contro un avversario così forte e motivato merita fino all'ultimo di lottare per un posto in coppa. Questa prospettiva rischia però d'evaporare davanti alle ambizioni della Sestese, che pur priva di Pacini, Durgoni e Santiago Palmini (salta la sfida con Samuel, titolare sull'altro fronte) inizia fortissimo e sfiora il vantaggio prima che di minuti ne siano trascorsi cinque: sulla sponda di Pancella, che ripulisce il pallone servito centrale dalla combinazione mancina tra Paci e Bassetti, irrompe Iuliucci, che calcia fuori di pochissimo. Il tentativo buono è il secondo, identico il finalizzatore e identico l'autore dell'assist, stavolta un filtrante favorito dall'invito di Ceccherini: al controllo ai sedici metri seguono un dribbling doppio e un tiro potente sul primo palo. Dunque, senza colpe, si ritrova battuto Pratolini, che cento secondi più tardi chiama la panchina segnalando un malessere: il suo posto in porta lo prende Pozzi, che a freddo ritrova il campo dopo quattro mesi d'assenza. Di portieri si continua a discutere nei minuti che seguono: al centro della scena finiscono Faggi e la sua uscita all'esterno dell'area di rigore della Sestese, protetta dall'assalto di Nencini con un fallo che Guarneri punisce con un calcio di punizione e l'ammonizione (corretta, non evidente l'occasione da rete: defilato sulla destra lo sviluppo generale dell'azione) in allegato. Della ripresa del gioco s'incarica Taoufik, il cui traversone ampio favorisce il taglio di Desideri sul secondo palo: lo stacco si completa con una capocciata perfetta e con la rete dell'1-1. Nell'occasione è troppo statica la difesa della Sestese, valutazione replicabile per quella della Lastrigiana sull'angolo che alla mezz'ora Bassetti calcia carico d'effetto al centro dell'area di rigore: di testa Materassi corregge la traiettoria in porta e fa 2-1. Prima della pausa le reti di scarto salgono a due, fattore che a tanti - errore, ma per scoprirlo serve tutta la ripresa - fa ipotizzare che il successo sia ormai inscalfibile: stavolta Materassi indossa l'abito dell'ispiratore e dalla trequarti calcia in mezzo la punizione che di testa Riboli converte nel 3-1. Da questa configurazione prima della pausa il punteggio non si schioda: è pulita stavolta l'uscita di Faggi su Nencini, che era riuscito a sfilare dietro la difesa avversaria. Resta comunque un segnale d'allarme per la Sestese, che al riavvio Ferro presenta rinnovata: per Riboli, acciaccato dopo un primo tempo di livello, Paci e Stasi entrano Dervishi e due 2010, Pieri e Taddei; più tardi toccherà a Bellini, Notari, Breccia e Gabriele Sostegni. Per qualche minuto la Sestese sembra la solita del primo tempo: il pallone buono per chiudere la partita capita a Materassi, che sul lungo lancio di Ceccherini opta per una via di mezzo tra un tiro e un traversone ben neutralizzato da Pozzi; in ritardo d'un istante, Iuliucci manca la ribattuta vincente. È uno dei mille episodi che pesano sullo sviluppo complessivo, perché all'improvviso la Lastrigiana rientra in partita: a distanza d'una sola rete la porta Scarselli, che parte dalla trequarti destra, vince un duello, s'accentra fino al limite dell'area di rigore e col mancino battezza l'angolo giusto. È una rete splendida, alla quale la Sestese reagisce ribadendo che di punti alla Lastrigiana non ha intenzione di lasciarne: è favolosa la traiettoria che Pancella imprime alla punizione conquistata da Materassi al limite dell'area di rigore e convertita nel 4-2 con un destro incantevole sopra la barriera. Pochi s'immaginano che sia soltanto un modo per alimentare l'illusione, eppure bastano cinque minuti perché si materializzi un episodio di cui la Lastrigiana beneficia, non però quanto vorrebbe. La descrizione è semplice: Faggi perde di mano un pallone all'apparenza innocuo e per recuperarlo interviene fallosamente su Nencini. Semplice è anche la lettura tecnica, calcio di rigore; controversa la decisione disciplinare: Guarneri considera non chiara l'occasione da rete e genuino - termine tecnico - l'intervento, così rinuncia all'ammonizione, che sarebbe stata la seconda. La Lastrigiana protesta, Baggiani resta gelido: il suo mancino scaraventa in rete il pallone del 4-3. Innervosita da quella che ritiene una decisione sbagliata e dalla parità numerica persistente, per una ventina di minuti la Lastrigiana punta più sul carattere che sulla manovra con cui tanto bene era uscita nella prima metà della ripresa; per il 4-4 occorre attendere il finale e un'altra proiezione offensiva di Scarselli, sul cui traversone Brusciano si libera della marcatura di Gabriele Sostegni e in acrobazia spedisce il pallone in porta. Su questa giocata fantastica frana la stagione della Sestese, che nel recupero riempie due volte l'area di rigore avversaria (Notari spizza la rimessa laterale di Breccia e invita Pancella al tiro di prima, respinto come la ribattuta; innescato dall'angolo di Bellini, sottoporta Dervishi manca la deviazione vincente) senza però trovare fortuna, rischia sulla punizione che Nencini batte rapidamente per Lupi e al fischio finale è costretta a ridimensionare i propri obiettivi: prima non può più arrivare, glielo notifica uno degli ex più temuti e più attesi, ora le tocca difendere il secondo posto dall'assalto della Cattolica lanciatissima.
Calciatoripiù: Materassi, Pancella, Riboli (Sestese),
Pozzi, Desideri e
Brusciano (Lastrigiana).
esseti
Giov. Fucecchio-Settignanese 4-0
GIOV. FUCECCHIO: Buti, Borghi, Sica, Piazza, Collura, Federighi, Masha, Sardelli, Romani, Orsucci, Lenzi. A disp.: Tacchi, BIONDI, Dainelli, Battiloro, Gorgerino, Fondelli, Girardi, . All.: Citi Michele
SETTIGNANESE: Fallani, Preka, Pratesi, Molinati, Djoni, Grassi, Cinatti, Tozzi, Burrini, Fabbrizzi, Montaperto. A disp.: Maruottolo, Ciani, Giappichini, Sommazzi, Milli, Salsi, Sahbani, Vultaggio. All.: Fani Filippo
ARBITRO: Marco Tolaini di Pontedera
RETI: 8' Masha, 23' Sardelli, 67' Biondi, 78' Romani
La fuga dalla zona più brutta dura una settimana sola. Alla Settignanese fa malissimo il 4-0 maturato sul campo del Fucecchio, che così si rilancia per un posto in coppa - e ci sta che la battaglia con la Lastrigiana si risolva nello scontro diretto dell'ultima giornata; le fa malissimo perché lo Sporting Cecina passa a Pontedera e mette a segno l'ennesimo controsorpasso di un duello estenuante. La Settignanese cade perché è sensibile il divario tecnico con l'avversario, che se non fosse stato costretto a confrontarsi col record d'infortuni avrebbe potuto restare ben più a lungo coinvolto nella lotta al vertice; cade, eppure è lei a costruire la prima occasione approfittando di una cattiva gestione degli avversari in fase di possesso: il pallone buono capita a Fabbrizzi, opponendosi al quale Buti ribadisce d'essere uno dei migliori portieri del campionato. È il primo di due episodi che avrebbero potuto complicare la partita del Fucecchio: l'altro è lo scontro involontario con Federighi dal quale Orsucci esce malconcio ma, protetto da un turbante che potrebbe fare tendenza, deciso a continuare a combattere per la squadra, già ferita dalla moltitudine d'assenze. Dalla sua abnegazione il Fucecchio trae così tanta ispirazione da trovare l'1-0 nel giro d'un paio di minuti: col mancino segna Masha, che dal vertice dell'area di rigore - qui Borghi aveva fatto spiovere una rimessa laterale dalla corsia destra - spedisce il pallone dalla parte giusta del palo lontano. I due dialogano anche nell'azione che alla fine del primo quarto si chiude con un'altra rete: la loro combinazione premia l'inserimento centrale di Sardelli, che col mancino scarica in porta il diagonale del 2-0. Del doppio vantaggio il Fucecchio non s'accontenta: lo dimostrano la traversa colta da Francesco Lenzi poco prima della pausa e il palo su cui in avvio di ripresa sbatte il diagonale di Masha, invitato in pedana dal triangolo con Sica. Quello buono è il tentativo numero tre, favorito da una ripartenza che sugli sviluppi d'un angolo a sfavore imbastisce Romani e alimenta Masha con un break fino alla trequarti avversaria: l'azione si conclude col filtrante per l'inserimento di Biondi, che aveva rilevato Borghi e che dal fronte destro dell'area di rigore si regala la prima rete stagionale. Restituire il favore a Masha, che qualche minuto dopo gli chiede il triangolo sulla trequarti, gli viene quasi automatico: solo la traversa rinvia a più tardi la quarta rete, che nel finale segna Romani calciando all'incrocio dopo la combinazione centrale con Piazza. È il 4-0, timbro sulla terza vittoria consecutiva del Fucecchio e sulla diciassettesima sconfitta stagionale della Settignanese, che ora per salvarsi ha una strada sola: vincere a Pontedera e fare il tifo per il Capezzano (tifo moderato e circoscritto: si trasforma nel contrario all'ultima giornata) nella partita contro lo Sporting Cecina. Il turno di riposo rende tutto più complesso.
Calciatoripiù: Orsucci, gladiatorio con la fasciatura, e
Masha (Fucecchio), che a una rete da fuoriclasse associa un palo e una traversa.
esseti
Floria-Tau Calcio 1-3
FLORIA: Servi, Carrai, Sordini, Esteves, Gensini, Santoro, Galli, Guarducci, Martini, Batelli, Bitossi. A disp.: Lagattolla, Fibbi, Sophie, Piccini, Morales, Bettarelli, Landi, Bautista . All.: Alessi Dimitri
TAU CALCIO: Ricci, Giovannini, Serafini, Bracaloni, Marzano, Rigacci, Gabbrielli, Moschini, Giovannelli, Sarnataro, Niccolai J.. A disp.: Bella, Romanelli, Tancredi, Matteoni, Hussey, Goxhaj, Sow, Lisisco. All.: Paoletti Luca
ARBITRO: Giovanni Pace di Siena
RETI: 25' Niccolai J., 37' Batelli, 73' Niccolai J., 85' Marzano
La sede dell'incoronazione non è mai casuale: Carlo Magno scese a Roma, Guglielmo proclamò l'impero nella Sala degli specchi di Versailles. È a Firenze, il centro di tutto, che il Tau scopre d'aver vinto il campionato: con una giornata d'anticipo rispetto alle previsioni glielo notifica la rete con cui Brusciano costringe la Sestese al 4-4 e la spinge a una distanza non più recuperabile. Alla vigilia della trasferta del Grazzini erano sei i punti di vantaggio sull'inseguitrice più vicina: all'ora di pranzo diventano otto, perché nonostante le mille assenze e quella pressione che anche se si fa finta di no è inevitabile sentire il Tau batte 1-3 la Floria, comunque salva grazie alla sconfitta della Settignanese a Fucecchio. L'epilogo dunque propone festeggiamenti condivisi, ma all'alba (per modo di dire: si comincia poco prima di mezzogiorno) della partita non è possibile ipotizzarlo: parte forte il Tau, subito pericoloso con Gabbrielli (reattivo Servi, 7'); replica Batelli, che di dar noia alla difesa avversaria ha una gran voglia e che saggia i riflessi di Jordan Ricci (9'). Si diffonde presto la sensazione che lo 0-0 a lungo non reggerà: difficile è capire da quale parte l'equilibrio è destinato a spezzarsi. Il Tau torna a insidiare Servi col primo tentativo di Niccolai, che ormai (fuori Bonelli, fuori Stondei, fuori Pellegrini; e Paoletti deve rinunciare anche a Pierucci e a Matteucci) forma coppia fissa con Giovannelli: la Floria si salva e replica con un'incursione di Galli chiusa con un tiro alto di poco. S'esaurisce così il quarto d'ora, dopo il quale il Tau inizia a far respirare meglio la propria manovra: nel giro di tre minuti si portano in pedana prima Sarnataro, che manca lo specchio di due spanne, e di nuovo Niccolai, che cattura una corta respinta della difesa e svernicia il palo (21'). Sull'episodio rischiano di girare la partita e il campionato, perché sulla ripresa del gioco Bitossi s'invola a sinistra e sulla linea dei sedici metri nasconde il pallone a Sarnataro, il cui tackle vale un rigore potenzialmente pesantissimo. L'esecuzione e la portata le disinnesca Jordan Ricci, che resta in piedi fino all'ultimo e costringe Martini a calciare con poco angolo: la parata, replicata anche sulla ribattuta, sigilla lo 0-0. Il gioco Pace lo fa riprendere con una punizione alla difesa, sugli sviluppi della quale il Tau segna la rete del vantaggio: innescata dal lancio di Giovannini, che di prima apre l'interno mancino dalla mediana verso la trequarti, la sponda di Giovannelli innesca il taglio di Niccolai, che in due tempi batte Servi. Al doppio episodio sfavorevole la Floria risponde furente: alla mezz'ora tocca di nuovo a Jordan Ricci neutralizzare il tentativo di Guarducci, al tiro da una ventina di metri. È il primo rischio che il Tau affronta dopo il vantaggio; il secondo vale l'1-1: lo segna Batelli, che sul lancio d'Esteves stoppa il pallone col petto, finta d'accentrarsi, si sposta verso destra e incrocia il tiro vincente dalla parte buona del palo lontano. Del pareggio alla pausa la Floria sembra quasi non accontentarsi: il Tau chiude in difesa, di nuovo attento Jordan Ricci sul tiro di Martini. Seguono la pausa e la ripresa, di nuovo altissima nel tono tecnico e agonistico; latitano però le occasioni, latitano fino al 73', quando d'un tratto il Tau torna avanti, stavolta per rimanerci: segna di nuovo Niccolai, che di destro gira in porta il traversone di Romanelli (ottimo l'ingresso per Giovannini), inarrestabile nella sovrapposizione sul filtrante di Gabbrielli, cui Bracaloni aveva consegnato il pallone dopo averlo intercettato in mediana. Stavolta il vantaggio è definitivo: lo consolida Marzano, che a cinque minuti dallo scadere chiude un break di quaranta metri con una sterzata dentro l'area di rigore avversaria e il rasoterra vincente sul secondo palo. È l'1-3, dopo il quale s'attende soltanto l'ultimo fischio di Pace: vince il Tau, vince la partita e il campionato, vince e disinnesca ogni possibile rischio insito nelle partite contro Fucecchio e Sestese. Vince come l'anno scorso, vince con una squadra che è rimasta formidabile nonostante la marea d'infortuni; vince perché la sua rosa è la più attrezzata, perché è espressione d'un grande club e perché in panchina siede un allenatore che con i titoli regionali ha dimostrato d'avere confidenza. Di affrontare le finali nazionali Luca Paoletti, che la cartolina finale se la merita tutta per sé, ha una gran voglia.
Calciatoripiù: la Floria resta a lungo in partita grazie alla rete capolavoro di
Batelli, a
Bitossi, che si procura il rigore poi sbagliato e più volte passa a sinistra, agli inserimenti di
Guarducci, al grande lavoro d'
Esteves in mediana e alle marcature di
Sordini e di
Santoro. Tutto ciò, che è tanto, non basta per fermare il Tau: non basta perché
Niccolai segna la doppietta più pesante della stagione (la classifica marcatori ora dice sedici), perché la coppia composta da
Marzano - rete stratosferica - e
Rigacci è la migliore della Toscana e perché nel momento decisivo
Jordan Ricci neutralizza il rigore che avrebbe potuto cambiare l'esito di questa domenica e delle prossime due.
G48 & esseti