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Allievi B Regionali GIR.Merito - Giornata n. 15

Scandicci-Affrico 0-4

SCANDICCI: Contieri, Bini, Martinelli, Gjonaj, Pinzani, Gori, Sersif, Londi, Poggiali, Brandani, Gazzarri. A disp.: Verna, Boldrin, Mazzoni, Hatija, Nacci, Zani, Deliperi, Cardella . All.: Fanfani Filippo
AFFRICO: Sarti, Ventrice, Paoletti, Papi, Merkaj, Brocci, Badii, Salvadori, Occhibove, Seneci, Kasa. A disp.: Gori, Jacaj, Fabiani, Cecconi, . All.: Bertini Andrea
ARBITRO: Giovanni Pinzani di Empoli
RETI: 5' Occhibove, 9' Ventrice, 25' Kasa, 40' Papi
Mai quest'Affrico aveva vinto con lo Scandicci: tra la scorsa stagione e il girone d'andata lo storico raccontava di un pari iniziale (1-1) e poi di due sconfitte, entrambe interne (0-3, 2-4). Considerato che l'anno prossimo è escluso il replay, il tabù va in frantumi all'ultima occasione possibile, quella che in attesa degli Juniores coincide col congedo dei 2010 dai campionati giovanili d'élite: è un congedo che fa un gran frastuono, considerato che quest'anno mai lo Scandicci aveva perso con quattro reti di scarto. Recita 0-4 infatti il punteggio dell'ultima di campionato, introdotta dal vantaggio dell'Affrico dopo cinque minuti scarsi: è troppo larga la marcatura che Bini propone su Occhibove, che dall'interno dell'area di porta segna la quinta rete personale in campionato. In quella zona il pallone l'aveva recapitato un traversone di Ventrice, che nel giro di qualche istante opta per una soluzione diversa e ugualmente efficace: l'azione di sfondamento sulla corsia di competenza, la destra, gli consente di rompere la pressione di Londi e Gjonaj, di convergere verso il disco del rigore e da lì di battere Contieri. Già complicatissimo, il pomeriggio dello Scandicci si fa orrendo di lì a poco, quando Giovanni Pinzani vede il proprio omonimo, che di nome fa Mirko e di mestiere il difensore dello Scandicci, commettere un fallo ritenuto da espulsione. Lo subisce Kasa, di nuovo protagonista non appena iniziata la seconda metà del primo tempo: la sua punizione vale lo 0-3 e archivia la partita con un'ora d'anticipo. Per provare a ipotizzare un finale diverso lo Scandicci s'affida alle incursioni di Sersif, il grande ex (per fermarlo si giocano l'ammonizione prima Merkaj e poi Ventrice), e ai tiri di Londi e di Poggiali, cui Sarti risponde attento. La rete, la quarta, la trova invece l'Affrico: nel recupero segna Papi, che dalla trequarti scocca il tiro-cross vincente. Già alla pausa il punteggio recita 0-4, scarto che lo Scandicci non riesce a ridurre nonostante il buon approccio alla ripresa: non ci riesce perché Sarti s'oppone sia a Sersif, che aveva inquadrato lo specchio da venti metri, sia a Nacci, sul cui interno Mazzoni aveva depositato un pallone invitantissimo, sia a Cardella, che Fanfani inserisce per appesantire l'attacco. La porta dell'Affrico resta immacolata anche quando Giovanni Pinzani ripristina la parità numerica espellendo Salvadori per doppia ammonizione: Merkaj, superlativo, rimpalla il tiro di Zani servito a colpo sicuro dalla discesa di Sersif sulla destra, e nel finale esce di poco il tiro di Cardella, che ai sedici metri s'era ben coordinato per calciare di controbalzo. Per lo Scandicci, già da tempo sicuro d'esser quarto, l'ultima di campionato è colma d'amarezza: già è brutto perdere in casa, perdere 0-4 contro una squadra con la quale la rivalità è percepibile fa ancora più male. Calciatorepiù: l'azione personale che gli consente di segnare lo 0-2 conferma che Ventrice (Affrico) è il miglior terzino destro di tutta la Toscana.
esseti
Sestese-Aquila Montevarchi 2-1

SESTESE: Bellocci, Martinelli, Cecchi, De Ferdinando, Shera, Tarchiani, Taddei, Bonta (73' Pieri), Monterisi (50' Scura), Cetani (41' Nesi), Barbanti. A disp.: Bardazzi, Coppini, Grisolini, Cassiolato, Oublady, Del Rosso. All.: Ferro Marco
AQUILA MONTEVARCHI: Tommasi, Marchi (56' Metaj), Verdi (56' Assouini), Chiavacci (68' Rangoni), Veltroni, Pulaj (56' Diak), Papini (68' Fagioli), Ajighevi, Liistro, Pugliese (59' Fabbroni), Sylla. A disp.: Tognaccini, Billi, Duranti. All.: Tesconi Massimo
ARBITRO: Tommaso Covino di Prato
RETI: 10' Martinelli, 47' Pugliese, 65' Scura
NOTE: Ammoniti Scura, Sylla.La fine della storia consente di scoprire il senso di tutto ciò che la precede. Bastava avere pazienza, non accontentarsi di quello che solo chi è incauto poteva designare come l'epilogo: solo chi è incauto poteva pensare che l'esito tragico della stagione scorsa fosse una condanna perpetua per la Sestese, vincolata in eterno al destino di chi a un talento smisurato abbina una fragilità tale da rendere inevitabile la sconfitta. Solo chi è incauto poteva pensare che il segno di chiusura del capitolo fosse l'anticipazione di un finale scontato, che dopo aver dilapidato un vantaggio cospicuo la Sestese avrebbe perso ancora: che sarebbe arrivata sempre seconda, bellissima e fragilissima e seconda. Poteva pensarlo solo chi, incauto, per la seconda metà del racconto s'era fatto bastare i riassunti e s'era perso i dettagli su cui in realtà s'appoggia la trama; solo chi non s'era accorto che negli occhi di nessuno da tempo brillava una scintilla di paura. Determinazione, carattere, coraggio, consapevolezza: brillava questo, brillava da tempo. Da un tempo preciso: brillava da settembre. Era settembre, e dopo un'estate drammatica - ma drammatica davvero, drammatica che la lingua non trova neppure le parole per dirlo - Marco Ferro si fece carico delle fragilità di questa squadra; se ne fece carico, e le ha trasformate nel titolo toscano. Insieme a Bob Pacini, che da anni questa rosa l'ha assemblata pezzo dopo pezzo e poi pezzo dopo pezzo cesellata, è lui l'artefice principale di un successo che dopo un quinquennio amaro (certo, ci sono state le tre vittorie degli Juniores con uno scudetto in sovrappiù: splendide, e però diverse) riporta a Sesto un titolo giovanile regionale: è lui, e la sua storia è così nota che non c'è bisogno di chiedergli a chi pensava in quegli istanti in cui De Ferdinando stava per calciare verso la porta avversaria l'ultima punizione del campionato e nessuno guardava né la punizione né la porta, perché tutti guardavano lui. È Marco Ferro, profeta di un calcio che tiene insieme l'equilibrio, la fantasia e l'attacco (novantadue le reti segnate in trenta turni, tre per volta e avanza qualcosa), l'uomo che Bob Pacini contattò per chiedergli di riportare a Sesto un titolo giovanile regionale: e Marco Ferro c'è riuscito. C'è riuscito grazie a due che bastava leggere con attenzione ogni pagina per capire che sarebbero stati decisivi: il 2-1 sul Montevarchi, che vincendo si sarebbe preso il campionato e che sconfitto chiude terzo una stagione in cui è stato al comando per mesi, propone due protagonisti alla pari. Uno è Scura, che segna la rete decisiva entrando - di nuovo - dalla panchina, vissuta non come un castigo ma come un tappeto da cui saltare più su di tutti quando gli altri sono stanchi; l'altro è Martinelli, che per un anno s'è trascinato dietro il peso del rigore parato da Bisulca e che ora quella storia l'ha cancellata: cambia la definizione che accompagna il suo nome, accanto al quale ora sta scritto che è stato lui a riportare il titolo a Sesto con una rete stratosferica e l'assist per il 2-1. Cambia la definizione che accompagna il suo nome, perché da tempo è cambiato il ruolo: non più centrale di difesa, ma terzino destro. Da quella zona nascono entrambe le reti che decidono il campionato, che già al 10' si capisce chi incoronerà: c'è un pizzico di metafisica nella traiettoria assunta dal pallone che, calciato da Martinelli (col mancino!) dopo lo sprint a destra e la sterzata a sinistra per mandare Verdi fuori giri, s'incastona là dove finisce il palo e comincia la traversa (1-0). È solo il 10', e il Montevarchi di reti si trova a doverne segnare due: è impietosa la classifica, che alla Sestese concede due risultati; se ci s'aggiunge quello offerto dal calendario, che come sede dell'ultima giornata propone il Torrini, i vantaggi si moltiplicano. Per riprendersi dalla botta il Montevarchi, che era partito tanto bene da collezionare tre calci d'angolo nei primi cinque minuti (alla fine saranno undici, contro quattro soltanto: è un'indicazione interessante, interessante e sterile), impiega un po'. Lo dimostra il contropiede concesso al 14' sul quarto angolo, che Pugliese batte a rientrare dalla bandiera sinistra e che la difesa della Sestese tampona così bene da coprire cinquanta metri in un istante: il filo per cucire se lo passano Barbanti, Martinelli e Taddei, sul cui filtrante Monterisi scatta bene ma infastidito dal duello con Marchi calcia lento col mancino favorendo la parata di Tommasi. Per scuotersi il Montevarchi ha bisogno di un guizzo, che Ajighevi traduce in una punizione battuta rapida sul fronte destro della trequarti: Pugliese combina prima con Papini, che da De Ferdinando il fallo l'aveva subito, e poi con Liistro, che col mancino da venti metri calcia alto (18'). Ancora più alto, sferrato con l'altro piede e soprattutto da molto più vicino, esce il pallone che con un lancio di quaranta metri Ajighevi, ormai imperatore della mediana, aveva servito sottoporta a Sylla, scattato in posizione regolare tra Martinelli e Shera: da cinque metri il lob volante non è la soluzione migliore (23'). Enorme, l'occasione fallita racconta che il Montevarchi s'è acceso; ancora più lo racconta la frequenza delle azioni d'attacco, che a cavallo della mezz'ora si fanno quasi insostenibili per la difesa della Sestese. Ne è dimostrazione limpida il modo in cui Tarchiani s'intreccia nel rinviare un pallone facile: segue una rimessa battuta rapidissima da Marchi per Liistro, che ai venticinque metri s'accentra e col mancino colpisce di nuovo male. Esce ben lontana dallo specchio anche la punizione che, identica la distanza e centralissima la posizione, Pugliese calcia al 27' dopo essersela procurata per un fallo di Taddei, ottimo quando deve proporsi e in affanno quando gli tocca coprire. Eppure, anche se la traiettoria è sbagliata, in tribuna non c'è uno che non capisca che se si procede su questa linea il pari rischia di materializzarsi prima dell'intervallo: ha idee diverse Bellocci, che toglie dall'incrocio il destro di Pulaj, convocato ai sedici metri dalla sponda di Papini. L'azione, la prima chiusa con un tiro nello specchio della porta della Sestese, era nata da una combinazione a sinistra tra Sylla e Ajighevi, che dalla bandiera destra batte rasoterra l'angolo con cui si riprende il gioco e che attivando lo schema innesca di nuovo il mancino di Liistro: stavolta l'esito è innocuo solo per colpa, o per merito, di una deviazione. Segue una decina di minuti nei quali, grazie alla costanza con cui Taddei e De Ferdinando si sacrificano su Pulaj e Papini a costo di rinunciare a un po' di brillantezza, la disposizione a specchio (sia Ferro sia Tesconi prediligono il 4-3-1-2, anche se diverse sono le caratteristiche degli interpreti sia in mediana sia in attacco) rallenta il ritmo di una partita fin lì indiavolata. Ne beneficia la Sestese, di nuovo a rischio però al 38', quando Sylla riceve da Liistro e verticalizza per Pugliese, che vince il duello in velocità con Shera e però non si fida del mancino, col quale avrebbe potuto incrociare il diagonale rasoterra: il passo in più con annessa sterzata gli costa il possesso del pallone, allontanato da Martinelli in ripiegamento. È l'ennesimo esempio delle difficoltà offensive del Montevarchi, che rischia di pagarle tutte insieme nel primo dei tre minuti di recupero: Verdi, in affanno come in avvio, buca il lancio profondo di Tarchiani e consente a Barbanti di violare l'area di rigore e d'incrociare il destro rasoterra. Il pallone esce dalla parte sbagliata del palo lontano, e si rammarica la tifoseria della Sestese, si rammarica per l'esito complessivo e per il movimento di Monterisi, che rallenta anziché aggredire la porta: se avesse continuato a correre, avrebbe potuto raddoppiare da un metro trasformando il tiro in un assist vincente. Si resta invece 1-0, indicazione confermata anche alla fine dell'azione che introduce la ripresa: con un tackle rischioso e regolarissimo Veltroni impedisce a Barbanti di spingere in porta il pallone offertogli dalla punizione che, prolungata di testa da Nesi (dagli spogliatoi non era rientrato Cetani), Taddei aveva conquistato sulla trequarti destra per un fallo di Papini e che Martinelli aveva crossato in area di rigore (45'). Sul rilancio di Tommasi l'azione si sposta sull'altro versante, quello su cui guarda la tribuna; e sembra un'azione come mille, e come mille sarebbe se in mezzo allo sviluppo non spuntasse Ajighevi, imperatore della mediana. È lui a intercettare il rinvio di Cecchi, che aveva chiuso bene nella zona di competenza, e avviare un'altra azione offensiva, che il Montevarchi subito dirotta a sinistra: a sinistra, perché a sinistra c'è Pugliese, che strappa fino all'ultima linea e scarica il pallone per Papini, cui pur preso in controtempo Bellocci oppone un altro riflesso notevole. Per rammaricarsi dell'occasione di nuovo sfumata il Montevarchi ha giusto qualche istante. Alla parata seguono due calci d'angolo consecutivi - il nono e il decimo: di qui alla fine se ne conterà solo un altro - dalla bandiera sinistra, ora presidio di Papini. Il primo, battuto corto, è un invito a riprovarci; il secondo, sporcato, fa spiovere il pallone al limite dell'area di rigore: interviene Pugliese, che in due tempi dopo una respinta malandrina chiude il destro a mezz'altezza tra il primo palo e il guanto di Bellocci (1-1). Ora la Sestese trema, e per dissipare il tremore prova a lanciarsi all'attacco, dove Ferro ha cambiato un interprete: per l'ultima mezz'ora centravanti gioca non più Monterisi, ma Scura. Non è ancora il suo momento: il pallone buono per restaurare il vantaggio immediato capita a Barbanti, favorito dalla presa cattiva di Tommasi sul traversone di Martinelli e anticipato da Veltroni in prossimità della linea di porta (50'). Per un quarto d'ora resta l'unico sussulto: nel tentativo di produrne un altro, ma di segno opposto e diverso nell'esito, Tesconi rivoluziona lo scacchiere sostituendo i terzini (dentro Metaj e Assouini per Marchi e Verdi) e la mezzala sinistra, posizione che Pulaj lascia a Diak. Il cambio che più conta è però quello, obbligato, che va in scena tre minuti dopo: esce Pugliese, sul cui cruscotto d'improvviso s'accende una spia rossa; esce Pugliese (dentro Fabbroni) e il Montevarchi sparisce. Per approfittare dell'occasione che la sorte gli offre la Sestese impiega sei minuti, allo scadere dei quali Martinelli intercetta un pallone pigro nella metà campo difensiva, sprinta sulla corsia di competenza e col destro disegna un traversone che mentre scende verso l'area di porta si carica di timori, di speranze e di ricordi; è carico di tutto ciò, eppure il pallone resta ancora morbidissimo nel momento in cui, favorito dall'uscita mancata di Tommasi, Scura salta più in alto di Veltroni e di testa trova lo spazio sotto il primo incrocio (2-1). Nell'esultanza sta intero il senso di un biennio: d'un tratto, premiata anche dall'eventuale pareggio e consapevole che ormai perdere non può più, la Sestese scopre che questo campionato sta per vincerlo. Il quarto d'ora che segue e che il recupero concesso da Covino (direzione ottima) aumenta d'un terzo serve soltanto a ospitare il tiro potente e impreciso di Nesi, servito da Taddei dopo la pressione efficace su Diak, e la punizione che dal lato corto dell'area di rigore il destro di De Ferdinando calcia direttamente in porta nel tentativo di sorprendere Tommasi, missione riuscita a metà, e non nella metà che conta. Su un'altra punizione, da molto più lontano, finisce la partita: finisce, e mentre finisce nessuno il pallone lo guarda più. Tutti guardano più in là, oltre la metà campo, verso le panchine: guardano quell'uomo che dentro di sé ha trovato la forza per cancellare le fragilità di venti adolescenti impauriti e forgiare una squadra di titani, quell'uomo che Bob Pacini è andato a scovare in provincia per riportare a Sesto un titolo giovanile regionale. Missione compiuta, la Sestese è tornata.
Calciatoripiù
: sulla tecnica, di cui il lancio del 23' è manifestazione sublime, Ajighevi ha lavorato così tanto e così bene da trasformarsi in uno dei centrocampisti più completi - il fisico glielo ha dato la natura - della Toscana. È a lui che il Montevarchi s'affida quando tutto sembra troppo difficile, a lui e a Pugliese, che con la ventunesima rete di un'altra stagione stellare prova ad avviare la rimonta rinviata da Bellocci più in là possibile. Resta niente più che un'illusione: a un quarto d'ora dalla fine Martinelli, che l'equilibrio l'aveva spezzato con una giocata favolosa (col mancino!), fa scendere sulla testa di Scura il pallone che cristallizza il verdetto.
Samuele Tofani
Settignanese-San Miniato 1-2

SETTIGNANESE: Maruottolo, Madio, Magnelli, Tarantoli, Carpanesi, Spanu, Failli, Agostinelli, Chiummiello, Nencini, Nodari. A disp.: De Fazio, Ciani, Manfrin, Serna, Passannanti, Perrino, Pierotti Carli, Sahbani, Sommazzi. All.: Petriccione Luigi
SAN MINIATO: Angeloni, Ciurlia, Fini, Burroni, Focardi, Cultrera, Bari, Annunziata, Pacciani, Fineschi, Mele. A disp.: Ciacci, Bellandi, Machetti, Riascos Sanchez, Bernazzi, Carnesecchi, Mazzei, Biancolini. All.: Pescara Nicola
ARBITRO: Alfredo Bianchi di Valdarno
RETI: Nencini, Annunziata, Annunziata
Non basta la doppietta d'Annunziata, comunque utile a espugnare il Ferruccio Valcareggi: nonostante la vittoria (1-2) sulla Settignanese il San Miniato retrocede nei provinciali, categoria cui lo condanna il vantaggio minimo e preziosissimo conservato dal Csl. È l'epilogo di una stagione amara, che costringe i 2011 a passare dai vertici dell'élite alla prospettiva di un doppio salto all'indietro. Per scongiurare questo scenario il San Miniato, che s'augura - speranza vana - che da Prato arrivino buone notizie, parte forte e si rende pericoloso già al 4': Fineschi vince un contrasto in mediana e verticalizza per Pacciani, che impegna Maruottolo nell'opposizione col piede. È la prima parata della serie che prosegue sul tiro di Ciurlia dalla distanza: altro intervento in bello stile. Il punteggio si sblocca al terzo tentativo, sulla giocata di cui si rende protagonista Annunziata calamitando il pallone ai venticinque metri e lasciando partire un tiro potente: stavolta niente può Maruottolo, battuto alla propria sinistra. È la rete che decide il primo tempo, nel quale altro non succede: in questo momento il San Miniato, che ha fatto registrare una leggera prevalenza nella manovra anche se con qualche ripartenza la Settignanese ha cercato di farsi pericolosa, sarebbe salvo. È più vivace la ripresa, aperta da un colpo di testa di Pierotti Carli sull'angolo bel calibrato da Nodari: la difesa si salva quando la Settignanese stava già esultando. Colpito dal rischio corso, il San Miniato si lancia all'attacco nel tentativo di congelare il successo: Fineschi si libera in dribbling all'interno dell'atra di rigore e da posizione decentrata calcia a colpo sicuro, ma anziché la rete trova un'altra parata di Maruottolo, che con i piedi salva il risultato. È un episodio che rischia di contare tantissimo, perché a dieci minuti dalla fine la Settignanese pareggia: dell'1-1 gran merito se lo prende Pierotti Carli, che prende il pallone a centrocampo, avanza e lascia partire un gran fendente che colpisce la base del palo; sulla ribattuta il più lesto è Nencini, che da distanza ravvicinata accompagna il pallone in porta. Ripristinato l'equilibrio la Settignanese ora è più coraggiosa, e costruisce un'altra grande occasione sempre con Pierotti Carli: è lui, protagonista assoluto della ripresa, a involarsi in contropiede per venticinque metri, salvo calciare di poco alto una volta giunto davanti ad Angeloni. Dal pericolo il San Miniato trae le energie per tornare in vantaggio: segna di nuovo Annunziata, che scioglie una mischia nata da un calcio d'angolo e proseguita col tiro di Riascos Sanchez respinto da Magnelli. È l'ultimo atto: sul'1-2 pubblico, calciatori e panchina s'interessano soprattutto a capire che succede a Prato, da dove arriva una notizia orribile. Il Csl ha completato la rimonta, se lo prende lui l'ultimo posto buono per restare nell'élite: il San Miniato retrocede, retrocede come la Settignanese. È un verdetto amaro, anche se è bene ricordarsi che non sempre - di sicuro non in questo caso - la sconfitta equivale al fallimento. Calciatorepiù: agli atti resta la doppietta di Annunziata, che però non è sufficiente a evitare la retrocessione del San Miniato.
Sporting Cecina-Pietrasanta 2-3

SPORTING CECINA: Melis, Ciampi, Tamagno, Carbone, Lucido, Marianelli, Balloni, Zazzeri, Moretti, Bandinelli, Franci. A disp.: Lepri, Soldani, Bragagni, Malfanti, Yzerillari, Pavoletti, . All.: Prunecchi Andrea
PIETRASANTA: Pennucci, Paganini, Fialdini, Perugi, Barresi, Bianchi, Strati, Rea, Toncelli, Cutolo, Esperon. A disp.: Gassani, Corso, Cavalzani, Salvi, Kahindi, Tusha, Ciambelli, Bernardini. All.: Albinoiu Ionut
ARBITRO: Matteo Cancedda di Piombino
RETI: 37' rig.Franci, 40' rig.Carbone, 54' Perugi, 73' rig. Ciambelli, 85' Kahindi
Il fine settimana più brutto del secolo si rivela tale già a metà pomeriggio del sabato, quando lo Sporting Cecina s'accorge che è destinato a retrocedere comunque finisca la partita interna col Pietrasanta: diventa presto chiaro che la salvezza è affare di due, e quelle due sono le altre due. Dalla lotta tra il Csl, che alla fine prevarrà, e il San Miniato lo Sporting Cecina resta escluso: escluso anche sul doppio vantaggio di cui nonostante l'inferiorità numerica beneficia a metà partita, tanto più escluso quando subisce la rimonta degli avversari, che chiudono la prima volta nell'élite con la dodicesima vittoria stagionale. Si ferma a sette invece lo Sporting Cecina, che sconfitto 2-3 retrocede dopo tre salvezze consecutive e che nel giro di poche ore perde anche la seconda élite: costa carissimo il turno di riposo dell'U17, scavalcata dalla Settignanese a qualche metro dal traguardo. È l'epilogo di un fine settimana catastrofico, che poco oltre la mezz'ora offre allo Sporting Cecina la prima ragione per tremare: per evitare che Toncelli approfitti del lancio di Cutolo e s'involi verso la porta, Tamagno lo trattiene per la maglia. Il fallo è evidente, l'occasione da rete anche: letto bene lo sviluppo complessivo, altro Cancedda non può fare che notificare l'espulsione. All'inferiorità numerica lo Sporting Cecina reagisce col carattere che, se mostrato in altri momenti della stagione, avrebbe decuplicato le chance di salvezza: del peso di una situazione sconfortante - si sa che neppure vincere potrebbe bastare - si fa carico Franci, che in dribbling nasconde il pallone a Paganini e gelido converte il rigore del vantaggio (36'). Cinque minuti più tardi Cancedda ne fischia un altro, di nuovo Paganini il responsabile, stavolta per l'opposizione irregolare (largo il braccio, più che fuori sagoma) a un traversone: cambia tiratore ma non l'esito, Carbone non sbaglia. Si va dunque alla pausa sul 2-0, punteggio che non può lasciare indifferente il Pietrasanta, deciso a chiudere la stagione sopra quota quaranta, e possibilmente nella prima metà della classifica. Insidiato dagli sviluppi di due palloni inattivi, angolo prima e punizione poi, affidati alle geometrie di Cutolo, Melis rinvia il 2-1 il più lontano possibile con due parate su due capocciate sottoporta: colpire tocca prima a Barresi (43'), poi a Perugi (52'), del quale va a buon fine il secondo tentativo, stavolta favorito da un traversone di Paganini sceso a sinistra. Di nuovo a tiro, rattristato dalle notizie che arrivano da Prato e in dieci, lo Sporting Cecina si deprime e s'abbassa: prova subito ad approfittarne il Pietrasanta, che non ha fortuna né sul rimpallo che libera Ciambelli (pallone alto, 57'), né sul diagonale di Corso innescato dall'incursione di Paganini (diagonale a lato, 63'), né infine sul filtrante di Rea per Kahindi, cui s'oppone Melis in uscita (67'). Il pari arriva col terzo rigore di giornata, il primo che anziché premiarlo lo Sporting Cecina lo punisce: stavolta a toccare di mano è Carbone, Ciambelli a spedire il pallone in porta (73'). Sul 2-2 e con l'uomo in meno lo Sporting Cecina prende atto che sta per chiudersi la sua seconda esperienza (ce ne fu un'altra, isolata, nove stagioni fa) nell'élite, eppure prova comunque ad attaccare e a pregare perché si materializzi un miracolo triplo. Il finale è amarissimo: nello spazio che si spalanca Rea riceve il lungo rilancio di Pennucci e cambia gioco per Kahindi, il cui diagonale vale il 2-3 quando sta per esaurirsi anche l'ultimo istante del recupero. Segue una sequenza di fischi amarissima per lo Sporting Cecina: per almeno un anno non ce ne saranno altre a chiudere una partita nell'élite.
Calciatoripiù: Rea, Ciambelli, Kahindi
e Perugi (Pietrasanta).
esseti
Csl Prato Social Club-Floria 4-2

CSL PRATO SOCIAL CLUB: Pastore, Perna, Venuti, Tarantino, Seminara, Magni, Allori, Borrelli, Nistri, Gori, Truscelli. A disp.: Pratolini.iang, Nardini, Restaino, Sensoli, Vettori, Mocali, Rosati, Ancillotti. All.: Galeotti Francesco
FLORIA: Massetani, Vezzani, Ciappina, Bussotti, Michelini, Del Lungo, Galli, Morales, Giglietti, Vannozzi, Parravicini. A disp.: Lucente, Ridi, Galeotti, Cufi, Rosselli, Magnolfi, Zolfanelli, Saleh, Cesari. All.: Sbolci Davide
ARBITRO: Andrea Bianchi di Firenze
RETI: 1' Parravicini, 18' Vannozzi, 37' rig. Gori, 56' Allori, 60' Truscelli, 67' Nardini
Altro che brutta: il Csl se l'è vista orribile. Sconti la Floria non li aveva fatti dieci giorni fa allo Sporting Cecina, e al Vittorio Rossi lo spirito è lo stesso: stavolta però anziché imbastirla la rimonta le tocca subirla, e più che tanta paura - a tratti terrore - le reti di Parravicini e Vannozzi non producono. Però paura sì, e a tratti terrore: il Csl, che alla fine vince 4-2 e si salva, sapeva che non avrebbe potuto contare sui risultati negativi delle avversarie. Soprattutto lo inquietava l'impegno del San Miniato, troppo vicino e agguerritissimo, sul campo della Settignanese già retrocessa; lo inquietava così tanto da produrre una partenza agghiacciante. Nonostante le temperature quasi estive si congela lungo il Bisenzio dopo qualche secondo dal calcio d'inizio: Venuti e Pastore non s'intendono e, lasciando rimbalzare in mezzo all'area di rigore un pallone all'apparenza innocuo, trasformano il lancio di Michelini in un invito per Parravicini, il cui lob volante vale la rete più veloce del torneo e lo 0-1. È l'avvio del dramma in casa del Csl, che prima d'oltrepassare la metà del primo tempo si trova a rimontare non già una, ma ben due reti di svantaggio: la seconda nasce da un lungo rinvio di Massetani, che in uscita cattura un calcio d'angolo e lancia Vannozzi, feroce sia nel duello individuale con Seminara (c'è lui a proteggere la metà campo difensiva, Magni era salito a saltare) sia nel lob - un altro - che supera Pastore. Solo un episodio riattiva la circolazione del Csl, che a quattro minuti dalla pausa dimezza lo scarto grazie a due dei calciatori più attesi: Truscelli nasconde il pallone a Michelini e si fa stendere, Jacopo Gori spiazza Massetani e trasforma un rigore pesantissimo. Insieme alle indicazioni di Galeotti e alla sfuriata di Facchi, l'1-2 inaugura una partita diversa: al quarto d'ora della ripresa il Csl pareggia grazie ad Allori, che sul lancio profondo di Magni taglia alle spalle di Vezzani - posizione dubbia, regolare per Bianchi - e supera Massetani con l'ennesimo tocco morbido di una partita che dopo 56 minuti ne regala già tre vincenti. È diversissima per sviluppo ed esecuzione la rete che vale il sorpasso e fa respirare il Csl: Ciappina va a vuoto sull'angolo che Jacopo Gori calcia a rientrare dopo averlo conquistato accelerando, con la suola del piede destro Truscelli segna il 3-2. Di uscire sconfitta la Floria non ha gran voglia, è chiaro il messaggio proposto dal tiro di Giglietti in pedana dopo due dribbling ai sedici metri: Pastore respinge. Sul ribaltamento la partita si chiude e il verdetto si cristallizza: di testa Nardini spinge in porta il pallone ribattuto da Massetani, costretto a uscire per coprire lo specchio a Truscelli dopo lo sprint che aveva neutralizzato il ripiegamento di Saleh e Michelini, il Csl s'assicura la vittoria e consolida quel punto di vantaggio che gli consente di spedire il San Miniato nei provinciali.
Calciatoripiù
: finché, acciaccato, non deve abbandonare la contesa, Vannozzi - a lui si deve la seconda rete della Floria, la dodicesima in campionato - fa ammattire il Csl, che riaffiora quando s'accendono i migliori. Insieme alla flotta di 2011 - due titolari, Perna e Seminara, due subentrati, Rosati e Sensoli - sono Truscelli, Jacopo Gori, Allori e Magni a rendere possibile un altro anno nell'élite.
esseti
Pol. Monteserra-Giov. Fucecchio 1-0

POL. MONTESERRA: Selmi, Selmi, Marchesano, Arcangioli, Ramacciotti, Mollica, Giampa, Musacchio, Alfarano, Di Blasi, Carli. A disp.: Giella, Dhamo, Soldani, Taddei, Omodia, Pratali, . All.: Paesano Luca
GIOV. FUCECCHIO: Terri, Villagran, Pinucci, Del Cesta, Niccolai, Terreni, Calanna, Gronchi, Girardi, Lombardi, Copia. A disp.: Morelli, Pratelli, Fondelli, Rotondo, Tortorelli, Stefanizzi, Gorgerino, . All.: Falcini Giancarlo
ARBITRO: Tommaso Lari di Pistoia
RETI: Carli
Quaranta punti non sono pochi. Non lo sono mai, tantomeno lo sono alla prima esperienza nell'élite, categoria nella quale il Monteserra ha dimostrato di poter stare comodissimo: l'1-0 al Fucecchio, che sconfitto cede la quinta posizione all'Affrico e deve accontentarsi di chiudere sesto, vale l'aggancio al Venturina, di quest'ambiente habitué, e spinge via la Floria sconfitta sul campo del Csl. È però il Fucecchio, a favore di vento nel primo tempo, a iniziare meglio e a rendersi pericoloso al 14', quando Girardi libera a destra Copia, che entra in area di rigore e calcia a colpo sicuro: Giampà evita la rete nei pressi della linea. Scampato il pericolo, il Monteserra prova a costruire qualche azione senza però mai riuscire a rendersi pericoloso: è inevitabile lo 0-0 alla pausa. Segue la ripresa, il cui avvio propone di nuovo il Fucecchio all'attacco: al 50' ci prova Girardi, il cui tiro esce di poco alla sinistra di Giella. Nel momento più difficile il Monteserra riesce a passare in vantaggio con Carli, che col mancino gira in porta il traversone di Ramacciotti da sinistra. Sei minuti dopo potrebbe essere doppietta, ipotesi che resta confinata all'irrealtà: non ha l'esito desiderato il contropiede avviato dal lancio di Arcangioli. È un pomeriggio dolceamaro per Carli, che ne prende atto quando, commesso un fallo a centrocampo, si vede notificare da Lari l'espulsione che lascia il Monteserra in dieci. Della superiorità numerica il Fucecchio beneficia giusto qualche istante: Villagran si aggrappa a Omodia per evitare di farlo andare in porta, inevitabile il secondo rosso nel giro di pochi minuti. Si prosegue dieci contro dieci, e nel poco tempo che manca il Fucecchio si lancia alla ricerca del pareggio: glielo nega Giella, che in pieno recupero compie un intervento salvarisultato sul colpo di testa di Pinucci da distanza ravvicinato. Dunque resta inviolata la porta del Monteserra, già da tempo certo di una salvezza tranquilla: non è mai un risultato scontato, non lo è di certo per una matricola. Calciatorepiù: fino all'espulsione, che lo costringe a non giocare i minuti finali, Carli tiene in scacco la difesa avversaria ogniqualvolta gli arriva il pallone. La sua rete regala al Monteserra la dodicesima vittoria stagionale.
Sangiovannese-Cattolica Virtus 0-2

SANGIOVANNESE: Dossini, Banini, Chiappi, Mugnai, Senesi, Nocentini, Carotti, Parasassi, Tanzini, Tognaccini, Gori. A disp.: Troia, Pucci, Materassi, Paloka, . All.: Tozzi Antonio
CATTOLICA VIRTUS: Bisulca, Susini, Scopetani, Bramanti, La Ragione, Manzini, Dainelli, Paolucci, Mazzantini, Masi, Caponi. A disp.: Casini, Burgassi, Palchetti, Raimondi, Santi, Memis, Viviani, . All.: Bargellini Massimo
ARBITRO: Angelo Cardeti di Arezzo
RETI: 48' Mazzantini, 70' Manzini
Il doppio più uno. Nel girone di ritorno la Cattolica Virtus ha più che duplicato i punti ottenuti all'andata: aveva girato con quindici, chiude con quarantasei, e prende atto che nella seconda metà dei suoi trentuno meglio (trentasette la Sestese, trentatré il Tau) ha fatto soltanto la coppia di testa. Facile l'analisi, lo score è insieme indicatore di quant'è stato efficace il lavoro di Bargellini, al quale peraltro il club ha rinnovato la fiducia anche quando altre realtà avrebbero optato per la soluzione più frequente e più sbagliata, e introduzione accattivante per la prossima stagione: con qualche innesto - non più di tanti - nei ruoli meno guarniti non sarà difficile consolidarsi nelle posizioni di vertice. Ha altre prospettive la Sangiovannese, che sconfitta 0-2 perde la ventisettesima partita su trenta (è amaro allo stesso modo il dato che descrive le vittorie: una soltanto, a tavolino contro la Settignanese, che chiude penultima) e si congeda dall'élite dopo un anno appena. Il prossimo dovrà essere dedicato alla ricostruzione: non ci sarà nessun'élite, e per ragioni diverse - in una la struttura della categoria, che non prevede fascia intermedia; nell'altra la coppa disciplina, da tempo sopra quota cento - sia nell'U16 sia nell'U15 toccherà ripartire dai provinciali. Ci sono i regionali invece nell'orizzonte dei 2010, che nell'U17 potranno confrontarsi con avversarie più vicine al loro livello e apprezzare quanto Rosadini - saluta - li abbia fatti crescere in una stagione complicatissima per i risultati: da tempo consapevole di retrocedere, in pochissime circostanze (col Tau all'andata, con Scandicci e Sestese al ritorno) la Sangiovannese è uscita dal terreno di gioco sepolta sotto uno scarto eccessivo. Per il resto si sono susseguite partite ordinate, condite di qualche buono spunto, perlopiù perse ma sempre con dignità: ne è un esempio chiaro l'ultima di campionato, nella quale lo 0-0 attraversa intatto tutto il primo tempo. Anche se governa la manovra e da subito si fa preferire sul piano tecnico, fino alla pausa la Cattolica non riesce a segnare: non ci riesce Mazzantini, che calcia a lato sul traversone di Scopetani; e non ci riesce Caponi, che per un istante manca l'impatto sull'invito di Paolucci. Per lo 0-1 è necessario attendere la ripresa, per tutta la durata della quale peraltro Bargellini affida la porta a Casini, portiere classe 2010; occorre attendere la ripresa e lasciar scorrere otto minuti, alla fine dei quali Mazzantini si ricorda com'è riuscito a prendersi titoli e copertine al primo anno nell'élite: sul traversone rasoterra di Raimondi sceso a sinistra il taglio sul primo palo è più di metà della rete stagionale numero diciotto, quella che in classifica marcatori gli consente di chiudere dietro soltanto a un trio fenomenale (ventuno a testa per Pugliese, Barbanti e Kasa) e a Monterisi, il centravanti dei campioni. Questa rete la Cattolica se la fa bastare a lungo: se la fa bastare anche grazie alla traversa, sulla quale sbatte il tiro che il mancino di Tognaccini sferra da lontano. Se la fa bastare, poi raddoppia: sull'angolo calciato da Paolucci la difesa della Sangiovannese è troppo statica, così statica da consentire a Manzini di saltare da solo e di testa raddoppiare. Dallo 0-2 il punteggio non si schioda: lo sprint di Raimondi, che a sinistra si concede una ripresa sontuosa, serve soltanto a pareggiare il conto delle traverse. Per la Cattolica non può essere motivo di rammarico: non ce ne sono in una stagione iniziata malissimo (nelle prime sette giornate arrivò un punto solo, e fu un punto amarissimo: il Fucecchio pareggiò con una rete del portiere) e finita di slancio. Calciatorepiù: Caponi (Cattolica Virtus).
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Tau Calcio-Venturina 5-3

TAU CALCIO: Barsottelli, Lapi, Spinelli, Mosso, Mannucci, Citti, Bonacchi, Geri, Cecchetti, Blini, Lisisco. A disp.: Bella, Guidi, Mendolia, Rigacci, Silla, Hussey, Goxhaj, Sow, Silla. All.: Marconcini Emanuele
VENTURINA: Galli, Capecchi, De Mattia, Fiorini, Iuppa, Pirrone, Caporali, Del Ghianda, Federighi, Nfaiedh, Mosca. A disp.: Pazzagli, Tassi, Pozzobon, Vita, Tosi, Monaci, Citi Minelli, Grassini. All.: Bardocci Giovanni
ARBITRO: Filippo Farnesi di Viareggio
RETI: 14' Bonacchi, 54' Goxhaj, 57' Mosca, 63' Vita, 69' Hussey, 78' Mosca, 80' Sow, 85' Sow
Dopo sette giorni il rimpianto ha un sapore ancora più acre. A lungo il Tau s'interrogherà sul peso del pareggio del Lapenta, dove ha lasciato due punti che l'hanno escluso dalla corsa al titolo e che hanno consentito a Sestese e Montevarchi di non doversi interrogare sul punteggio che stava maturando ad Altopascio: in un altro contesto non è detto che il 5-3 col Venturina non avrebbe avuto effetti sullo sviluppo della partita del Torrini. Al Tau tocca invece accontentarsi del secondo posto, un secondo posto amaro, che però già vale la candidatura tra le protagoniste della prossima stagione, nella quale è facile ipotizzare che la battaglia con Sestese e Montevarchi (e attenzione allo Scandicci, che ha voglia di tornare grandissimo) si rinnoverà per la terza volta. Della costellazione farà parte anche il Venturina, che le disgrazie dello Sporting Cecina propongono come riferimento della provincia per U16 e U17 e che aveva voglia di chiudere il campionato lasciandoci un segno indimenticabile: mai in discussione, la salvezza è ufficiale da mesi, e dunque Bardocci è libero di proporre un quasi inedito 3-3-4. L'atteggiamento offensivissimo produce subito un'occasione da rete (dall'interno dell'area di rigore Caporali sfiora il primo incrocio), cui il Tau replica con una concretezza invidiabile: nel momento del vantaggio il conto dei tiri in porta recita due soltanto perché al primo tentativo di Bonacchi, che spacca la difesa sul filtrante di Cecchetti e col mancino segna in diagonale sulla ribattuta, Filippo Galli era riuscito a rispondere. È il quarto d'ora, e il Tau conduce 1-0: fino alla pausa il parziale non cambia, perché sottoporta Cecchetti, Lisisco e lo stesso Bonacchi mancano l'occasione del raddoppio, e di testa De Mattia non riesce a convertire nel pari l'angolo d'Iuppa. Diversissima è la ripresa, nella quale gli errori in fase d'attacco si riducono al minimo. Il Tau raddoppia con una punizione di Goxhaj sporcata dalla barriera (forse anche da Lisisco, che era in traiettoria?) e toccata da Filippo Galli quando il pallone era già ben dentro (54'); in meno di dieci minuti il Venturina pareggia con due tiri dai venti metri, di Mosca il primo sullo scarico di Pozzobon (57'), di Vita, che calcia di controbalzo dopo aver calamitato una respinta della difesa, il secondo (63'). Il pari dura poco, perché un'altra prodezza riporta avanti il Tau: l'ottava rete stagionale d'Hussey, che dalla distanza s'inventa una traiettoria a giro direzione secondo palo, vale il 3-2 a undici minuti dalla fine. Nel tratto che accompagna allo scadere la partita sembra spegnersi, poi all'improvviso il Venturina pareggia di nuovo: un errore del Tau in fase d'impostazione consente a Mosca di catturare il pallone al limite dell'area di rigore e di segnare in due tempi dopo aver visto il primo lob infrangersi sulla traversa. Del 3-3 non s'accontenta Sow, che nei cinque minuti di recupero regala al Tau le reti stagionali numero settanta e settantuno: sono splendide entrambe, entrambe segnate col destro, sia il rasoterra che massimizza il filtrante di Goxhaj (80'), sia il tiro carico d'effetto destinato a spegnersi sotto l'incrocio lontano (85'). Si chiude 5-3, e messa da parte l'amarezza per avere abbandonato la corsa in anticipo il Tau se ne serve per calibrarsi da subito sulla prossima stagione: ci sarà da combattere per difendere il titolo regionale U17.
Calciatoripiù: Lapi
e Sow (Tau Altopascio).
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