Affrico-Maliseti Seano 2-1
AFFRICO: Lombardi, Agosti, Galgano, Gianassi, iania, D Onofrio, Nutini, Sciulli, Tinelli, Ala, Migliorini. A disp.: Mugnaini, Bahry, Corsini, Traore, Guerrini, Biba, Donigaglia, . All.: Gori Filippo
MALISETI SEANO: Mura, Barlumi, El Amri, Guastamacchia, Libiu, Marinozzi, Moretti, Micheloni, Ruggiero, Gurra, Petracchi. A disp.: Fiordi, Belli, Mema, Monti, Sarno, Serra, Varrosi, Arcioni. All.: Masi Jacopo
ARBITRO: Filippo Serpentoni di Pistoia
RETI: 10' Tinelli, 30' Migliorini, 80' Sarno
Un digiuno troppo lungo, inaspettato e forse immeritato, s'interrompe con una vittoria importantissima: l'Affrico batte il Maliseti Seano 2-1 e rimane attaccato al treno delle prime tre in classifica. La prima del 2026 è stata una partita ampiamente controllata dai blues contro un avversario modesto, capace però di riaprire i conti all'80' e di creare qualche brivido nel finale. Il predominio dell'Affrico si manifesta fin dai primi minuti, nei quali la sua superiorità tecnica si fa subito chiara: corre appena il 5' quando Migliorini riceve un passaggio in profondità, e dopo aver vinto un duello fisico calcia col mancino dal limite dell'area, a lato fuori. Un minuto più tardi entra in partita Sciulli, che dal vertice sinistro dell'area di rigore sposta il pallone e calcia col destro, senza trovare la porta. Al 10' l'Affrico passa in vantaggio: sul corner battuto da Nutini salta più in alto di tutti Tinelli, che colpisce di testa e con l'aiuto della traversa trova l'1-0. Alla rete subita il Maliseti non riesce a reagire, e al 17' rischia di andare sotto di due reti: dall'out di destra Nutini, che col destro ci sa fare, scodella al centro dell'area, un pallone dolcissimo sul quale si avventa Tinelli, che in spaccata volante mette alto. Il raddoppio arriva alla mezz'ora: Galgano completa l'ennesima discesa sulla fascia sinistra, e con un cross basso arretrato serve perfettamente Migliorini, che di prima apre il piattone e trova il palo più lontano per il 2-0. Allo scadere del primo tempo ecco un altro assaggio dell'enorme potenziale offensivo dell'Affrico: questa volta è Ala a creare due pericoli prima imbucando per Tinelli, che calcia alto, poi cambiando gioco dalla destra per Migliorini, che taglia perfettamente dalla corsia opposta e si fa ipnotizzare da Mura. Il tridente Ala-Tinelli-Migliorini è protagonista di un primo tempo perfetto, nel quale l'Affrico non rischia niente. Nella ripresa il Maliseti scende in campo più convinto delle proprie capacità, e al 50' costruisce la prima occasione. Sul calcio d'angolo battuto da Gurra e prolungato dalla difesa il pallone arriva sul secondo palo, dove Ruggiero colpisce di testa: Niccolò Lombardi blocca sulla linea di porta. L'Affrico replica al 55': Tinelli protegge bene il pallone, Ala lo raccoglie, con una buona percussione entra in area dalla destra e conclude l'azione con un tiro potente ma centrale, che Mura respinge bene. Poco più tardi Sciulli si dimostra essere uno di quei centrocampisti che danno del tu al pallone, perché dopo un paio di sterzate sulla linea laterale usa quello che dovrebbe essere il suo piede debole (ma che debole non è) per effettuare un lancio filtrante di trenta metri, mettendo Migliorini davanti al portiere: Mura riesce ancora a respingere. Si resta sul 2-0, l'Affrico continua ad attaccare: al 79' il mancino raffinato di Biba pennella un cross col contagiri per Migliorini, che manca il pallone di testa; tenta di chiudere l'azione Sciulli, senza successo. Sicuramente le occasioni per chiudere definitivamente la partita l'Affrico le ha avute, e forse è anche questo l'unico suo limite verso. Puntuale a dieci minuti dalla fine il Maliseti accorcia: Arcioni addomestica un secondo pallone sulla trequarti avversaria, e con una sventagliata da manuale trova sulla sinistra Sarno, che controlla bene, con la suola salta Niccolò Lombardi in uscita, e centra la porta sguarnita. La partita si riapre, l'Affrico prova subito a richiuderla: imbeccato da un cross di Gianassi, solo in area Migliorini di testa mette alto da pochi passi. Il Maliseti, che si vede risucchiare in zona retrocessione, tenta un ultimo disordinato attacco, che si conclude con il tiro innocuo di Arcioni. Al triplice fischio l'Affrico può tirare un respiro di sollievo e portarsi a casa tre punti bramati da tempo. Filippo Gori può essere soddisfatto dalla prestazione dei suoi ragazzi, ma per puntare ancora più in alto dovrà lavorare sulla concretezza di un gioco spesso spumeggiante. Per raggiungere la salvezza in un campionato ostico il Maliseti dovrà aggrapparsi a valori come la caparbietà e la tenacia.
Calciatoripiù: tra i migliori in campo c'è
Migliorini, che nonostante le occasioni sprecate segna e contribuisce alla vittoria dei suoi; buona la prova anche di
Tinelli, gol e duelli fisici vinti nei novanta minuti; da premiare inoltre la prova di
D'Onofrio, che gestisce bene un cliente scomodo come
Ruggiero: forse sarà stato indottrinato dal viceallenatore Salvadori, che in quanto a duelli con gli attaccanti sa il fatto suo. Nel Maliseti ottimo l'ingresso di
Arcioni, che sembra uno dei punti fermi della squadra.
Matteo Raimondi
Bibbiena-Forte Dei Marmi 2015 0-2
BIBBIENA: Santini, Chiarini, Biondini, Goretti, Jallow, Zavagli, Moncini, Cappuccini, Bimbocci, Vella, Bandelloni. A disp.: Frosini, Chiti, Vignali, Ferrini, Renzetti, Imarhiagbe, Paolini, Bonelli . All.: Regina Alessandro
FORTE DEI MARMI 2015: Dazzi, Torcigliani, Passalacqua, Fommei, Tonarelli, Rolla, Darzeza, Frandi, Makhlouf, Marcellusi, Curcio. A disp.: Lombardi, Manfredi, Del Bucchia, Pezzini, Cecchini, . All.: Tedeschi Davide
ARBITRO: Niccolo Fabbri di Arezzo
RETI: 25' rig. Darzeza, 37' rig. Makhlouf
Piegato da due rigori, il Bibbiena inizia il 2026 con una dolorosa sconfitta interna: vince 0-2 il Forte dei Marmi, che consolida la quinta posizione e vede la vetta a soli sei punti. La partita però è stata più aperta di quanto la differenza in classifica e il risultato finale lasciano intravedere: nonostante la formazione rimaneggiata a causa dell'influenza e delle convocazioni ormai stabili di molti in prima squadra, il Bibbiena parte forte e per venti minuti spinge, costringendo il Forte dei Marmi, che scricchiola da più parti, a difendersi talvolta anche con affanno. Nonostante le occasioni il punteggio resta però sullo 0-0, anche se al quarto d'ora il Forte dei Marmi trema: Dazzi esce un po' incerto sulla punizione di Vella e perde il pallone davanti alla porta sguarnita, che però Moncini cerca in maniera talmente debole da consentire a Rolla il recupero sulla linea. È un episodio che conta, perché alla prima vera sortita il Forte dei Marmi passa in vantaggio: l'incertissimo Fabbri, contestato anche per la decisione sulla giocata che avvia l'azione (il Bibbiena reclama un fallo su Bimbocci), punisce col rigore un intervento di Biondini, che controlla male un lungo lancio e al momento di calciare colpisce sia Makhlouf sia il pallone. Tra le proteste del Bibbiena, che contesta la dinamica del fallo (Makhlouf, sostiene, non era in controllo del pallone, anche se era riuscito a mettere la gamba davanti all'avversario) si presenta sul dischetto Darzeza, che con freddezza spiazza Santini. Sul piano psicologico è una botta terribile per il Bibbiena, che si deve affidare a due prodezze di Santini per non subire il raddoppio: decisive le parate su Darzeza, da fuori area, e su Marcellusi, da pochi metri. Lo 0-2 è rimandato a un altro episodio controverso, il secondo rigore che Fabbri concede al Forte dei Marmi per una spinta (leggera) di Biondini: Makhlouf, che il fallo l'aveva subito, converte in rete. Anche stavolta il Bibbiena protesta a lungo: gli sembra quasi, nota a fine partita, che Fabbri applichi un regolamento diverso in area e fuori, considerato che altrove contatti di questo tipo non li ha mai fischiati. Sotto 0-2 alla pausa, nel secondo tempo il Bibbiena prova a rientrare in partita con l'inserimento di Bonelli, che prova a dare peso all'attacco; solo all'80' però una sua sponda mette Bimbocci nelle condizioni di battere a rete, ma il suo mancino termina alto sopra la traversa. Per il resto il Forte dei Marmi si difende con ordine e vince una partita delicatissima, che al netto di alcune decisioni arbitrali alquanto discutibili lo vede sfoderare un'ottima prova sul piano tecnico e tattico.
Calciatoripiù: Santini, Zavagli, Jallow, Vella (Bibbiena),
Fommei, Darzeza e
Makhlouf (Forte dei Marmi).
A.G.
Floriagafir Bellariva-Fucecchio 3-0
FLORIAGAFIR BELLARIVA: Raggi, Nahi, Benvegnu, Fanticelli, Mosconi, Lenzi, Ermini Polacci, La Greca, De Simone, Giannone, Gori. A disp.: Prelashi, Soliman, Buiani, Labiad, Benucci, Landolina, . All.: Bertuccio Marco
FUCECCHIO: Gori, Carfagna, Paradiso, Mazzoni, Bartoli F., Berhoxha, Matteoli, Ciardelli, Gjoni, Di Donfrancesco, Ciampi. A disp.: Guidi, Fanara, Squarcini, Pieragnoli, Gatto, Morelli, Nuti, . All.: Roncucci Federico
ARBITRO: Simone Bracali di Pistoia
RETI: 62' Giannone, 65' Labiad, 69' Benucci
Parte col botto il nuovo anno della Floragrafir, che tra le mura amiche del Grazzini batte con netto 3-0 il Fucecchio, e approfitta del pareggio della Sestese e della sconfitta del Frates Perignano per conquistare in solitaria la vetta della classifica. La partita si decide in sette minuti a cavallo della metà della ripresa, dopo che il primo tempo s'era chiuso senza reti. Era stato il Fucecchio a creare le prime occasione della gara: Niccolò Mazzoni calcia in porta una punizione dal limite destro dell'area di rigore trovando l'opposizione di Raggi, che si stende e blocca il pallone (14'). Sette minuti più tardi la Floriagafir rischia di nuovo: Raggi sbaglia un passaggio all'interno della propria area di rigore favorendo il recupero di Di Donfrancesco, sul cui traversone basso Ciampi non arriva per poco. Scampato il pericolo, la Floriagrafir si affaccia in avanti con Giannone, che di testa manda fuori il cross di Benucci (26'). In questo frangente ad andar meglio è però il Fucecchio, che guadagna campo e nel giro di tre minuti si rende pericoloso per due volte: al 32' Carfagna batte una rimessa laterale direttamente sul dischetto del rigore, dal quale Gjoni calcia alto; dopo appena un minuto Ciampi soffia il pallone a Giannone nella trequarti avversaria e dal limite dell'area di rigore calcia centralmente. Nonostante un primo tempo giocato sottotono la Flografir confeziona l'occasione più grande per portarsi in vantaggio: Ermini Polacci dialoga con Fanticelli e serve Gianonne, che dal limite destro dell'area di rigore lascia partire un tiro a giro diretto sulla traversa; sulla ribattuta si avventa De Simone, che trova l'opposizione di Gabriele Gori abile a recuperare la posizione (43'). È l'ultima emozione del primo tempo, cui segue una ripresa nella quale la Floriagafir si presenta con un piglio diverso. Per la prima grande occasione è sufficiente attendere tre minuti: Bartoli buca l'intervento sul traversone basso di Giannone e permette a Lorenzo Gori di calciare dall'interno dell'area piccola, da dove il pallone finisce a lato. Nonostante l'errore abbastanza evidente la Floriagrafir prende coraggio e continua a spingere: al 59' Giannone imbuca per Benucci, il cui tiro incrociato Gabriele Gori respinge in tuffo. L'appuntamento col vantaggio è solamente rimandato di qualche minuto: Mosconi si incarica della battuta di un calcio d'angolo e crossa sul dischetto del rigore trovando Giannone, che colpisce di testa e complice una deviazione spedisce il pallone in porta. Passano appena tre minuti e la Floriagafir trova anche il raddoppio: lanciato sulla fascia destra, Ermini Polacci salta il diretto marcatore e mette in mezzo per Labiad (aveva rilevato De Simone), che da centravanti vero anticipa la marcatura e col piattone si coordina bene per il 2-0. La Floriagafir ormai vola e al 69' cala il tris con Benucci, che dopo aver ricevuto un cross basso servitogli a rimorchio da Ermini Polacci dal limite destro dell'area di rigore lascia partire un delizioso pallonetto che termina la propria corsa alle spalle di Gabriele Gori incolpevole. Scosso dal punteggio, il Fucecchio cerca una reazione d'orgoglio e ci prova al 75' quando Matteoli calcia dai venticinque metri mandando il pallone fuori di molto. Nonostante il risultato oramai acquisito la Floriagafir continuare a creare occasioni: al 77' Benucci lancia in profondità Ermini Polacci, anticipato dall'uscita di Gabriele Gori; sette minuti più tardi di nuovo Benucci conclude centralmente da fuori area. Prima del gong finale il Fucecchio costruisce l'ultima occasione: Gatto crossa per Bartoli, che colpisce di testa e manda a lato. Così, grazie a una ripresa eccellente, la Floriagrafir conquista la prima posizione e manda un messaggio importante per la lotta al titolo: Sestese e Fratres Perignano, l'avversario della prossima giornata, sono avvertiti.
Calciatoripiù: nella Floriagafir il migliore in campo è
Ermini Polacci, che confeziona due assist e si rende protagonista di una grande prova; buone anche le prestazioni di
Giannone, che sblocca il punteggio e si rende pericoloso in più occasioni, e di
Benucci che entra a freddo al posto di
La Greca e si rende protagonista di una buona gara nella quale realizza anche una rete di pregevole fattura. Nel Fucecchio spicca la prova di
Niccolò Mazzoni, che detta i tempi della manovra ed è abile a farsi trovare sempre libero così da garantire la linea di passaggio ai compagni.
TdG
Pontassieve-Lampo Meridien 3-0
PONTASSIEVE: Biagioli, Francalanci, Casci, Misuraca, Rosetti, Giudice, Paolieri, Brogi, Piccioli, Macheda, Rossi. A disp.: , Baggiani, Braccini, Mati, Urbinati, Taiti, Ciabatti, Hamzai, Unitulli. All.: Marchionni Marco
LAMPO MERIDIEN: Mariotti, Fiori, Baldini, Vannini, Faratro, Lucarelli, Gocaj, Mazzoni, Dulivo, Califano, Bellesi. A disp.: Pinzani, Bettaccini, Botti, Cortesi, Damiani, Musumeci, Nikaj, Noka, Pellegrini. All.: Giorgetti Mirko
ARBITRO: Tommaso Guerrieri di Arezzo
RETI: 12' Piccioli, 51' Rossi, 91' Taiti
È più d'un mese che Alessandro Rossi ripete che il Pontassieve si salverà, e per più d'un mese tanti hanno pensato che lo dicesse per dovere, perché quale allenatore accetta d'entrare in corsa alla guida d'una squadra che considera già condannata? Ora però le sensazioni di tanti si stanno sgretolando: il Pontassieve, che di crederci - e di combattere - non ha mai smesso, torna a vincere dopo quasi due mesi, e vincendo riduce da nove a sette i punti di distanza dalla zona salvezza. Nonostante una sconfitta dolorosa per lo scarto (3-0) e la sorpresa, in questa zona resta piazzata ben salda la Lampo Meridien, che cade dopo quattro 1-1 di fila e che però se vuole chiudere la pratica quanto prima ed evitare i brividi della stagione scorsa deve ricordarsi da dove passa la via per il successo. Una prima indicazione gliela fornisce il Pontassieve, che segue il cartello che indica di partire forte e di passare alla prima occasione: non ce ne sono altre ad anticipare quella costruita da Macheda, che spacca mediana e retroguardia avversarie avanzando rapido per una cinquantina di metri, e finalizzata dal taglio di Piccioli perfetto nell'anticipo sul traversone rasoterra. La reazione della Lampo si limita a un colpo di testa di Gocaj a lato della porta spalancata, si limita a questo perché Guerrieri sanziona con l'espulsione la sbracciata con cui in mediana Luca Mazzoni si libera d'una marcatura stretta; la superiorità numerica consente al Pontassieve di portare il vantaggio intatto alla pausa e di raddoppiarlo alla prima occasione della ripresa, l'innesco di nuovo una giocata di Macheda, che stavolta chiama lo schema dalla bandiera del (contestato) calcio d'angolo: di controbalzo Matteo Rossi imprime al pallone forza e direzione che lo rendono imprendibile per Mariotti. È il 2-0, che il Pontassieve non vede a rischio in nessun frammento d'una ripresa lunghissima, neppure quando - alla fine del tempo regolamentare mancano sei minuti - Bellesi s'invola verso la sua porta: trattenendolo Francalanci decide che per mantenere il vantaggio doppio l'espulsione non è un cattivo prezzo, tanto più se l'effetto è solo il ripristino della parità numerica. Con un uomo in meno il Pontassieve resterà solo nel recupero, quando Guerrieri decide di sanzionare Rosetti, già ammonito, per un'esultanza che ritiene provocatoria: l'aveva scatenata la rete del 3-0, Taiti l'autore con un lob su Mariotti servito troppo corto da un possesso mal gestito dalla difesa della Lampo. Per rammaricarsi per le squalifiche che nella partita con la Lastrigiana lo costringeranno a ristrutturare la difesa Alessandro Rossi ha tutta la settimana: per adesso si lascia scappare mezzo sorriso quando s'accorge che tanti non lo considerano più uno che solo per obbligo continua a ripetere che il Pontassieve si salverà.
esseti
San Giuliano-Fratres Perignano 2-1
SAN GIULIANO: Raugi, Nicoletti, Buselli, Di Martino, La Monica, Matteini, Lila, Lovo, Hoxha C., Antoni, Tarantini. A disp.: Bini, Likmeta, Accorsini, Cortopassi, . All.: Nuti Fabrizio
FRATRES PERIGNANO: Calloni, Celi, Chiarini (3), Pirrone, D Angelo, Silvestri M., Zampardi, Malacarne, Piccirilli, Pucci, Riccomi. A disp.: Mazzetti, Lepri, Ben Toraa, Oliva, Nieddu, Karaj, Colangelo, Silvestri Y., Gentile. All.: Lucarelli Massimo
ARBITRO: Francesco Menchini di Viareggio
RETI: 18' Riccomi, 60' Tarantini, 83' Tarantini
Antifrasi: certo che questa chance il Fratres Perignano se l'è giocata proprio bene. Eufemismo: certo che questa chance il Fratres Perignano se l'è giocata malino. Le figure retoriche (sono due, distinte) possono abbellire i discorsi, mai abbellire la realtà: è enorme, gigantesca, la chance sprecata dal Fratres Perignano, che nel pomeriggio in cui la Sestese frena non riesce a sfruttare né il vantaggio all'intervallo né le condizioni del San Giuliano, che grazie a un carattere stratosferico vince 2-1 in rimonta nonostante una formazione rimaneggiatissima (mancano Tommaso Esposito, Cecchini, Di Ciolo Nardinelli, Mazzoncini e Ruberti, e dalla prima squadra non scende nessuno; in panchina vanno in quattro, compreso il 2010 Likmeta, ma l'unico cambio effettivo è Accorsini, che si sa già che al 55' dovrà sostituire Antoni, peraltro impiegato sulla trequarti: in regia c'è Di Martino) e costituita quasi in esclusiva di 2008, ben sette tra i titolari, accompagnati da quattro 2007. Fa effetto la differenza con la maturità anagrafica del Fratres Perignano, che schiera tre 2006 (il quarto, Daniele Gentile, parte in panchina) e almeno per tutta la durata del primo quarto lascia intendere che dalla propria qualità intende trarre il massimo: lo dimostra l'azione che, avviata dal triangolo tra Pucci e il neoacquisto Piccirilli, consente a Riccomi di scappare a sinistra e col destro spedire il pallone sotto l'incrocio più lontano. È lo 0-1, ottenuto con così tanta facilità che il Perignano s'illude sia destinata a durare: date le difficoltà del San Giuliano fino alla pausa, si fatica a ipotizzare una spiegazione diversa per il calo dell'intensità dopo il vantaggio, cui segue una sola occasione, il colpo di testa di Piccirilli rimasto senza esito. Le conseguenze di quest'approccio all'improvviso troppo morbido si vedono nitide al quarto d'ora della ripresa, quando al primo vero affondo il San Giuliano pareggia: segna Tarantini, che sottoporta (sospetta la posizione di partenza, buona per Menchini) cattura il servizio di Di Martino dalla corsia sinistra e col destro fa 1-1. Il Perignano sbanda, e nei ventitré minuti che seguono non solo non riesce a costruire occasioni per tornare in vantaggio, ma addirittura ne offre due agli avversari: la prima la neutralizza Stefano Calloni, perfetto nell'uscita su Hoxha; la seconda la sfrutta Tarantini, che calamita un angolo di Lovo respinto all'esterno dell'area di rigore e di controbalzo completa una rimonta commovente. Alla fine mancano sette minuti, cui s'aggiunge un recupero cospicuo: in questo tempo il Fratres Perignano, che reclama anche un rigore per un possibile fallo di mano su un tiro di Piccirilli, costruisce più occasioni che nel resto di tutta la partita. Restano tutte senza esito: calciano centrali sia Oliva, sia Riccomi, sia un paio di volte Yari Silvestri, e senza fare neppure troppa fatica Raugi sigilla un successo che un pochino, eufemismo, vale anche al di fuori di San Giuliano.
Calciatoripiù: Di Martino, La Monica, Nicoletti, Lila e
Tarantini (San Giuliano).
esseti
Sestese-Sporting Cecina 1-1
SESTESE: Fantini, Napolitano, Scarpelli, Athuman, Gaffarelli, Papucci, Patrignani, Nesti, Verzicco, Pomponio, Ferro. A disp.: Tabani, Gusciglio, Nuti, Vettori, Durgoni, Pancella, Riboli, Ceccherini . All.: Rossi Alessandro
SPORTING CECINA: Bendinelli, Ricciardi, Zazzeri, Cerri, Sola, Lega, Castelli, Manetti, Londi, Di Tanto, Dragone. A disp.: Cionini, Battini, Dardar E., Dardar Y., Castellano, Magozzi, . All.: Magri Alessandro
ARBITRO: Gabriel La Rosa di Pistoia
RETI: 47' Dragone, 60' Verzicco
È riconoscibilissimo il rumore che fa la corona quando rotola a terra, rumore di metallo e di qualcuno che esulta in lontananza. Il metallo tintinna al Torrini, dove la Sestese deve accontentarsi del terzo pareggio stagionale: una dozzina di chilometri più a sud, e a chi si sforza nella direzione giusta sembra quasi di sentire l'eco, esulta la Floriagafir, che dopo la prima giornata del girone di ritorno, e dunque a quattordici dalla fine (sarà un conto alla rovescia estenuante per chi sta davanti, istantaneo per chi insegue), si ritrova al comando della Toscana. Insieme al 3-0 inflitto al Fucecchio, lì ce la proietta la mezza impresa dello Sporting Cecina, che ferma l'ex capolista sull'1-1 dopo aver cullato per tredici minuti il sogno d'una vittoria stellare: l'avrebbe legittimata un primo tempo perfetto, nel quale - e non è un dettaglio - era mancata soltanto la rete. Eppure d'occasioni ce n'erano state già dal 10', Cerri il primo a insidiare Fantini (efficace la respinta con i pugni) con una punizione tirata o forse crossata forte verso lo specchio. Per lo Sporting Cecina è solo un modo per scaldarsi: cinque minuti più tardi un'altra ripresa del gioco, stavolta una rimessa laterale che Zazzeri batte profonda, avvia un'altra azione pericolosa, spenta anche se con qualche sussulto (pallone a lato d'una spanna) dalla deviazione di Papucci sul tiro-cross di Dragone scappato a sinistra. Nei cinque minuti che seguono lo Sporting Cecina ci riprova altre due volte su un unico asse, quello che vede Londi a costruire e Di Tanto a finalizzare: finiscono alti d'un pollice entrambi i tentativi, il destro dall'interno dell'area di rigore dopo un doppio passo (17') e il mancino dopo un movimento ad accentrarsi verso l'imbocco (20'). A tanti brividi la Sestese, che si schiera con una formazione ineditissima, reagisce migliorando la copertura difensiva senza però riuscire a costruire occasioni da rete: l'esito è ovvio, venti minuti di stallo; prova di nuovo a romperlo lo Sporting Cecina con una discesa di Ricciardi, che sprinta a destra e una volta violata l'area di rigore calcia forte sul primo palo, ben protetto da Fantini. Lo 0-1 è rinviato alla prima azione della ripresa, nata dallo scambio tra Di Tanto e Castelli: il suo filtrante premia l'inserimento di Dragone, che controlla in corsa e calciando rasoterra con l'interno destro piazza, gelido, il pallone dalla parte giusta del secondo palo. Segue quasi immediata l'occasione per la doppietta: stavolta la parte è quella sbagliata, il tiro a giro da diciassette metri finisce nel cassetto delle cose belle e irrilevanti. Neppure a questo pericolo la Sestese reagisce, e cento secondi più tardi rischia di nuovo di subire il raddoppio: lo manca Castelli, il cui destro a colpo sicuro sulla rimessa laterale di Zazzeri prolungata dalla difesa avversaria sfila a lato. Dell'intervento di Fantini c'è bisogno per neutralizzare l'occasione successiva, l'ultima - ma ancora nessuno lo sa - di quelle confezionate dallo Sporting Cecina: in pedana s'era portato Londi, favorito dalla pressione alta di Di Tanto. È la cesura della partita, che da qui in poi va incontro a una rivoluzione; la scatena Patrignani, che d'un tratto ritrova l'ispirazione e con quattro dribbling a sinistra crea la superiorità numerica in fase offensiva: è l'avvio dell'azione che, proseguita con un filtrante in zona secondo palo, si chiude con la rete di Verzicco. È scattata da un istante l'ora di gioco, e segnato l'1-1 la Sestese si ricompone tanto bene da costruire quasi subito l'occasione per completare la rimonta: gliela impedisce Lega, decisivo nella chiusura con cui protegge la porta sbilanciando Pomponio, che aveva saltato Bendinelli in uscita, senza violare le regole. Anche se alla fine manca una ventina di minuti, è l'ultima occasione: del pari entrambe le duellanti sembrano accontentarsi, anche se per la Sestese è un pari amarissimo, niente più trono, niente più corona.
Calciatoripiù: Gaffarelli, Verzicco, Napolitano (Sestese),
Lega, Londi e
Dragone (Sporting Cecina).
esseti
Pieta 2004-Lastrigiana 2-0
PIETA 2004: Mammoli, Pareti, Marseo, Rayyad, Lenzi E., Biancalani, Vannuzzi, Rrapaj, Frati, Giuliani, Marzullo. A disp.: Bragetta, Gori A., El Hariri, Tartoni, Osasumwen, Giraldi, Salvadori, . All.: Zambello Marco
LASTRIGIANA: Glielmi, Gomma, Maxharri, Finelli, Manescalchi, Fenza, Grevi, Giotti, Canale, Bindi, Burroni. A disp.: Lascialfari, Aldighieri, Gracci, Semeraro, Fe, Sollazzi, . All.: Fabrizzi Leonardo
ARBITRO: Giulio Assirelli di Empoli
RETI: 67' Lenzi E., 80' Autorete
Il traguardo è vicinissimo, le energie ancora abbondanti. Vincendo (2-0) la settima partita su sedici, dato ottimo per una neopromossa, la Pietà vede nitida la possibilità di salvarsi con tanto anticipo: se la media dell'anno scorso, quando fu sufficiente un punto a partita, sarà confermata, le saranno sufficienti due successi, o un successo e tre pareggi, per ottenere la ragionevole certezza di disputare l'élite anche da settembre in poi. Su questi calcoli non può concentrarsi la Lastrigiana, che perde per la seconda volta di fila e si vede di nuovo risucchiare in prossimità della zona in cui nessuno vuole stare e nella quale l'ha attirata un autunno tragico; stavolta la sconfitta ha genitori certi, la troppa timidezza in fase offensiva e soprattutto gli episodi: la partita gira sull'espulsione di Grevi alla fine del primo tempo, e si decide con due reti stile flipper. Per segnarle la Pietà ha avuto pazienza, e non s'è fatta prendere dal timore dinanzi ai primi attacchi della Lastrigiana, che Zambello aveva studiato alla perfezione: saturare l'area di rigore è una strategia efficace per neutralizzare i lanci di Giotti, baricentro della manovra, e le discese di Grevi e di Fenza, che sulle corsie laterali trovano spazio per affondare e però poi si trovano costretti a crossare, quando ci riescono, in una zona presidiata dagli avversari. Dunque nonostante la pressione crescente la Lastrigiana non riesce a sfondare, e rischia tantissimo alla prima vera occasione che concede: la salva Glielmi (sulla ribattuta Giuliani arriva scoordinato e manca lo specchio) opponendosi a Frati, che dall'interno dell'area di porta aveva calciato a colpo sicuro; il pallone glielo aveva servito Pareti, che sul triangolo con Vannuzzi era riuscito a scattare fino al fondo e che in mediana aveva vinto il possesso con un intervento sospetto. Grevi, che il contrasto l'aveva perso, protesta così a lungo con Assirelli da vedersi esibire il cartellino giallo per due volte in qualche secondo. È il 38', e la partita cambia, perché ora la Lastrigiana, che sugli esterni aveva costruito il proprio predominio, è costretta a ripensare l'architrave tattico e soprattutto a giocare in dieci; della superiorità numerica la Pietà approfitta a metà ripresa, quando la torre d'Osasumwen tiene vivo il calcio d'angolo di Giuliani: con un paio di rimpalli Edoardo Lenzi riesce a prolungare il pallone in porta. L'1-0 piega la Lastrigiana, che una decina di minuti più tardi si condanna da sola: sul traversone di Tartoni, che poco prima s'era fatto murare dalla difesa sull'invito di Pareti e a cui stavolta tocca crossare da sinistra, Glielmi azzarda la presa e perde il pallone, che rimbalza sulla testa di Maxharri e finisce in porta. Sotto di due reti, con un uomo in meno e ferita dalla sorte, la Lastrigiana s'arrende; la Pietà prova ad approfittarne ancora, stavolta con un tentativo di Giuliani neutralizzato da Glielmi. Sarebbe stata la terza rete, della quale non c'è bisogno: all'andata espugnando La Guardiana la Pietà si presentò all'élite, dopo un girone le annuncia che è pronta a restarci.
Calciatoripiù: Rrapaj (Pietà) parte mezzala e fa bene; nella ripresa, spostato da Zambello in pressione su Giotti nel tentativo di rompere la manovra della Lastrigiana, fa benissimo, così benissimo da cambiare la partita.
esseti
Mobilieri Ponsacco-Casentino Academy 1-4
MOBILIERI PONSACCO: Becherini, Nesti, Gurabardhi, Cavallini, Ribechini, Panicucci, Meioli, Silvi, Bianchi, Panettella, Leotta. A disp.: Matassi, Tuntoni, Esosa, Marchetti, Landi S., Viviani, Viviani, Calloni . All.: Vuono Stefano
CASENTINO ACADEMY: Pollio F., Fetai, Cantore, Checcacci M., Renzetti B., Dini, Chianucci, Renzetti C., Di Donato, Boschi, Camara. A disp.: Borghini, Manni, Pollio L., Hamdaweihi, Bruni, Dei, . All.: Forciniti Alessandro
ARBITRO: Francesco Giovanni Sprovieri di Livorno
RETI: 12' Di Donato, 51' Meioli, 56' Renzetti C., 75' Chianucci, 87' Camara
S'era quasi dimenticato come si fa. Da più di tre mesi il Casentino Academy non vinceva in campionato: ci riesce in una delle partite più delicate, lo scontro diretto tra neopromosse alla fine del quale abbandona il Ponsacco, sconfitto 1-4, in zona retrocessione, non più la sua dimora visto che al terzultimo posto ora c'è il Maliseti. Comincia a vedersi la mano di Forciniti, che dopo aver preso la squadra in corsa ha potuto sfruttare la (breve, brevissima) sosta per lavorare con calma e che - è la prima volta in quest'avventura - esulta dopo una dozzina di minuti, quando Di Donato raccoglie il rigore che Becherini gli aveva parato (Sprovieri lo aveva concesso per un fallo di Ribechini su Chianucci) e sulla ribattuta segna lo 0-1. Allo svantaggio il Ponsacco reagisce alzando la qualità della manovra, nella quale però manca uno stoccatore; le occasioni, peraltro nitide, restano confinate ai calci da fermo: due punizioni tirano verso lo specchio prima Cavallini e poi Meioli, e con due parate fenomenali due punizioni neutralizza Francesco Pollio, che nel primo caso s'aiuta con la traversa. Per il Casentino il soccorso si rivela utile - stavolta da solo, senza portiere - anche nell'occasione che avvia la ripresa: rimbalza indietro anche il tentativo di Gurabardhi, liberatosi al tiro in una mischia scaturita da un calcio d'angolo. Uno, due, tre, con due legni: al quarto tentativo il Ponsacco pareggia, pareggia grazie a Meioli, che dal limite dell'area di rigore indovina il diagonale vincente. L'1-1 è un'illusione che dura cinque minuti appena: sulla verticalizzazione di Di Donato, che cattura una rimessa laterale gestita malissimo dalla mediana avversaria, Christian Renzetti scappa verso la porta, e la centra col destro. Torna a farsi quasi insormontabile l'ostacolo davanti al Ponsacco, che però con carattere e forse un po' di disperazione torna ad attaccare: non gli vuol bene Sprovieri, che rilevando una carica su Francesco Pollio (c'era? mistero, a rispondere si fatica in Serie A con mille persone tra campo e sala Var) annulla a Bianchi la rete del possibile pareggio. Dunque la pressione offensiva deve rimanere alta, per forza ampi gli spazi nei quali il Casentino può affondare: a un quarto d'ora dalla fine li sfrutta Chianucci, che sprinta in campo aperto, con due dribbling si crea lo spazio per calciare e col destro incrocia il pallone accanto al palo lontano. Ora di reti da rimontare il Ponsacco ne ha due, altrettante le occasioni concesse ancora agli avversari: d'entrambe protagonista è Camara, che fallisce la prima (reattivo Becherini sul destro, 82') e concretizza la seconda calciando con l'interno mancino accanto al palo (87'). È la rete dell'1-4, scarto pesantissimo per il Ponsacco, che a distanza di giorni ha ancora in testa le parate di Francesco Pollio e le traverse colpite; ce le ha in testa anche il Casentino Academy, che dopo un autunno complicatissimo pensa che un po' di fortuna se l'è meritata.
Calciatoripiù: Chianucci e
Camara consolidano un successo che senza le parate di
Francesco Pollio il Casentino Academy non avrebbe potuto ottenere.
esseti