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Allievi Regionali GIR.Elite - Giornata n. 14

Cattolica Virtus-Sestese 0-1

CATTOLICA VIRTUS: Bracci, De Sa, Peccini, Mugnaini, Chirinos, Zangarelli, Zini, Lazzerini M., Andres, Fossi I., Cullhaj. A disp.: Dallai, Crini, Dona, Lazzerini C., Narduzzi, Pagnotta, Tapinassi, Torres Perez, De La Cruz. All.: Fraccone Marco
SESTESE: Giorgetti, Sostegni, Breccia, Durgoni, Riboli, Dervishi, Pancella, Ceccherini, Notari, Materassi, Pacini. A disp.: Faggi, Minniti, Bassetti, Musa, Stasi, Paci, Iuliucci, Palmini, Bellini. All.: Ferro Marco
ARBITRO: Gherardo Barucci di Firenze
RETI: 96' Riboli
Caravaggio rese universale, eterna e iconica l'espressione di terrore, ritraendola sul volto decapitato di Medusa; i fortunati fotografi delle agenzie presenti a bordo campo del Bernabeu di Madrid, durante Italia-Germania dell'Ottantadue, ebbero invece il privilegio di eternare l'estasi di gioia, cogliendola in quei fotogrammi che racchiudono l'esultanza di Marco Tardelli. Se un giorno Marco Ferro si ritroverà a scegliere le foto da aggiungere al suo album personale, con cui conservare lunga memoria di un fine settimana perfetto, non potrà scartare quella che ritrae Cristian Riboli nell'attimo in cui si volta verso la sua panchina dopo aver gonfiato la rete avversaria con l'ultimo pallone giocabile, e inizia a correre, mentre gli avversari crollano a terra. Al termine di una galoppata fra due squadre affiancate in corsia di sorpasso per novantasei minuti, tanto da far svanire la percezione di quale sia la carreggiata di marcia regolare e quella destinata alla fase di accelerazione appunto, il classico Cattolica-Sestese di decide quando ormai ogni pilota avrebbe staccato il piede dal pedale del gas. Non la Sestese, che sbanca Soffiano all'ultimo respiro grazie alla zampata del suo gladiatorio difensore centrale, proprio mentre il triplice fischio di Barucci dichiara concluse le intensissime ostilità sportive cui avevano dato vita le sfidanti. Già nei primi minuti c'è una perfetta sintesi di tutto quello che può caratterizzare in positivo una gara di questo livello, come il vigore con cui Pacini contrasta i primi tentativi di possesso della Cattolica, o la corsa a cui sono costretti Ceccherini e Pancella, i tre del centrocampo nel quattro-tre-tre disegnato da Ferro; c'è anche la qualità, che prova ad emergere dalle mischie che avvolgono i primi palloni giocati da Manuel Lazzerini e Fossi. La Cattolica è propositivi in sede d'approccio alla contesa, e aziona preferibilmente la catena di destra, dove De Sa accompagna bene la verve di Zini: al 4' l'esterno basso giallorosso sfonda e cerca il cross, smorzato da Breccia, al 6' invece il traversone riesce a Fossi, ma Sostegni chiude in angolo, il primo della gara. Si prosegue e, al culmine di una fase di gioco compressa fra le due trequarti, all'8' un lancio di Riboli prova ad azionare la profondità assicurata da Notari, sul quale però monta un'ottima guardia Zangarelli in puntuale ripiegamento difensivo. A.A.A. spazi cercasi verrebbe da affiggere sulla bacheca appena fuori dal campo: l'intensità e l'equilibrio tattico delle due squadre fanno sì che neanche il contropiede di Fossi o i tentativi dei numeri tre in campo, Peccini da una parte e Breccia dall'altra riescano a crearne, spezzando un equilibrio tanto dinamico quanto saldissimo. Si procede nel segno delle azioni condotte da calciatori con lo stesso numero di maglia: allo scoccare del quarto d'ora Sostegni appoggia ancora l'azione offensiva dei suoi porgendo il pallone a Durgoni, chiuso dalla retroguardia avversaria; si va rapidamente dall'altra parte del campo dove De Sa propone un bellissimo cross dalla destra, la perfetta uscita di Giorgetti sventa la minaccia. Trascorrono ulteriori centoventi secondi ed è ancora De Sa a cercare e trovare Zini: splendido il cross tagliato, Manuel Lazzerini non riesce a essere efficace nella deviazione a centro area. Al 19' Cattolica nuovamente vicina al gol: sugli sviluppi di un calcio d'angolo battuto da Cullhaj, il quarto per i locali fino a questo punto, ancora una volta Manuel Lazzerini si libera nel cuore dell'area ospite ma spedisce sul fondo di un soffio. La fisiologica pausa sul piano del ritmo che arriva a metà parziale coincide con il cooling break imposto da uno dei primi caldi stagionali. Si riprende dopo un paio di minuti e al 28' e la Sestese arriva al tiro, debole, con Materassi, facile quindi la presa di Bracci. Al 32', proprio mentre Ferro sgrida i suoi centrocampisti, colpevoli di scarso mordente in fase di non possesso, la Cattolica sviluppa un'ottima azione, fino allo splendido lancio effettuato da Mugnaini; il destinatario è Peccini, che non trova il pallone. La Sestese prova a scuotersi al 37' con un assolo di Pacini, arginato però da De Sa in collaborazione con Chirinos Calderon e Peccini; pronta anche in quest'occasione la risposta degli avversari, nello specifico quindi i padroni di casa, che costruiscono ancora una volta al meglio ma non riescono a finalizzare come vorrebbero. Stavolta è il tiro di Andres a venire smorzato da un difensore. La Cattolica si fa preferire in questo frangente ma la Sestese, pur raccordando non certo nel modo in cui vorrebbe il proprio gioco nella metà campo avversaria, è ben presente in ogni zona del campo, e sempre temibile quando trasforma ogni azione in un potenziale pericolo. Al 39' sono però ancora una volta i locali a presentarsi in avanti con una certa pericolosità: De Sa si ritrova il pallone sui piedi dopo un cross di Fossi da sinistra sporcato da un difensore, ma la sua conclusione non lascia il segno. Identico l'esito del tentativo di Notari, poco dopo, ovviamente dall'altra parte del campo. È questo l'ultimo brivido della prima frazione di gioco: al rientro in campo per il secondo tempo, le due squadre creano di nuovo da capo la densità vista in avvio di match. Dopo alcuni minuti a ritmi vertiginosi, al 52' la Cattolica prova a costruire un'azione elaborata con Fossi e Cullhaj, portando poi al tiro Manuel Lazzerini: ancora una volta la difesa fa da muro, il gioco si sposta così rapidamente dall'altra parte. La Sestese infatti si proietta in contropiede con Pancella, sul quale compie un'ottima diagonale difensiva Chirinos Calderon; pregevole però nell'occasione l'azione degli ospiti per vie verticali, con protagonista Santiago Palmini, da poco entrato e autore di un'efficacissima spizzata aerea in favore di Notari, che poi serve nello spazio il compagno con la maglia numero sette. Si torna a lottare su ogni pallone: al 55' c'è spazio per un intervento semplicemente risolutivo effettuato da Riboli nel cuore della difesa ospite; la Sestese ribalta ancora una volta il fronte di gioco mettendo sotto pressione i granitici centrali giallorossi Zangarelli e Chirinos, Calderon costretti spesso agli straordinari quando si attivano gli avanti rivali. Al 56' Pancella torna a concludere trovando pronto Bracci, e contestualmente Fraccone accelera le procedure di riscaldamento di numerosi componenti della sua panchina. La Cattolica infatti soffre, e al 57' serve un grandissimo intervento di Bracci per disinnescare la bordata dal limite scagliata da Durgoni, che aveva ricevuto il pallone da una sponda aerea di Riboli: è una parata importante, dall'elevato coefficiente di difficoltà per il portiere giallorosso, che vede il pallone sbucare soltanto all'ultimo. C'è spazio poi per una prolungata fase di gioco con diverse occasioni - tutte a livello potenziale - fino al 70'. quando la gara si accende improvvisamente con lo squillo di Cullhaj, che riceve un lancio di Mugnaini, addomestica il pallone in area defilato sulla destra e conclude improvvisamente: colpito il palo più lontano rispetto al punto di battuta. Chiamata a rispondere, la Sestese ci prova subito con una conclusione di Iuliucci, che al limite aveva ricevuto il pallone da Minniti; al 77' Fossi si esibisce in un gran tiro, anche stavolta da posizione decentrata sulla destra, mettendo i brividi - soltanto quelli - agli avversari. In un finale sempre più adrenalinico e in crescendo, al 79' Chirinos Calderon spazza in modo decisivo la propria area di rigore evitando l'affondo decisivo di Iuliucci e Santiago Palmini, poi all'89' ecco quello che sembra l'ultimo botta e risposta fra le due squadre. La Sestese ci prova con una ripartenza di Bellini in collaborazione con Pacini, la Cattolica risponde con un contropiede di Donà che cerca ma non trova Fossi. Sembra, dicevamo, l'ultimo spunto del match, perché poi arrivano i cinque minuti di recupero concessi dall'arbitro, ulteriormente dilatati da una sostituzione: nonostante le due squadre cerchino ancora di superarsi reciprocamente, lo stallo di partenza sembra essere destinato ad accompagnarle fino alla linea del traguardo. Mentre nella clessidra scorrono gli ultimi granelli di sabbia però ecco che la Sestese beneficia dell'ultima possibilità, un calcio d'angolo dalla destra affidato alla battuta di Pacini. La traiettoria tesissima origina un paio di rimpalli-lampo all'altezza del primo palo: Riboli segue il rapidissimo sviluppo della mischia, irrompe sul pallone e lo scaglia in rete, dando poi il via all'esultanza descritta in avvio. Il triplice fischio che arriva quasi all'unisono col suo tripudio è pura melodia per la Sestese, se solo i rossoblù in quel momento avessero modo di udirlo visto che lo sovrastano con il loro urlo di gioia; per la Cattolica quello stesso suono risulta invece stridente, sgradevole e penetrante.

Calciatoripiù: De Sa, Peccini, Chirinos, Zangarelli
(Cattolica V.); Riboli, Dervishi, Giorgetti, Ceccherini (Sestese).
Lorenzo Martinelli
Lastrigiana-Oltrera 3-3

LASTRIGIANA: Pratolini, Gibbino, Scarselli, Palmini, Cappiardi, Baggiani, Straccali, Gueye, Desideri, Taoufik, Nencini. A disp.: Pozzi, Del Giudice, Resuttana, Aiello, Pop, Vannini, Giannoni, . All.: Fabio Zuccaro
OLTRERA: Faggioli, Landi, Casiero, Franchi, Asmodeo, Clemente, Scarnicci, Marino, Pratelli, Pangallo, Paffi. A disp.: Bullari, Matteoli, Mocanu, Celestre, Cecchi, Tani, Kamal, . All.: Del Vita Matteo
ARBITRO: Giulio Assirelli di Empoli
RETI: 26' Paffi, 29' Taoufik, 46' Pratelli, 51' Palmini, 78' Pangallo, 90' Nencini
Se per Sorrentino e per Maradona fu la mano de Dios, la mano di Dio, con meno epica a pareggiare Lastrigiana-Oltrera è stata la mano di Nencini, che all'ultimo minuto firma - con un braccio - il 3-3 di una partita dai ritmi alti e piena di occasioni. Il primo sussulto si registra già all'8', quando Samuel Palmini premia l'inserimento di Baggiani all'interno dell'area di rigore: con la prima di una serie di decisioni controverse Assirelli valuta regolare l'intervento. La Lastrigiana già riprova al 12', quando Straccali recupera il primo di tantissimi palloni a centrocampo e serve Scarselli, che parte in velocità, salta un uomo, riceve da Nencini il pallone di ritorno in chiusura di triangolo e calcia dal limite dell'area di rigore: non inquadrato lo specchio. Passa un minuto soltanto e la Lastrigiana ci riprova: il cross di Desideri, rimpallato, premia Taoufik, che l'azione l'aveva avviata recuperando il pallone e che di potenza cerca il primo palo, ben protetto da Faggioli. Chiudere tre occasioni in rapida successione tocca a Samuel Palmini, che raccoglie un traversone di Scarselli diretto al centro e calcia di prima a incrociare: Faggioli si supera, poi ringrazia per l'esito della ribattuta, alta a colpo sicuro. L'Oltrera replica un minuto più tardi con la grande percussione centrale di Scarnicci, che arrivato indisturbato ai trenta metri lascia andare un destro potentissimo: il pallone si stampa sulla traversa, poi rimbalza tra le braccia di Pratolini. Resta in avanti l'Oltrera, che al 26' passa in vantaggio: Scarnicci scatta al centro, attende che Gibbino esca dalla linea e allarga per Pangallo, sul cui cross Paffi arriva in corsa e infila Pratolini. Non si fa attendere la risposta degli alfieri di Zuccaro: partito in prossimità delle panchine, Baggiani dialoga con Samuel Palmini e calcia dal dischetto, Faggioli gli si oppone, sulla ribattuta Taoufik fa 1-1. Del pareggio la Lastrigiana non si accontenta, né si accontenta Taoufik, che al 32' sul traversone di Scarselli manca la doppietta per qualche millimetro: preso in controtempo Faggioli, il pallone esce di pochissimo. È l'ultima azione del primo tempo, cui segue la ripresa introdotta da un botto: l'Oltrera gira il pallone a centrocampo fino a quando Mattia Landi si inventa un filtrante che trova Pangallo, cui s'oppone Pratolini punito però dalla ribattuta di Pratelli. Dal fischio che aveva avviato la ripresa sono trascorsi appena quarantatré secondi, e l'Oltrera è di nuovo in vantaggio. Lo scarto rischia di farsi doppio già al 49', quando Scarnicci colpisce la seconda traversa della propria partita con un'azione fotocopia. Ancora una volta arriva pronta la risposta della Lastrigiana: Samuel Palmini recupera il pallone a centrocampo, verticalizza subito per Nencini, s'inserisce per ricevere il passaggio di ritorno e con l'interno mancino supera Faggioli dall'interno dell'area di rigore (51'). Trovato il 2-2, nel giro di centoventi secondi la Lastrigiana costruisce l'occasione per passare avanti: Franchi spazza la rimessa laterale di Desideri, Taoufik raccoglie e prova la conclusione, centrale e facile per Faggioli. Segue una ventina di minuti concitati ma senza particolari emozioni, poi al 78' Pangallo s'inventa quasi dal nulla il nuovo vantaggio dell'Oltrera prendendo il pallone sulla trequarti, superando quattro avversari, presentandosi davanti a Pratolini e calciando di precisione all'angolo. Non passa un minuto e l'Oltrera confeziona l'occasione per chiudere la partita: un angolo mal gestito dalla Lastrigiana avvia il contropiede di Pratelli, che supera Gueye sulla linea mediana e da trentacinque metri, precario l'equilibrio, anticipa l'uscita di Pratolini con un rasoterra destinato a esaurirsi a pochi centimetri dal palo. Ancora viva, la Lastrigiana non perde le speranze e, alla ricerca del pareggio che terrebbe vivo il sogno di qualificarsi in coppa, attacca con tutti gli effettivi. Al 90' l'Oltrera concede un angolo prezioso, che dalla bandiera Resuttana calcia praticamente in porta: Faggioli cerca la presa, Nencini lo anticipa colpendo il pallone platealmente col braccio. Assirelli convalida la rete del 3-3, e dalla decisone nasce un parapiglia generale: si accendono gli animi, in particolare quelli di Faggioli e Straccali, che espulsi finiscono la partita senza giocare il recupero. Per ristabilire l'ordine servono cinque minuti, poi il gioco riprende: la Lastrigiana si fa avanti con un contropiede ben condotto da Scarselli, che forza un due contro due e serve Cappiardi, sul cui controllo impreciso la difesa si salva. C'è tempo ancora per l'ultima occasione dell'Oltrera, protagonista Clemente, che sfrutta una mischia nell'area di rigore avversaria per lasciare partire una conclusione precisa: Pratolini la neutralizza e salva il risultato. È l'ultima emozione di una partita straordinaria per tecnica ed emozioni, giocata benissimo dalle due squadre, caratterizzata però da un epilogo spiacevole. Il pareggio non è congeniale ai piani di nessuna delle due squadre: fuori l'Oltrera dalla lotta alla coppa, la Lastrigiana si giocherà tutto nel cinematografico scontro diretto col Fucecchio.

Calciatoripiù: Taoufik, Baggiani, Palmini, Scarselli
(Lastrigiana), Scarnicci, Pangallo, Marino e Pratelli (Oltrera).
Giacomo Bargagni
Scandicci-Venturina 3-1

SCANDICCI: Pesci, Torracchi, Salvadori, Morosino, Talbi, Focardi, Galletti, Kurti, Borchi, Forletti, Lodovisi. A disp.: Izzo, Nannoni, Sani, Nocentini, Gelli, Baroncelli Lancisi, Brandani, Cardella . All.: Bernocchi Lorenzo
VENTURINA: Leoni, Lenci, De Angeli, Da Frassini, Lolini, Panichi, Priore, Mezzetti, Nista, Guazzini, Bologna. A disp.: Galli, Tognazzi, Tassi, Casoli, Guazzelli, Galbiati, Messina, Monaci. All.: Bucciantini Fabio
ARBITRO: Nicolo Rubino di Valdarno
RETI: 12' Panichi, 38' Kurti, 89' Nocentini, 94' Brandani
A restare fuori dalla coppa lo Scandicci non s'è arreso. Se n'accorge il Venturina, che con un punto sarebbe stato dentro e, dopo il vantaggio iniziale e il pari di Kurti, fino al'89' quel punto lo stava conservando intatto; quel punto evapora sulla quinta rete stagionale di Nocentini, cui nel recupero segue il pezzo di bravura di Brandani per il 3-1 finale. Quel punto evapora, e la classifica è aggrovigliata solo all'apparenza: lo Scandicci sa che, comunque finisca Fucecchio-Lastrigiana, arriverà tra le prime cinque se batterà il Montevarchi e se il Venturina, in svantaggio nel doppio scontro diretto, cadrà in casa contro il Pietrasanta. Non è una combinazione facile, eppure esiste un mondo in cui è possibile: di quest'ipotesi s'accontenta lo Scandicci, che alla vigilia sapeva che non vincendo l'ultima al Bartolozzi (trenta i punti conquistati dei quarantaquattro totali) si sarebbe estromesso da sé. Su questa consapevolezza fa forza il Venturina, che dopo aver rischiato in avvio (bravo Leoni in uscita su Focardi) passa alla prima azione di sfondamento: della prima metà protagonista è Priore, che spinge a destra e chiude lo sprint con un traversone basso, innesco perfetto per il tiro incrociato di Panichi. È lo 0-1, punteggio che scavalca la mezz'ora senza troppi sussulti; poi, la pausa all'orizzonte ma non ancora vicinissima, lo Scandicci pareggia: segna Kurti, che complice una deviazione di Nista (forse di mano, ma il vantaggio è scontato: niente è più vantaggioso di una rete) ultimo in barriera converte nell'1-1 una punizione dai sedici metri; con un break l'aveva conquistata Morosino, che dopo un recupero sospetto (protesta il Venturina: se c'è, è l'unico errore commesso da Rubino in una direzione altrimenti perfetta) era avanzato fino all'arco che invita a entrare in area di rigore. È la giocata che restaura l'equilibrio, destinato a durare per quasi tutta la ripresa: alla pausa segue infatti un frangente prolungato nel quale il Venturina manovra molto senza però riuscire a trovare lo spazio per verticalizzare; non vanno a buon fine neppure i calci da fermo, Bernocchi ha lavorato a lungo sulle marcature con cui neutralizzare Da Frassini. Si arriva senza sussulti all'ultimo quarto, nel quale lo Scandicci d'un tratto cresce e spinge: lo aiutano sia qualche ritocco tattico come l'avanzamento di Gabriele Salvadori, cui il filtrante di Kurti consente di scappare verso la porta avversaria e al cui mancino s'oppone Leoni col corpo, sia i cambi su cui Bernocchi può contare. Più che Nannoni (da destra lo serve Lodovisi: la difesa mura la girata d'interno a colpo sicuro) l'impronta la lascia Brandani, cui basta qualche minuto per conquistare una punizione laterale e trasformarla nell'assist per il 2-1: di testa segna Nocentini, che sulla traiettoria a rientrare salta più in alto di tutti. È l'89', e il Venturina vede sfumare il punto così prezioso; segue inevitabile l'assalto finale, che lo Scandicci tampona e trasforma nel contropiede del 3-1: favorito dalla chiusura di Gelli, decisivo sulla sponda di Da Frassini, Pesci cattura il pallone, lo rinvia e innesca la corsa di Brandani, che sulla sponda di Cardella chiude una partita indimenticabile. A lui - nell'U16 veste il dieci, e per una volta è doveroso benedire la numerazione fissa - lo Scandicci s'affida, s'affida ora e s'affida in prospettiva.

Calciatoripiù
: con l'assist vincente per Nocentini e la rete del 3-1 Brandani, che Bernocchi propone come ala destra, decide la partita, alla quale lo Scandicci era rimasto aggrappato grazie alle chiusure di Morosino. È soprattutto merito suo se, dopo la rete di Panichi, il Venturina non riesce a trovare grandi spazi nonostante l'ottima interpretazione di Lolini; ed è lui a conquistare la punizione da cui scaturisce la rimonta.
esseti
Seravezza-Aquila Montevarchi 1-0

SERAVEZZA: Taricco, Rosini, Gatti, Sgado, Bertoni, Privitera, D Antonio, Giannini, Ottaviano, Intaschi, Casolare. A disp.: Mazzantini, Benedetti, Lenzetti, Beltrano, Mingazzini, Balestracci, Moretti, El Fallah, De Angeli. All.: Trifoni Pierfederico
AQUILA MONTEVARCHI: Ghelli, BORRI, Pericoli, Maccioni, Sira, Manenti, Berti, Pranteddu, Presenti, Steccato, Ensoli. A disp.: Cappetti, Beruto, Kodra, Brogi, Cannoni, . All.: Peri Francesco
ARBITRO: Andrea Conti di Carrara
RETI: 32' Ottaviano
Domenica c'è il derby, e già di per sé il derby è tutto. Se poi dal derby passa senz'appello il destino dei rivali, ci sta di vivere una settimana elettrizzante anche se gli obiettivi stagionali sono stati raggiunti da tempo. È divertito il Seravezza da ciò che la combinazione tra il calendario e la classifica gli propone per l'ultima giornata: per salvarsi, o nell'ipotesi peggiore agguantare lo spareggio con la Settignanese, il Capezzano dovrà vincere il derby. Al Maggi e Matteucci s'affaccerà buona parte della Toscana - di sicuro da Cecina qualcuno risalirà il litorale - davanti alla quale servirà un abito elegante a sufficienza, comodo però da non dare impiccio: il Seravezza sa dove trovarlo, gli basta riaprire l'armadio dove l'ha riposto dopo l'1-0 sul Montevarchi, che per la seconda volta in sette giorni viene via dalla Versilia sconfitto di misura. A differenza di quanto accadde a Capezzano, quando tutto girò nel finale, stavolta per la sterzata occorre lasciar passare giusto la prima mezz'ora, condita da un paio d'occasioni per parte: inizia forte il Seravezza, che sfiora lo specchio sia con Intaschi (favoloso il filtrante d'Ottaviano, 2010 sul quale è limpida la volontà di puntare per la prossima stagione: sarà lui, con la terza rete personale in campionato, a decidere la partita), sia con Rosini; replica il Montevarchi sfondando soprattutto a destra, corsia dalla quale nascono sia il cross di Steccato (Taricco respinge), sia l'incursione che Presenti chiude calciando sul palo. La controreplica del Seravezza porta con sé la rete del vantaggio: anziché imbastire da centravanti di manovra stavolta Ottaviano riceve da Casolare sceso a sinistra, controlla il pallone e da venticinque metri lo scarica in porta. È l'1-0, che valica la pausa nonostante l'assalto immediato del Montevarchi su un angolo di Pranteddu: Taricco s'esalta su Ensoli, che di testa aveva colpito da distanza ravvicinata. È una parata fantastica, notevole come quella che serve a neutralizzare il tiro di Steccato in avvio di ripresa: stavolta di mezzo s'era messa anche una deviazione, fastidiosa ma non letale. Fallita la ripartenza del possibile raddoppio (troppo lungo il filtrante di Moretti per El Fallah, che si sarebbe presentato solo davanti a Ghelli), il Seravezza rischia su due calci d'angolo di Brogi: la traiettoria del primo schizza sulla traversa, il secondo accende una mischia da cui vincitore esce Taricco. Resta inviolata la porta del Seravezza, inviolata dopo quattro partite nelle quali gli avversari avevano segnato almeno una rete: è un messaggio chiaro al Capezzano, che però dalla sua avrà la forza di chi lotta per la sopravvivenza.

Calciatoripiù: Taricco
e Ottaviano dimostrano che sui 2010 il Seravezza ha imbastito da tempo un lavoro efficacissimo.
esseti
Sporting Cecina-Capezzano Pianore 2-3

SPORTING CECINA: Sommani S., Lombardi, Benedetti, Barbaro, Signorini, Bettini, Cominale, Creatini, Magozzi, Castellano, Ceccarini. A disp.: , Mazzantini, Bernini, Meatu, De Santis, Pistoia, Moretti, Melis, Bartolini. All.: David Tarquini
CAPEZZANO PIANORE: Pelliccia, Querin E., Satini, Pilone, Neri, Quilici, Fialdini, Lamperi, Querin A., Cardillo, Quiriconi. A disp.: Corsini, Bellandi, Lushnjani, Pinelli, Navari, Lenzi, Mattioli, Bianchi, Giorgi. All.: Corrado Marco
ARBITRO: Pietro Grassi di Livorno
RETI: 2' rig.Ceccarini, 18' Cardillo, 45' rig. Cardillo, 81' rig.Signorini, 89' Pilone
Dieci giorni fa non c'era verso di pensare a un epilogo simile, non c'era verso di pensare al Capezzano ancora in corsa e allo Sporting Cecina costretto a trascorrere l'ultima giornata - gli tocca il turno di riposo - a tifare Oltrera e Seravezza. Non c'era verso dieci giorni fa, e non c'era neppure a un minuto dalla fine dello scontro diretto: il 2-2 che stava maturando fino a quel momento avrebbe costretto il Capezzano a retrocedere e proposto allo Sporting Cecina l'eventuale spareggio con la Settignanese (sarebbe stata un'ipotesi possibile ma difficile: riesce a pochi vincere a Pontedera) come lo scenario peggiore. Poi d'un tratto cambia tutto, cambia perché Pilone pigia in porta un pallone pesantissimo e sposta sul 2-3 il punteggio di una partita infinita, chiusa otto contro dieci (e la doppia inferiorità numerica, nove contro undici, lo Sporting Cecina deve gestirla per l'intera mezz'ora finale), ricca d'episodi fin dalla prima azione. Il punteggio si sblocca subito, perché Grassi - convince pochissimo - punisce col rigore il contatto tra il pallone e la mano di Quilici, che stava cercando un appoggio per evitare di cadere male: la decisione, contro la quale Corrado protesta tanto da ricevere l'espulsione più rapida nella storia del campionato, consente a Ceccarini di presentarsi sul disco e da lì di segnare l'1-0. Lo svantaggio congela il Capezzano, che sa che per restare in corsa ha bisogno di vincere e che fatica a ritrovare lucidità dopo quello che ritiene un fischio sbagliato: prova subito ad approfittarne lo Sporting Cecina con un traversone di Carlo Benedetti alzato da Pelliccia sopra la traversa. Per raddrizzare la partita il Capezzano ha bisogno di un episodio, che si materializza quando il primo quarto d'ora se n'è andato da poco: Grassi fischia una punizione tra i venti e i venticinque metri, imbullettando il pallone all'incrocio Cardillo la converte nell'1-1. Da una posizione analoga, identica la situazione, prova subito a imitarlo Ceccarini, cui di nuovo s'affida lo Sporting Cecina: è buona la tecnica ma non la fortuna, il Capezzano si salva grazie al palo. Si resta sul pari, e ci si resta anche sui tentativi di Magozzi (un rimbalzo lo tradisce: il pallone non trova la porta spalancata), d'Alessandro Querin e di Castellano, al cui diagonale Pelliccia s'oppone attento. Sull'1-1 si resta finché Grassi segnala due minuti di recupero, che poi diventano tre, e nel corso del terzo la rimonta si completa per via di un altro episodio contestato: stavolta protestare tocca allo Sporting Cecina, protestare due volte, sia per il rigore fischiato da Grassi, sia per l'ammonizione esibita a Bettini (è lui a commettere fallo su Fialdini), già sanzionato in precedenza e come a Fucecchio espulso tra un miliardo di polemiche. Dalla baraonda non si fa impressionare Cardillo, che chiude il primo tempo con la rete dell'1-2. Allo Sporting Cecina tocca rimontare lo svantaggio in inferiorità numerica, che in un quarto d'ora dal riavvio diventa doppia: Grassi espelle Ceccarini per una frase mal interpretata, e ora lo squilibrio numerico si fa consistente. Eppure il Capezzano, che già aveva rischiato su una punizione di Signorini e su un tiro di Barbaro ben parato da Pelliccia, non ne approfitta davvero; e non approfittandone, ma limitandosi a gestire il vantaggio che peraltro lo Sporting Cecina prova a intaccare una volta soltanto (calcia Magozzi, alto di pochissimo), tiene la partita aperta. Un'altra decisione controversa rischia di farle di nuovo cambiare indirizzo: Grassi considera fallosa l'uscita di Pelliccia, in realtà in anticipo su Castellano, e assegna allo Sporting Cecina il secondo rigore di una partita infinita. Ceccarini non c'è più, è in tribuna a vedere che succede: l'incarico ora passa a Signorini, che senza sentire il peso di un pallone di cemento segna gelido il 2-2. Sembra fatta per lo Sporting Cecina, che però s'è scordato di doversi confrontare col carattere del Capezzano, deciso a non abbandonare l'élite (è la quarta stagione che la frequenta, ormai fa parte del canone) senza combattere fino all'ultimo istante: il tocco di Pilone, che spinge in porta la punizione laterale di Giorgi prolungata dalla spizzata di Mattioli, rinvia ogni verdetto all'ultima giornata. Mancherà Lorenzo Neri, come Magozzi espulso dopo il 2-3 per un bisticcio carico di nervosismo; mancherà, ma anche senza il fulcro della propria manovra il Capezzano ora sa cosa deve fare per salvarsi: se vincerà il derby col Seravezza condannerà lo Sporting Cecina alla retrocessione, e alla peggio rinvierà - di nuovo, di nuovo - il verdetto allo spareggio contro la Settignanese. La tifoseria ha fiducia: come si fa a non averla davanti a una squadra che dieci giorni fa sembrava spacciata e ora per salvarsi dipende solo da sé stessa?

Calciatoripiù: Pelliccia
tiene vivo il Capezzano dopo lo svantaggio iniziale, neutralizzato dalla doppietta di Cardillo, protagonista della rimonta che vale l'1-2. A lungo, prima del caos finale da cui Pilone esce vincitore, il Capezzano lo difende grazie all'ottima prova di Quilici al centro della difesa.
esseti
Tau Calcio-Giov. Fucecchio 0-0

TAU CALCIO: Bella, Romanelli, Matteoni, Mosso, Marzano, Giovannini, Gabbrielli, Sarnataro, Giovannelli, Blini, Lisisco. A disp.: Mariotti, Spinelli, Rigacci, Serafini, Bracaloni, Geri, Moschini, Niccolai J. . All.: Paoletti Luca
GIOV. FUCECCHIO: Buti, Borghi, Sica, Salvadori N., Collura, Federighi, Masha, Sardelli, Romani, Orsucci, Lenzi. A disp.: Tacchi, BIONDI, Dainelli, Piazza, Battiloro, . All.: Citi Michele
ARBITRO: Matteo Bertoni di Pontedera
Dal doppio confronto col Tau è uscito imbattuto, e dunque è giusto che dopo lo 0-0 della partita di ritorno il Fucecchio s'interroghi sulla posizione che avrebbe potuto occupare se non fosse stato falcidiato da un numero incalcolabile di infortuni. Resterà una domanda sospesa, non come quella sull'obiettivo residuo e sulla strada per arrivarci: una vittoria con la Lastrigiana, rivale diretta, sarebbe di per sé sufficiente per l'accesso alla coppa senza bisogno di attendere notizie dal resto della Toscana. Dall'attenzione alle altre è ormai libero il Tau, che forte della vittoria matematica con due turni d'anticipo può presentarsi con una formazione rivoluzionata: insieme a Matteoni e Romanelli, il cui impiego Paoletti aveva previsto nel giro delle turnazioni, titolari giocano Bella, Mosso, Lisisco e Blini, che con questa categoria è bene che inizino a prendere confidenza. Parte in panchina invece Rigacci, il 2010 che di questa formazione è diventato uno dei perni e che è facile presumere che lo sarà anche nelle finali scudetto: insieme a Marzano a fare il centrale di difesa torna Giovannini, che s'accentra dopo tante (buone) partite da terzino destro. Per un po' l'analisi degli schieramenti è il principale motivo d'interesse: dura a lungo la fase iniziale, contrassegnata dall'ottima manovra del Tau (da dietro impostano ora Marzano e ora Giovannini, che spesso cercano Sarnataro in posizione defilata) cui il Fucecchio, al solito ben messo in campo da Michele Citi, replica con una pressione intelligente, non feroce sul primo possesso, quasi insuperabile però ogni volta che il pallone scavalca la mediana. Date queste premesse, il primo pericolo non può nascere che da un pallone inattivo: della punizione che Bracali concede sul centrodestra intorno ai venticinque metri s'incarica l'ex Matteoni, che calcia a girare con l'interno collo e sbocconcella la traversa. Da quel mancino sorge anche l'occasione successiva: è buono l'invito da sinistra per Giovannelli, che però di testa devia a lato e che pochi minuti più tardi anziché servire Lisisco s'incaponisce nella soluzione personale tanto da cestinare un contropiede interessante. Nel primo tempo il Fucecchio la porta non la inquadra: Bella sussulta soltanto sui traversoni con i quali Sardelli e Borghi da destra e Sica da sinistra provano a riempire l'area di rigore, nella quale però Marzano e Giovannini sovrastano sia Masha sia Francesco Lenzi. È scontato lo 0-0 alla pausa, dopo la quale la partita non cambia: il Fucecchio fa di tutto per schermare Mosso e ripartire (sprintano bene ma non finalizzano né Borghi né Sardelli), il Tau replica con un'altra punizione di Matteoni, cui stavolta s'oppone non la traversa ma Buti, che è lì per quello. Più difficile è la parata necessaria a tamponare Giovannelli, che s'era liberato sottoporta e che manca l'occasione per recuperare Pancella e accorciare su Andres in classifica marcatori: il Fucecchio, che qualche minuto prima aveva mandato Francesco Lenzi - tra il pallone e la suola passa la lunghezza di un fiammifero - in pressione su Bella, mantiene inviolata la propria porta. Come all'andata, è quasi inevitabile che ci sia tempo per un'ultima occasione; come all'andata ne è protagonista Battiloro, che vince il duello fisico con Rigacci e sprinta fino a violare l'area di rigore; e come all'andata l'esito non è quello voluto: allora la traiettoria si spense altissima, stavolta si spezza potente contro il palo (85'). Neppure qui si smonta lo 0-0, di cui il Fucecchio prende il tanto buono che offre: in attesa di capire che farà la Sestese all'ultima giornata, oltre a lui solo l'Oltrera può dire di non aver mai perso contro i campioni regionali.

Calciatoripiù: Mosso
(Tau Altopascio), Federighi, Sica e Sardelli (Fucecchio).
esseti
Pietrasanta-Floria 2-1

PIETRASANTA: Pennucci, Petacchi, Laboti, Poltronieri, Cianelli, Karafili, Cresci, Di Bianco, Bacci, Dezulian, Barresi. A disp.: Bardi, Remorini, Ramacciotti, Toncelli, Benassi, Angeli, Paganini, Corso, Cavalzani. All.: Lazzarini Alessandro
FLORIA: Servi, Gensini, Sordini, Morales, Fibbi, Santoro, Carrai, Guarducci, Martini, Batelli, Bitossi. A disp.: , Bautista, Piccini, Bettarelli, Landi, . All.: Alessi Dimitri
ARBITRO: Martina Lorini di Viareggio
RETI: 28' Laboti, 61' Di Bianco, 75' Guarducci
Pratica chiusa, chiusa per sempre. A restare appesi agli incastri dell'ultima giornata il Pietrasanta lascia Cecina, Capezzano e Settignanese: il 2-1 sulla Floria - salva, rimaneggiatissima, comunque decisa a scongiurare il sorpasso platonico: missione fallita, fallita con onore - vale la salvezza con una giornata d'anticipo. Per scongiurare ogni ipotesi nefasta, e tale sarebbe stato anche l'eventuale spareggio fratricida col Capezzano in caso d'arrivo di tre squadre a ventitré (meglio di tutti la Settignanese, miracoli della classifica avulsa), un punto sarebbe stato sufficiente; si sa però che difendere il pari rischia di avere conseguenze catastrofiche, e dunque il Pietrasanta si concede mezz'ora all'attacco. Di questa mezz'ora il protagonista è Laboti, che per sbloccare il punteggio ha bisogno di tre tentativi: andati a vuoto il primo (para Servi da distanza ravvicinata, centrale la traiettoria) e il secondo, fuori dallo specchio, l'1-0 si materializza sul filtrante di Di Bianco, convertito in rete con una girata angolatissima (28'). In svantaggio perché ostacolata nella manovra dall'aggressività degli avversari, fino alla pausa la Floria circoscrive la propria reazione a una punizione affidata a Bitossi: Pennucci tiene la porta sgombra. Nonostante gli attacchi che il Pietrasanta imbastisce tra il 36' e il 39', ora sgombra resta anche la porta della Floria: escono sia il tiro di Karafili, che calcia da venti metri abbondanti, sia la capocciata con cui Di Bianco cerca di associare la rete personale all'assist vincente già confezionato. Gli riuscirà nella ripresa, introdotta però da un attacco della Floria: meno preciso d'altre volte, in mischia Pennucci perde il possesso del pallone, che però è bravo a recuperare neutralizzando il tiro di Martini da tre metri scarsi. Al pericolo il Pietrasanta replica con la rete del raddoppio: la segna Di Bianco, che calciando all'incrocio massimizza l'opportunità offertagli da una punizione in zona venti metri (61'). Il 2-0 dura un quarto d'ora scarso, poi la Floria dimezza lo scarto e rientra in partita: il merito e la copertina se li prende Guarducci, che calamita un rinvio di Pennucci sceso troppo morbido intorno ai trentacinque metri e con una volée perfetta per stile e per coraggio spedisce il pallone diretto in porta. Alla rimonta la Floria crede, ci crede anche quando si ritrova in dieci per l'espulsione (eccessiva, flebilissime le proteste che valgono la seconda ammonizione) di Sordini; ci crede tanto da creare un paio di mischie, dalle quali il Pietrasanta esce indenne nonostante gli inserimenti di Guarducci (preziosa la sponda di Fibbi, tiro a lato) e di Lapo Landi, contrastato con un tackle che lascia intatti i dubbi per la mancata concessione del calcio di rigore. Sorvola Martina Lorini, il cui fischio finale consente al Pietrasanta di riporre in archivio anche l'ultimo fascicolo: l'anno zero nell'élite si chiude con tre salvezze, nessuna delle quali mai davvero a rischio.

Calciatoripiù: Laboti, Di Bianco
(Pietrasanta), Morales Holguin e Guarducci (Floria).
esseti