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Juniores Regionali GIR.Elite - Giornata n. 9

Lastrigiana-Sestese 0-0

LASTRIGIANA: Glielmi, Gomma, Maxharri, Fenza, Manescalchi, Fe, Grevi, Aldighieri, Finelli, Sollazzi, Moccia. A disp.: Lascialfari, Semeraro, Diop, Palmini, Cappiardi, Straccali, Desideri, Brusciano, Taoufik. All.: Fabrizzi Leonardo
SESTESE: Fantini, Pecori, Papucci, Athuman, Gaffarelli, Napolitano, Menchetti, Nesti, Verzicco, Zei, Bravi. A disp.: Tabani, Biscardi, Cesarano, Ferro, Gusciglio, Patrignani, Pomponio, Scarpelli, Fiorentino. All.: Rossi Alessandro
ARBITRO: Francesco Marroni di Pisa
È una Lastrigiana diversissima da quella impaurita che al Torrini uscì sconfitta 7-0 senza quasi tirare in porta. Un girone dopo, e con una salvezza ancora da costruire, la Guardiana torna il solito fortino: non riesce a espugnarlo la Sestese, cui lo 0-0 consente di recuperare soltanto un punto alla Floriagafir sconfitta nel derby con l'Affrico. La partita s'accende subito, subito a rischio la Lastrigiana sull'incursione di Menchetti, che si ritrova da solo in area di rigore e con un mancino angolato impegna Glielmi chiamandolo a una parata complicatissima (8'). Segue un quarto d'ora di stallo chiuso da una nuova occasione per la Sestese, identico il protagonista: dopo un rimpallo Menchetti si ritrova solo al centro dell'area di rigore, ma non riesce a coordinarsi come vorrebbe e calcia alto sopra la traversa. La Lastrigiana prova a ripartire, ma con scarsi risultati: a fare la partita è la Sestese, che al 35' si porta di nuovo vicina al vantaggio. Stavolta l'occasione nasce da una rimessa laterale, sugli sviluppi della quale il pallone arriva sulla testa di Verzicco: è splendida la parata con cui Glielmi toglie di porta la deviazione angolatissima. Detto grazie al proprio portiere, nel finale di primo tempo la Lastrigiana prova a farsi vedere nella metà campo avversaria: avanza Moccia, che superata la trequarti calcia sul fondo. È l'ultima emozione del primo tempo, al quale segue una ripresa molto più frammentata: poche le azioni, molti i falli, molte le interruzioni. Le squadre si allungano, la Sestese cerca una vittoria che considerate le notizie che arrivano da Campo di Marte sarebbe fondamentale per la classifica. L'occasione per piegare la Lastrigiana si materializza al 90', quando Patrignani conduce l'azione fino all'area di rigore e inviata a calciare Athuman, che con il destro non trova la porta di pochissimo. È il sigillo sullo 0-0: della sconfitta della Floriagafir, che torna a perdere dopo più di quattro mesi, la Sestese approfitta pochino.
Calciatoripiù
: con una grandissima partita nei primi minuti Glielmi, invalicabile, fa capire che segnargli sarà difficile. Così è: i suoi grandi interventi danno sicurezza alla squadra. Davanti a lui gioca Finelli, che guida perfettamente la linea difensiva e con ottime giocate individuali annulla gli attaccanti avversari. Tra i migliori della Lastrigiana merita la citazione anche Moccia, il più propositivo, alla ricerca costante della scossa. Sull'altro fronte la brama anche Menchetti, che propone ottimi spunti: le occasioni pericolose della Sestese passano sempre dai suoi piedi. Gli manca solo la rete, negatagli più volte dal portiere avversario.
Mattia Fiesoli
Pieta 2004-Bibbiena 1-2

PIETA 2004: Bragetta, Pareti, Palaj, Cocci, Marseo, Biancalani, Vannuzzi, Tartoni, Frati, Pitronaci, Giraldi. A disp.: Mammoli, Gori A., Rrapaj, Giuliani, Osasumwen, Marzullo, Rayyad, Ciaschi, Salvadori. All.: Zambello Marco
BIBBIENA: Santini, Chiarini, Vignali, Luca, Jallow, Zavagli, Moncini, Goretti, Giorgioni, Vella, Bonelli. A disp.: Frosini, Chiti, Renzetti, Sagno, Imarhiagbe, Kheniene, Bosu, Senesi. All.: Regina Alessandro
ARBITRO: Pietro Grassi di Livorno
RETI: 64' Giorgioni, 72' Giorgioni, 80' Osasumwen
Macché indietro, ormai è giusto guardare avanti: la zona retrocessione è lontana, lontanissima, un pericolo soltanto per chi per la matematica prova un amore ottuso; lontano non è invece il quinto posto, ragione per cui ora il Bibbiena comincia a sognare. Pensare d'agganciarlo è un'ipotesi ai limiti dell'azzardo, considerati numero e blasone delle avversarie coinvolte; eppure non crederci sarebbe sbagliato: per accontentarsi c'è sempre tempo. È giusto invece coltivare ambizioni grandi a quattro quinti d'una stagione nella quale come mai prima la salvezza ha assunto consistenza con tantissimo anticipo; è giusto, perché quest'anno i risultati positivi non si registrano solo allo Zavagli, che dei trentatré totali ha portato diciannove punti. Gli altri quattordici arrivano in trasferta, dove a due pareggi (contro Lampo e Casentino, entrambi per 1-1) s'aggiungono quattro vittorie: dopo Maliseti, Pontassieve e Fucecchio cadere tocca alla Pietà, sconfitta (1-2) dalla doppietta di Giorgioni. Peraltro il suo pomeriggio era iniziato sotto presagi scuri, scurissimi: troppo ampia l'esecuzione del rigore concesso da Grassi per un fallo (più presunto che altro) di Biancalani sugli sviluppi d'un calcio d'angolo, così ampia da non trovare lo specchio. L'episodio galvanizza la Pietà, che del consolidato 3-5-2 prova a sfruttare le catene laterali: funzionano bene sia Pareti e Pitronaci a destra sia Giraldi (alto un suo tiro da venticinque metri) e Vannuzzi a sinistra, anche se ai loro inviti Frati non risponde mai. Così chiudere il primo tempo all'attacco tocca al Bibbiena, che in pedana porta di nuovo Giorgioni: gli s'oppone Bragetta. Il secondo round, ormai intaccata la ripresa, finisce all'opposto: stavolta non c'è verso di neutralizzare il colpo di testa favorito dal traversone di Luca, che dopo aver battuto un fallo laterale sulla trequarti offensiva aveva ricevuto da Bonelli il pallone di ritorno. Su una ripresa del gioco la Pietà finisce in svantaggio, e su una ripresa del gioco subisce il raddoppio: stavolta l'innesco è un angolo che Vella calcia sul primo palo, dove Giorgioni anticipa la difesa per la rete della doppietta in meno di dieci minuti. Sullo 0-2 sembra farsi irrimediabile la sconfitta della Pietà, che peraltro rimane in dieci per l'espulsione di Palaj (doppia ammonizione); alla fine irrimediabile lo sarà, eppure la sensazione subito s'infragilisce: finalizzando una delle azioni che l'hanno reso noto in tutta la Toscana (uno contro uno col marcatore, dribbling, affondo verso l'area di rigore, rete) Osasumwen dimezza lo scarto quando alla fine mancano dieci minuti per regola e cinque di recupero. Nel quarto d'ora che così si configura il Bibbiena rischia due volte su due situazioni identiche, due calci d'angolo di Tartoni per Osasumwen: il primo tentativo la difesa lo mura in prossimità della linea; il secondo lo neutralizza Niccolò Santini, che toglie di porta il pallone schiacciato a terra con la testa. Non c'è tempo neppure per battere un altro calcio d'angolo: Grassi fischia, dopo tre mesi il Bibbiena torna a vincere in trasferta.
Calciatoripiù: Tartoni
(Pietà), Niccolò Santini, Moncini e Giorgioni (Bibbiena).
esseti
Floriagafir Bellariva-Affrico 1-3

FLORIAGAFIR BELLARIVA: Raggi, Nahi, Benvegnu, Fanticelli, Mosconi, Lenzi, Ermini Polacci, La Greca, Labiad, Giannone, Landolina. A disp.: Prelashi, Soliman, Buiani, Galietta, Soldini, Gori, De Simone, Pellecchia, Gashi. All.: Bertuccio Marco
AFFRICO: Mugnaini, iania, Bahry, Gianassi, Shehade, D Onofrio, Termini, Sciulli, Morelli, Ala, Galgano. A disp.: Lombardi, Traore, Giannoni, Tinelli, Guerrini, Donigaglia, Nunziati, . All.: Gori Filippo
ARBITRO: Filippo Serpentoni di Pistoia
RETI: 43' Morelli, 47' Sciulli, 54' Giannone, 77' Tinelli
Anche le armate più invincibili, prima o poi, sono destinate ad arrendersi. E quando la cavalcata è così prorompente, la resa è ancora più dolorosa. Coloro che, a suon di punti conquistati, si erano erti a invincibili devono piegarsi ad un avversario di livello, capace di dimostrare che un antidoto contro la Floriagafir esiste: sulla fialetta che lo contiene c'è scritto, a caratteri cubitali, Affrico, solo e soltanto Affrico. Non serve Hercule Poirot per scoprire il colpevole, o meglio dire l'artefice, di questa impresa: Filippo Gori. Gori ha preparato una partita tatticamente perfetta, con l'obiettivo di soffocare i principi di gioco di Bertuccio: il risultato finale premia lui e i suoi ragazzi, netta (1-3) e meritata la vittoria contro la capolista, che comunque mantiene tre punti di vantaggio sulla Sestese. Fin dai primi minuti la chiave tattica della gara è molto chiara. L'Affrico pressa altissimo per ostacolare le uscite dal basso della Floriagafir. In fase difensiva l'attenzione dell'Affrico è altissima, soprattutto sugli esterni, dove i primi della classe fanno la differenza. L'assenza di Serrini, capocannoniere, incide molto: lo sostituisce La Greca, tuttofare ma a poco agio lungo la linea laterale. Proprio sul pressing alto dell'Affrico arriva la prima occasione della partita: Morelli recupera il pallone al limite dell'area avversaria e calcia in diagonale dalla destra, Raggi respinge. Nei primi minuti la partita si gioca soprattutto sulla fascia sinistra dell'Affrico, dove Fanticelli deve gestire le due frecce blues Bahry e Galgano, oltre a Sciulli, che spesso si trova a gravitare in quella zona. Al 9' è proprio Galgano a scendere sulla fascia ed effettuare un cross basso, che Morelli attacca sul primo palo e in anticipo devia verso la porta: Raggi respinge nuovamente. Subito dopo s'accende Labiad, che raccoglie un pallone vagante nell'area avversaria e da posizione leggermente defilata sulla sinistra cerca il palo più lontano: miracoloso, in tuffo Mugnaini smanaccia in calcio d'angolo. Fino al 20' i protagonisti assoluti sono i due portieri: all'ennesimo tentativo, questa volta di Iania, verso la porta Raggi risponde col piede, facendosi trovare pronto per la terza volta in pochi minuti. L'Affrico continua a spingere e la Floriagafir non riesce a emergere: sia Diego Lenzi che Lorenzo Gori non riescono a ricevere troppi palloni da poter giocare ai terminali offensivi, e anche le due saette Fanticelli e Mosconi sono ben neutralizzate e soprattutto messe a dura prova da Galgano e Termini, scatenati sull'esterno. Neanche lo scambio di posizione tra Lorenzo Gori e Fanticelli, mossa con cui la Floriagafir tenta di guadagnare qualche metro e giocare palloni puliti, si rivela efficace. Al 27', sull'ennesimo cross di Galgano, solo l'intervento di Benvegnu impedisce a Morelli di segnare a porta semivuota. L'Affrico insiste con un ottimo cross di Bahry, sul quale si lancia in tuffo Termini, che di testa colpisce da pochi passi: in qualche decimo di secondo Raggi sfodera un riflesso favoloso e alza il pallone sopra la porta. Il successivo calcio d'angolo, ben battuto da Ala, trova la deviazione di Sciulli: il pallone colpisce l'incrocio dei pali. L'assedio dell'Affrico porta i suoi frutti al minuto quarantatré: Termini riceve il pallone in area e lo lavora bene servendolo a rimorchio per Ala, che senza troppi indugi calcia di prima e trova la respinta col braccio di un difendente avversario. Serpentoni non ha dubbi e concede all'Affrico il calcio di rigore: dagli undici metri si presenta Morelli, freddo a spiazzare Raggi col piattone destro e a portare i suoi sull'0-1. La Floriagafir accusa il colpo, e allo scadere del primo tempo l'Affrico raddoppia. Un calcio d'angolo battuto basso da Galgano sfila tra le gambe dei difensori e raggiunge il secondo palo, dove si trova Sciulli, che sulla linea di porta segna il facilissimo 0-2. Nella ripresa la gara cambia: l'equilibrio torna a fare da padrone, e un inevitabile calo fisico dell'Affrico permette alla Floriagafir di giocare senza una pressione asfissiante, e quindi di presentarsi più volte dalle parti di Mugnaini. Al minuto cinquantaquattro la corsa di Labiad in area avversaria viene ostacolata da un pestone, e Serpentoni indica nuovamente il dischetto del rigore, anche se il pallone era ormai destinato alle braccia di Mugnaini. Del tiro s'incarica Giannone, che opta per uno scavetto elegante e di successo: 1-2, la partita si riapre. Bertuccio tenta di cambiare il suo undici: rispetto a Labiad, da sempre mezzala e ora trasformato in un nove dinamico, De Simone porta fisicità e un riferimento più facile da trovare per i compagni. La partita ora vive di duelli fisici, senza che la Floriagafir riesce a mettere ordine per proporre azioni d'attacco pericolose. C'è spazio per i contropiedi dell'Affrico: che dopo una galoppata Ala serve sulla sinistra Morelli, che rientra sul piede forte e calcia debole. Al minuto sessantanove si rivede in avanti la Floriagafir, da calcio piazzato: Mosconi trova la porta dalla fascia sinistra, Mugnaini alza il pallone in angolo. Poco dopo, Benvegnu è di nuovo prodigioso nel sostituirsi a Raggi, respingendo un tiro di Morelli a colpo sicuro: efficace il tuffo disperato sulla linea di porta. È solo un modo per rinviare la resa: a quindici minuti dalla fine Tinelli mandare definitivamente l'Affrico in paradiso. Sugli sviluppi di una rimessa laterale sulla destra, è lui a raccogliere un cross in area di rigore e a segnare sul primo palo per il definitivo 1-3. Resta spazio per un'occasione a testa, prima per Nunziati con un tiro sul primo palo respinto da Raggi, poi per Pellecchia, che sull'imbucata di De Simone si fa ipnotizzare da Mugnaini. Quando cala il sipario sul match è festa blues. L'Affrico domina in casa della prima in classifica e si conferma sempre più in zona coppa, con un occhio di riguardo alle prime due, forse non troppo lontane. Fatti i complimenti doverosi a Filippo Gori e ai suoi, è lecito chiedersi dove avrebbe potuto essere oggi questa squadra se la continuità durante l'anno fosse stata maggiore. Nella Floriagafir la delusione non può che essere forte, ma la consapevolezza che il percorso resta eccellente deve prevalere. Bertuccio dovrà essere bravo a spremere le forze rimaste nei suoi ragazzi per questo ultimo tour de force che profuma di leggenda. Dovrà farlo con la consapevolezza che a sei giornate dalla fine, ormai, la formula dell'antidoto per battere gli invincibili è stata scoperta (forse), e Gori avrà tutto l'interesse del mondo a renderla pubblica con chi sta dietro in classifica e prossimamente affronterà la Floriagafir: sognare non costa nulla.
Calciatoripiù
: dopo partite importanti, la Floriagafir abbassa il tiro, e così anche i suoi giocatori. Tra i migliori c'è Raggi, grazie a numerosi interventi e un miracolo vero e proprio. Si aggiunge Mosconi, sempre uno dei più attivi in campo. Bravo anche Benvegnu nei due interventi decisivi. Nell'Affrico sarebbero tutti candidati a un posto tra i migliori in campo. In difesa spicca Mugnaini, sempre attento e autore di due grandi parate. Ottima la prova del capitano Shehade, che offre solidità a tutto il reparto. In regia è giusto premiare Sciulli, marcatore e sempre ordinato nella gestione del pallone. Davanti i migliori sono Galgano e Morelli, che mettono gol e assist a disposizione della squadra.
Matteo Raimondi
Fratres Perignano-Casentino Academy 2-1

FRATRES PERIGNANO: Mazzetti, Gentile, Chiarini (3), Pirrone, Rofi, Silvestri M., Oliva, Ben Toraa, Riccomi, Pucci, Zampardi. A disp.: Calloni, Lepri, Malacarne, Falleni, Karaj, Nieddu, Colangelo, Silvestri Y. . All.: Lucarelli Massimo
CASENTINO ACADEMY: Borghini, Fetai, Nocentini, Renzetti B., Checcacci M., Cantore, Palazzi, Dini, Di Donato, Pollio L., Chianucci. A disp.: Pollio F., Boschi, Bruni, Martini, Hamdaweihi, Gabiccini, Bartolini, . All.: Forciniti Alessandro
ARBITRO: Samuele Fantozzi di Pisa
RETI: 10' rig. Di Donato, 37' Riccomi, 55' Pucci
È concreto il rischio di dover emendare una formula classica: nella definizione del calcio, quello sport in cui in ventidue rincorrono un pallone per novanta minuti, potrebbe esserci bisogno di sostituire il riferimento alla Germania con uno, quasi equivalente, a Filippo Pucci. È lui, al decimo centro stagionale (da mezzala!), a completare la rimonta del Fratres Perignano e a piegare il Casentino Academy, che sconfitto 2-1 vede salire a otto il numero di partite senza vittorie (era il 3 gennaio: da allora soltanto tre punti, sei totali nel primo bimestre del 2026). Eppure l'avvio l'aveva illuso; l'aveva illuso perché Chianucci, che già a freddo aveva sollecitato Mazzetti, cade su un tackle di Daniele Gentile, e convince Fantozzi a punire l'intervento con un rigore contestato: tra le proteste Di Donato lo converte nel vantaggio. È il 10', e anche se è consapevole che la partita è lunghissima e le difficoltà ancora massime il Casentino pregusta un risultato pesante in casa d'una delle big, in allegato possibilmente la fuga dalle posizioni brutte. Per un po' la speranza resta intatta, perché fino alla fine del primo quarto il Fratres Perignano fatica a reagire: poi s'accendono i leader, e la partita cambia. Più che motivo di rimpianto, la traversa scheggiata da Pirrone è l'antipasto della rete del pari: la segna Riccomi, che dopo aver sprintato sul filtrante di Pucci si serve d'un dribbling per rientrare da sinistra verso il centro e da lì scaricare il pallone sotto la traversa. È l'1-1, che regge giusto per la pausa o poco più: in avvio di ripresa Pucci, cui l'ingresso di Colangelo consente d'avvicinarsi alla porta, conquista una punizione dalla zolla preferita e calciando il pallone all'incrocio la converte nel 2-1. È l'ennesima giocata mirabile d'una stagione straordinaria, che il Fratres Perignano ha il sogno di chiudere con un trofeo: per vincerlo c'è bisogno di consolidare la qualificazione e dunque di perdere meno punti possibili. Questo passaggio la squadra ce l'ha chiarissimo: sono pochi i pericoli creati dal Casentino, giusto due incursioni di Chianucci chiuse prima sull'esterno della rete e poi sui guantoni di Mazzetti. Non è l'unico a mancare la rete: sull'altro versante, in contropiede, non incidono neppure Riccomi, Colangelo e Falleni. Non incidono, eppure il Fratres Perignano li perdona subito: li perdona perché sa che da un po' di tempo il calcio è quello sport in cui in ventidue rincorrono un pallone per novanta minuti, e alla fine segna Pucci.
Calciatoripiù: Pucci, Riccomi
(Fratres Perignano) e Chianucci (Casentino Ac.).
esseti
Fucecchio-Lampo Meridien 1-0

FUCECCHIO: Gori, Carfagna, Paradiso, Matteoli, Donzelli, Squarcini, Pieragnoli, Fanara, Gjoni, Di Donfrancesco, Diviggiano. A disp.: Lazzeri, Bartoli F., Rossi, Cardini, Ciampi, Gatto, Morelli, Nuti . All.: Roncucci Federico
LAMPO MERIDIEN: Pinzani, Fiori, Damiani, Rannino, Faratro, Lucarelli, Gokaj, Baldini, D Ulivo, Califano, Mazzoni. A disp.: Mariotti, Vannini, Bettaccini, Musumeci, Attinasi, Cortesi, Bellesi, Noka, Botti. All.: Giorgetti Mirko
ARBITRO: Niccolo Poli di Carrara
RETI: 90' Squarcini
A vincere allo scadere ha preso gran gusto. Gli era già riuscito contro il Casentino, piegato da Fanara alla fine del recupero; sette giorni dopo, stavolta in casa, il Fucecchio propone il bis grazie alla rete di Squarcini, che al 90' piega la Lampo dell'ex Giorgetti, alla ricerca di punti preziosi in chiave salvezza. Si decide in chiusura una partita che a lungo ha vissuto sull'agonismo e che per un bel po' d'occasioni da rete ne regala pochine: nel primo tempo se ne registrano giusto due, quelle che passano dal tiro di Califano galvanizzato dalla tripletta alla Lastrigiana (la difesa del Fucecchio sporca quanto basta) e sull'altro fronte dal colpo di testa di Gjoni, che su calcio d'angolo impegna Pinzani. Un po' più ricca d'emozioni è la ripresa, che scorre via placida per la prima metà e poi inizia ad accendersi: per prima si rende pericolosa la Lampo con un traversone di Fiori non sfruttato da Bellesi, che a colpo sicuro calcia a lato della porta spalancata. Il Fucecchio replica alzando il baricentro e iniziando ad aumentare la propria presenza nell'area di rigore avversaria: la mossa genera qualche mischia, uscendo da una delle quali Cardini colpisce il palo. La situazione si ripete pressoché identica nell'azione decisiva, innescata da una punizione che il mancino di Paradiso calcia profonda dal fronte sinistro della trequarti: stavolta è diverso il finale, perché il rimbalzo lo cattura non la difesa della Lampo ma Squarcini, che in scivolata spinge il pallone in porta. È l'1-0, poco altro ancora da giocare, zero i rischi per il Fucecchio: si sa, una rete allo scadere s'avvicina a una sentenza.
Calciatoripiù: Squarcini
(Fucecchio), Pinzani e Baldini (Lampo).
Pontassieve-Mobilieri Ponsacco 0-0

PONTASSIEVE: Biagioli, Francalanci, Casci, Giudice, Unitulli, Vilcea, Misuraca, Urbinati, Piccioli, Rossi, Fibbi. A disp.: Badalassi, Baggiani, Rosetti, Carlucci, Paolieri, Brogi, Mati, Taiti, Macheda. All.: Marchionni Marco
MOBILIERI PONSACCO: Becherini, Fanteria, Biondi, Ribechini, Cogliano, Panicucci, Meioli, Silvi, Marchetti, Panettella, Leotta. A disp.: Matassi, Gurabardhi, Tuntoni, Viviani, Nesti, Viviani, . All.: Vuono Stefano
ARBITRO: Alessandro Innocenti di Lucca
Partita a impatto zero. Contro il Mobilieri Ponsacco il Pontassieve, che aveva bisogno di vincere per mantenere vive le speranze salvezza, comanda le manovre d'attacco senza però riuscire a essere incisivo dalle parti di Becherini: il distacco dalla Lastrigiana quartultima, ora a cinque punti, diventa sempre più difficile da azzerare. Con queste premesse è facile spiegare perché è il Pontassieve a costruire la prima azione: Misuraca recupera il pallone in mediana e apre a sinistra per Casci, il cui lancio di prima intenzione non è precisissimo; ciò non impedisce a Fibbi, lanciato a rete, di anticipare Ribechini, che sulla corsa gli frana addosso. Sinca considera regolare l'intervento: il gioco prosegue tra le proteste. Il Pontassieve ci riprova al 16' quando Vilcea, mantenendo fede al piano partita improntato su lanci in profondità per le due punte, premia lo scatto di Piccioli, che vede Becherini leggermente fuori dai pali e tenta un pallonetto, di poco fuori. Il centravanti del Pontassieve è nuovamente insidioso al 27', quando sull'ennesima giocata verticale di Casci lotta fino al cuore dell'area di rigore con Ribechini, che infine lo ferma impendendone la conclusione. Allo scoccare della mezz'ora si registra la prima opportunità anche per il Ponsacco: sugli sviluppi di un calcio di punizione Panettella cerca e trova Cogliano, che svetta in area sovrastando Giudice e costringendo Biagioli al primo provvidenziale intervento della sua partita. Il Pontassieve torna all'attacco allo scadere del primo tempo con una serie di scambi di prima tra gli interpreti offensivi: questa dinamica manda fuori giri la difesa ospite e facilita l'inserimento di Francalanci, che sul servizio di Matteo Rossi tenta di riproporre in mezzo per Piccioli, ma colpisce male e spreca così l'ultima chance prima della pausa. Dopo un primo tempo caratterizzato dall'elevato tasso di pericolosità d'entrambe le squadre, nella ripresa diminuiscono i ritmi: nella prima mezz'ora sia Biagioli sia Becherini non ricevono conclusioni. In questa fase la partita si sviluppa nella zona mediana tra contrasti e lanci lunghi alla ricerca delle punte, sempre ben marcate e fermate dalle due difese. L'esempio più esplicativo di questo momento si registra al 70', quando il neoentrato Macheda recupera il pallone nel cerchio di centrocampo e tenta di avviare un'azione offensiva, spenta sul nascere dalla chiusura di Cogliano sul passaggio in profondità alla ricerca di Piccioli. Serve attendere un altro po' per la prima conclusione del secondo tempo: con il suo solito lancio profondo e preciso Giudice cambia gioco verso la sponda opposta e trova Francalanci; il suo filtrante premia il movimento di Fibbi, che si trova di fronte a una scelta, calciare da posizione defilata o servire i compagni accorsi a centro area: il modo in cui mette in pratica la prima soluzione, tiro troppo debole, vanifica l'ottima trama offensiva. Tre minuti dopo ancora Fibbi, sull'imbucata di Macheda, si trova davanti a un altro bivio: concludere in porta sfruttando quell'istante di libertà dalla marcatura di Cogliano o tentare il dribbling. La scelta è nuovamente quella errata: il dribbling porta l'azione a defilarsi sulla linea di porta e dunque a facilitare pressione e contrasto. Il Ponsacco replica all'81' con Panicucci, che rimasto in area dopo il corner respinto dalla difesa riceve il filtrante di Andrea Viviani: imprecisa la conclusione al volo, nessun problema per Biagioli. Seguono, all'88', nuove polemiche del Pontassieve per un fischio mancato: Fibbi non arriva sul passaggio di Paolieri al limite dell'area di rigore, sulla respinta della difesa il più lesto è Urbinati, che calcia trovando la deviazione di Silvi con il braccio largo. Sinca vede il tocco, ma non lo reputa punibile con un rigore e lascia correre. Dunque termina tra le polemiche una partita ricca d'occasioni e opportunità. Lo 0-0 è un risultato punitivo per il Pontassieve, vista la mole di azioni proposte. La stagione non è ancora finita, la matematica lascia ancora aperto qualche spiraglio, ma la salvezza è lontana e le prossime avversarie da affrontare sono ostiche. Il Ponsacco ottiene il massimo: il pareggio gli consente di rimanere a distanza di sicurezza dalle posizioni complicate.
Calciatoripiù
: nel Pontassieve spicca Biagioli, che nonostante la bassa sollecitazione avversaria si rende protagonista con due interventi che mantengono il risultato sullo 0-0; ottima anche la prova di Giudice e Urbinati, grande corsa e grande agonismo. Nel Ponsacco è giusto menzionare l'importante prova difensiva di Cogliano e Ribechini, che a più riprese sono stati fondamentali per fermare i movimenti profondi degli attaccanti avversari.
Alessandro Buffi
San Giuliano-Maliseti Seano 4-1

SAN GIULIANO: Raugi, Matteini, Buselli, Di Martino, Lovo, Mazzoncini, Accorsini, Dessi, Esposito, Papini, Cortopassi. A disp.: Bini, La Monica, Nicoletti, Lila, Hoxha C., Di Ciolo, Tarantini, Cecchini . All.: Nuti Fabrizio
MALISETI SEANO: Hancu, Barlumi, El Amri, Micheloni, Monti, Osmenaj, Demiri, Varrosi, Ruggiero, Gurra, Petracchi. A disp.: Mura, Serra, Guastamacchia, Belli, Marinozzi, Moretti S., . All.: Masi Jacopo
ARBITRO: Gabriele Piccarreta di Pisa
RETI: 31' Esposito, 40' rig. Monti, 44' Matteini, 55' Buselli, 68' Dessi
Non c'è verso di scappare da quella zona così brutta. Dopo aver fallito l'occasione offerta dal derby infrasettimanale contro la Pietà, il Maliseti perde (4-1) anche contro il San Giuliano, e perdendo vede raddoppiare le distanze dalla Lastrigiana quartultima: ora nel mezzo non c'è più un punto soltanto, ce ne sono due. La corsa resta aperta, soprattutto se s'analizza il calendario, che nelle ultime quattro propone tre scontri diretti (alla Guardiana per il riavvio dopo la sosta; prima la Lampo, all'ultima il Casentino): sarà necessario - a poco serve il pari a chi arriva di rincorsa - vincerne almeno un paio, e dunque sfoderare una prova ben più convincente di quella offerta al Bui, dove bastano quattro minuti perché la rimonta si riveli niente più che un'illusione. Era stato necessario imbastirla per neutralizzare lo svantaggio maturato alla mezz'ora: il San Giuliano, che tanto impiega per riuscire a sviluppare al meglio le proprie trame (nel primo quarto Hancu è insidiato solo da un tiro di Tommaso Papini: efficace la parata), spezza l'equilibrio sull'asse tra Dessì e Accorsini, la cui combinazione consente a Tommaso Esposito d'aggredire la profondità e di servirsi del destro per schiantare il pallone sotto la traversa. In svantaggio per l'ennesima volta d'un campionato stregato, il Maliseti sussulta e pareggia al 40' col rigore concesso da Piccarreta per un contatto tra Buselli e Petracchi intorno al vertice dell'area di rigore: dal disco Monti Guarnieri porta a cinque le reti personali in stagione, soprattutto sull'1-1 il punteggio. Fragilissimo, il nuovo parziale non arriva intatto alla pausa: Tommaso Papini tiene vivo un calcio d'angolo all'apparenza sfruttato male e da sinistra pennella un controtraversone perfetto in zona secondo palo, innesco efficacissimo per la deviazione vincente di Matteini. Dunque con un colpo di testa il San Giuliano si riporta in vantaggio quando il primo tempo sta per esaurirsi, e col medesimo fondamentale raddoppia lo scarto in avvio di ripresa: stavolta segnare tocca a Buselli, che sottomisura capitalizza il traversone di Mazzoncini. Il 3-1 equivale a una condanna definitiva per il Maliseti, che resta in dieci (espulso Osmenaj per proteste) e all'inizio dell'ultimo quarto subisce anche la quarta rete: la segna Dessì, che in zona disco raccoglie il servizio di Cecchini sceso a destra e si spalanca lo specchio con un dribbling efficacissimo. È il 4-1, divario definitivo soltanto perché opponendosi a Hoxha, ad Accorsini e a La Monica (prestazione superlativa al fianco di Buselli, dove dalla panchina l'aveva proiettato il cambio chiesto da Di Martino dopo una decina di minuti) Hancu si conferma portiere di livello: non cambia il senso complessivo, il Maliseti resta immerso in una situazione bruttarella anche se ancora rimediabile.
Calciatoripiù
: è blindatissima la cerniera centrale composta da Buselli e La Monica (San Giuliano).
esseti
Sporting Cecina-Forte Dei Marmi 2015 1-2

RETI: Londi